martedì 6 gennaio 2009

Un libro molto atteso


Parlando un po’ di letteratura “leggera”, nella fattispecie il cosiddetto romanzo thriller che ha un po’ soppiantato negli ultimi anni il classico giallo (Agata Christie, Ellery Queen, Maigret ecc. ) ricordo agli eventuali amici appassionati del genere ( cito fra gli eccellenti Jeffrey Deaver, Michael Connolly, i vecchi Ellroy, lo straordinario Henning Mankell, tutti da leggere assolutamente) che il 9 gennaio è atteso in uscita in Italia il terzo, e purtroppo per i suoi fan ultimo, libro di Stieg Larsson che esce postumo per la morte prematura dello scrittore. L’autore, svedese come Mankell, completa la trilogia Millennium (dal nome della rivista dove lavora uno dei due protagonisti, il giornalista economico Mikael Blomqvist, l’altra, “vera” protagonista è l’inquietante misteriosa ricercatrice/hacker Lisbeth Salander) che già comprendeva Uomini che odiano le donne e La ragazza che giocava con il fuoco, con questo attesissimo La regina dei castelli di carta e vi confesso che il giorno dell’uscita io sarò in libreria come tanti che conosco perché i suoi altri due libri erano veramente buoni.
Se non li avete letti e apprezzate il genere ve li consiglio caldamente, possibilmente in ordine, non a caso si tratta del più grosso fenomeno editoriale in Europa da tempo: oltre 4 milioni di copie vendute. Più di 2 milioni in Svezia (paese da 9 milioni di abitanti!), In Danimarca il terzo volume della trilogia è stato il libro con la più alta tiratura della storia dopo la Bibbia. In Germania Uomini che odiano le donne è stato il tascabile più venduto dell'anno. In Francia i tre romanzi hanno venduto già 220.000 copie.
Ma al di là delle cifre resta il piacere di una lettura affascinante e il rammarico che sarà l’ultima.

domenica 4 gennaio 2009

Pagina di diario


Che bella giornata, meteorologicamente parlando, oggi!
Qualche spruzzata di neve rimasta qua e là e…il sole. Ammettiamolo, Massimo freddofilo, il sole, con la neve già scesa, è bene accetto…..
Per il resto, oggi io sono stata da amici e vi dirò: avrei amato avere una serena giornata nella mia casa (come mi piace la mia casa!), “libera” da tutto….
A dire il vero, la mia vita me la sono proprio scelta io, solo che è continuamente presa di mira dagli altri: dalla famiglia, che mi pensa sola e pertanto triste; dagli amici, che mi pensano sola e pertanto triste…In realtà, io sono sola ma estremamente felice di esserlo…e non c’è verso di farlo capire agli altri. E anche nella tristezza, che talvolta mi avvolge, io trovo la felicità….
Quando, dopo una giornata di lavoro o di mondanità, la serratura scatta dietro di me e chiudo fuori il mondo, ecco, io credo di vivere un attimo di qualcosa di molto simile alla felicità….
Siccome sono il cuore comune di questo blog ( ho veramente apprezzato questo pensiero di Claudio; aggiungo che il cuore rappresenta il sentimento ma è anche la “sostanza” delle cose, il “centro”, il “cuore”, appunto), dovevo aprirmi un po’ di più con voi…Ma la pagina intimistica è finita e ora vi parlerò del più e del meno…
Prima, però, mi piace azzardare un commento per ognuno di voi (.-))
Massimo F.: “Mah, questa non è normale”
Massimo P. “Bene, questa è una vera freddofila”
Robi “Questa è la mia amica”
Claudio (ancora perplesso per il mio commento al suo bellissimo post): “Mah, vediamo questa dove andrà a parare…..”
Si vedrà: intanto, onore al merito!
Noi cinque ci mettiamo in gioco, mica come gli altri che ci leggono e non scrivono…troppo comoda….
E caro Massimo F., che in un recente scritto hai aperto senza condizioni anche a quelli non del ’56: ti ricordo che c’è un Consiglio di Amministrazione del presente blog e se anche tu sei il Rappresentante Unico, prima di spendere il nostro nome, devi attendere idonea delibera….
Ieri sera, amici, ho visto un film, rubricato come “western” da televideo, in realtà solo di “ambientazione” western: “Maverick”
Ero estremamente soddisfatta e pensavo alla vostra faccia quando ve lo avessi riferito: poi, mano a mano che il film mi prendeva (ed infatti non era western), evidentemente anche a causa dell’ età di noi del 56, l’ entusiasmo è, d’ improvviso e inesorabilmente, scemato: mi sono addormentata proprio sull’ ultima scena, quella in cui lo sceriffo scappa con il bottino vinto al gioco da Maverick….
Indagando su internet, ho poi appurato che il regista del film, Richard Donner, e il protagonista, Mel Gibson, avevano già lavorato insieme nei primi film della serie Arma letale e che, proprio per celebrare questo lungo sodalizio, in Maverick c'è anche un breve “cammeo”di Danny Glover (che in Arma Letale interpretava il compagno di Gibson, Roger Murtaugh). Glover interpreta la parte di un rapinatore di banche che alla vista di Gibson rimane per un attimo interdetto; i due si scrutano come se si conoscessero (il parallelo è sottolineato anche dal sottofondo musicale, che fa anche parte della colonna sonora di Arma Letale), poi la scena finisce con la fuga di Glover, che ripete una delle più celebri battute di Arma letale: “Sono troppo vecchio per queste stronzate” (ndr. Trovo deliziosa questa curiosità….)
Mi sono ulteriormente documentata e ora so che Maverick, oggi, significa più o meno battitore libero, che all’ epoca del far west il termine indicava un capo di bestiame non ancora marchiato, che negli anni cinquanta fu una serie televisiva western con James Garner nelle vesti di un avventuroso (e onesto) giocatore di professione che frequenta i tavoli del Far West. Negli anni Ottanta il termine tornò a galla grazie a Tom Cruise che nel film Top Gun interpretava il ruolo di Pete “Maverick” Mitchell, un pilota ribelle e geniale. In questa campagna elettorale, il senatore John McCain ha sostenuto di essere lui stesso un maverick, un battitore libero che ha spesso disobbedito al partito per il bene del Paese. Anche Sarah Palin ha sostenuto di essere a sua volta una maverick. (ndr.: Mah?!?)

………………………………………
Indagando su internet ho appurato tutte queste cose, ma non ho trovato il finale del film….

Sob. Qualcuno di voi sa per caso come sia andato a finire?
……………………………
Essendomi addormentata presto, ovviamente, mi sono svegliata di notte: e ho visto il finale di un altro film, che, in quanto donna, mi ha subito intrigato. Titolo: “Un amore americano” (regista: tale ignotissimo Schivazappa), prodotto da Pupi e Antonio Avati, interpreti: Carlo Delle Piane e Brooke Shields!! Storia: un vecchio professore italiano dell’ Università di Urbino va a Chicago per lavoro, si innamora di una studentessa più giovane ecc ecc…innamoramento che, naturalmente, non è altro che la proiezione di giovinezza e nuove emozioni….
Storia banalotta, in verità, ma interessante nel risvolto che unisce il mondo e la storia: l’ Uomo, in quanto genere…
Ecco: sull’ uomo in quanto tale, in quanto essere umano, io potrei scrivere fiumi di inchiostro, ma so che a voi non interesserebbe più di tanto…
Eppoi, adesso sono stanca…
Avrei voluto anche parlarvi dello spettacolo di Travaglio, che ho recentemente visto al Celebrazioni (con biglietto gratuito), e che si è chiuso con un tributo a Prodi, presente in sala…ma penso che sia un “argomento sensibile” e, anche se mi sarebbe piaciuto intraprendere un dibattito in merito, preferisco per ora accantonare l’ argomento politico, in attesa che riprendano i vari Anno Zero e Ballarò e Porta a porta, che tanto mi appassionano…Valuteremo di volta in volta…
Pertanto, miei cari, la smetto (temporaneamente)…..
E’ comunque un vero sballo non dovere andare a lavorare, anche se mi sento già pervadere da una sottile angoscia: mercoledì è già alle porte…
Buona serata!

P.S.
Ho trovato fantastico il ricordo del diario di Robi ed è incredibile, non lo ricordavo affatto!
Eppure, a forza di pensarci -e questo sì che è incredibile!- qualcosa nella mente mi è riaffiorato: l’ Ansa e io, secondo o terzo banco della prima fila entrando nell’ aula di terza effe a destra (dietro la mitica “Pasc”), eravamo forse un po’ acide entrambe?….Mmmm, sì.
Però, Robi, sono sempre più sicura che la frase non fu farina del mio sacco….e non a caso ero una delle tue preferite!

R.P.S.
Dopo trent’ anni di silenzio assoluto, una delle prime domande che mi fece l’ Ansa fu: “…e Roberto?”

venerdì 2 gennaio 2009

2009: grazie a voi

Questo doveva essere un commento al precedente, ma dopo tutto ho preferito tramutarlo in post.
Caro Roberto compagno di banco dei miei anni migliori, posso solo ringraziarti per aver rigenerato questo blog (devo anche spendere due parole per Marco F. e Andrea R. - fratello del "nostro" Stefano - che me l'han fatto conoscere) e sottolineo che la polemica - che ci deve sempre essere - è così magicamente stemperata nelle nostre argomentazioni che non se ne potrebbe più fare a meno ed è raro trovare in altri ambienti tanta tolleranza e ironia. Massimo F. lo definisco una "roccia" nel suo pensiero. Reazionario dice lui. Coerente come pochi negli anni dico io e testimonial di tutti, ma dico tutti, quei valori che condivido a mia volta. Massimo P. una piacevole riscoperta di quello che era un mite e taciturno compagno di ginnasio e che si rivela un fine dicitore di cose sempre interessanti. Da lui come da voi tutti mi hanno diviso oltre 30 anni di vita vissuta: non basterebbero 10 blog a raccontarci tutto ma qualcosa stiamo pur cominciando a costruire. Di te Roberto posso solo aggiungere tanti ricordi di straordinario erudito cazzeggio. Sì, siamo stati dei precursori, e al di là dell'intellighenzia che nel '74 o giù di lì era rappresentata da alcune compagne..., noi eravamo comunque, e il tempo lo ha dimostrato, qualcosa di speciale. Dulcis in fundo Valeria, il nostro cuore comune. Diciamo intanto che da sola riempie il blog di tutta la femminilità di cui c’è bisogno. E’ lei che con dolcezza ci riporta sulla terra quando esageriamo nel “maschilismo” invero presunto di qualche post (ma il western è così maschile?). E sempre lei ci spiazza proponendoci riflessioni che sanno d’antico e di familiare volteggiando fra i nostri post come solo una donna potrebbe fare. Grazie a tutti voi per questo e che il 2009 continui nel segno della classe del ’56, liceo Galvani, sezione F.

giovedì 1 gennaio 2009

BUON 2009

Cari amici, raccolgo volentieri l'invito di Valeria a presenziare in questa giornata di festa.
Iniziamo come doveroso con un augurio sincero di Buon Anno, un anno salutato anche dalla caduta di neve copiosa su Bologna che rallegra i cuori dei nostri amici freddofili e nevofili e dunque di buon auspicio.
Ma è anche tempo di bilanci e, in qualità di blogger che si è assunto il "duro compito" di rigenerare il blog, vorrei fare due brevi considerazioni.
Per me che ho iniziato questa avventura ignaro di tutto, è stato un piacere grandissimo dialogare con voi, un'esperienza che mi ha arrichito profondamente e che mi ha costretto spesso a interrogarmi sui miei difetti più palesi e ovvi. La mia vis polemica si è scontrata a volte con l'eleganza dei vostri commenti alle mie provocazioni, spesso gratuite, e ne è risultata giustamente sconfitta . E' molto bello poter capire meglio i tratti peggiori della propria personalità per migliorare. Perchè si può sempre migliorare!!

In secondo luogo vi ringrazio per il fatto che anche se su molti argomenti la nostra visione delle cose non è sempre simile , e per questo mi sono dato una sorta di autodisciplina nel non toccare argomenti " sensibili", anche quando questi sono stati sfiorati una comune cifra di stile ha salvagurdato i nostri dibattiti.
Questo perchè credo di poter affermare, senza tema di smentita, che abbiamo tutti e cinque un denominatore comune nell'ironia e nell'autoironia il vero spartiacque che separa gli imbecilli dalle persone intelligenti....
Dunque ancora grazie a voi e un felicissimo 2009!!

Roberto
La neve ad Anzola stamattina.
Caduti ca. 2 cm. (al momento della foto la precipitazione era ancora in corso).
Ancora auguri.



Mi sono permesso di insinuarmi nel post di Massimo perchè, per singolare coincidenza dovuta forse all'omonimia, forse alla Capricornità che ci accomuna, anch'io ho fatto una fotografia (quella a destra ... ovviamente ;-) di quel che vedo dalla finestra di casa, in una mattinata di neve, appena tornato da Fanano (fortunatamente senza aver dovuto montare le catene).
Mi associo al rinnovo degli auguri.

mercoledì 31 dicembre 2008

BUON 2009!




cari Amici,
in quanto voce rosa del blog, saluto il vecchio anno che se ne va tutto solo soletto, già dimenticato e abbandonato da tutti…Eppure, noi lo rimpiangeremo!! Quando saremo vecchietti, e magari ci ritroveremo, diremo: “ricordate che nel 2008 demmo impulso al blog Quelli che il Galvani….? Bei tempi, quelli, anche la tv era un’ altra cosa, mica come ora!! E potevamo mangiare ben tre fette di panettone… E c’ era ancora la neve…. E Valeria si beveva tutte le nostre elucubrazioni su western fantascienza medioevo nanni loy ecc ecc…e noi ci sorbettavamo i suoi cuori…che incubo quei cuori, li metteva dappertutto ..e non rispondeva mai a segno su western fantascienza medioevo nanni loy…però li leggevamo i suoi post …che poi mica trattavano di niente…scriveva scriveva ma che cosa poi scriveva…mah, le donne….per fortuna, noi eravamo quattro e lei una, e solo una riuscivamo a sopportarla…..Nel 2009 le cose cambiarono….Ricordate? Nel blog arrivarono tutti gli altri compagni… e ci ritrovammo in tanti a dire la nostra e con molti variegati apporti ci divertimmo un mondo…”
Ecco, per il 2009 nel blog questo è l’ augurio: che proseguiamo a coltivarlo con l’ entusiasmo che fin qui abbiamo manifestato e che arrivi qualche nuova voce in nostro (vostro) soccorso…

Vi abbraccio e Vi mando un augurio speciale, che il 2009 Vi porti tanta felicità :-)

Un bacione

Valeria

N.B. per tradizione e per rendere “fortunato” il nostro beneamato blog DOMANI 01. 01. 2009 potranno “postare” e commentare solo i MASCHI

Buon compleanno, Massimo!


Affettuosi auguri di buon compleanno!
Gli anni passano, l' età avanza, ma lo spirito di quelli del '56 non può che restare giovane!
AUGURI!










domenica 28 dicembre 2008

Due Signori della "vecchia" televisione dei nostri anni

Nei nostri ultimi commenti affiora il tema della televisione di qualità, sollecitato dal post di Massimo, e allora vi propongo questo "articolo" nel quale mi sono casualmente imbattuto su 2 personaggi che ricordo bene (Il secondo U.Gregoretti è ancora vivente) e che personalmente ho amato . Rappresentanti di un tempo nel quale la tv era una cosa seria, le citazioni latine erano vivaddio "corrette", si rideva in maniera intelligente, gli attori recitavano e i cantanti cantavano, e lo sapevano fare, insomma un'età dell'oro per un mezzo che ha contribuito non poco al nostro bagaglio formativo.

Nanni Loy nel ricordo di Ugo Gregoretti
Data di pubblicazione: 15.08.2005

Autore:

"Tagliente ma affettuoso così ha svelato i nostri tic". Due testimoni e protagonisti di un’Italia migliore, ironica e colta, profonda e sorridente, generosa e garbata. Da la Repubblica del 14 agosto 2005

Due signori. Tutt’e due comunisti "aristocratici" (il personaggio che rievochiamo lo era di nascita e il nostro intervistato prima di accettare la tessera del Pci si chiese candidamente: «Come posso io che possiedo 200 cravatte?», sentendosi rispondere che poteva dal momento che il poeta Aragon ne possedeva il doppio). E grandi innovatori televisivi. Tre cose in comune tra Nanni Loy e Ugo Gregoretti. Un’altra è Fregene, cara ai cinematografari, dove il 21 agosto di dieci anni fa Loy fu colto da infarto e Gregoretti, con la compagna di Nanni Elvira, fu il primo a tentare invano di soccorrerlo. Ugo Gregoretti (classe 1930, cinque anni meno di Loy) ricorda l’amico cominciando dall’episodio che ne fece un personaggio popolarissimo. E svelando un altro punto di contatto.

Nanni Loy
«L’ho conosciuto dopo aver fatto il mio primo film nel ‘61, I nuovi angeli. Venni "scoperto" in virtù di una rubrica che tenevo in tv, Controfagotto. Sull’onda del suo successo e della novità che rappresentava il produttore Alfredo Bini mi propose di fare un film. Mi trovai così promosso regista di cinema, e conobbi Nanni. Di lì a poco Angelo Guglielmi reduce da Londra con sotto il braccio il "format" - si direbbe oggi - della candid camera propose a me Specchio segreto. Risposi che sarei stato troppo riconoscibile per via di Controfagotto, mentre la formula si fondava proprio sulla irriconoscibilità del "provocatore". Venne allora in mente a entrambi Nanni, che accettò circondandosi di collaboratori di talento come Giorgio Arlorio e Fernando Morandi».
Ha rivelato un retroscena...
«Non l’ho mai raccontato. Evidentemente però l’affinità elettiva tra noi due è rimasta tanto legata a quel fatto che ancora oggi, con mia frustrazione, c’è chi incontrandomi mi dice: lei ha fatto tante belle cose ma nessuna ha eguagliato quel cornetto intinto nel cappuccino degli altri. E, non vorrei apparire irriverente, quando Nanni morì e fu allestita la camera ardente in Campidoglio, mentre scendevo la scalinata incrociai una donnetta che mi disse a bruciapelo: ma come, lei non era morto?».
Avete entrambi riversato nella televisione lo spirito, la sensibilità della commedia cinematografica italiana.
«Lui certamente, veniva da quel cinema. Io ero un redattore, anzi un praticante del telegiornale che sognava di diventare regista di cinema e aveva un occhio di riguardo per la commedia all’italiana. Il mio Controfagotto conteneva materiali equivalenti. E perfino quando ho girato Apollon sull’occupazione di una tipografia gli operai romani che recitavano se stessi erano di scuola sordiana. In Nanni c’erano già molte esperienze, in me la contaminazione da giornalistino televisivo che applicava i moduli della commedia ai suoi "pezzi". Impostavo le interviste come se fossero sketch, parenti poveri di un film».
Il modello di Specchio segreto e la successiva evoluzione (o involuzione?) della formula candid camera nella tv italiana.
«Specchio segreto si avvalse subito di una componente non so se già presente nella sperimentazione anglosassone anteriore: autori e sceneggiatori che venivano dal cinema, Nanni per primo. E di una comicità, di un umorismo che andavano oltre l’invenzione di gag e rimandavano a uno spaccato antropologico e sociale. Uno spessore mai visto prima, né tantomeno dopo. Pensi ai livelli di stupidità di oggi e agli abissi di faciloneria provocatoria ma stolta, vacua. La forza e la classe di Nanni erano nel non essere mai offensivo pur essendo così pungente. Un meccanico autocontenimento faceva sì che quando si avvicinava troppo al confine della presa per il culo scattassero la pietas, la simpatia, l’indulgenza affettuosa verso il malcapitato. Tra i molti primati di Specchio segreto - oltre a quello cronologico e a quello qualitativo nel far tesoro sia del cinema civile e di denuncia che della commedia all’italiana, nel farsi ritratto di un paese con le sue contraddizioni e tic e con la sua straordinaria varietà umana - ce n’è anche un altro. Si scoprì lì la famosa "liberatoria": cioè, dopo aver "incastrato" le persone a loro insaputa, bisognava ottenere il permesso per andare in onda. E il bello è che i rifiuti furono pochissimi, la stragrande maggioranza si fidava e firmava al volo».
Va di moda rimpiangere la Rai di Bernabei. Ma è vero che quella tv così governativa, prudente, bacchettona, consentiva spazi anticonformisti come Specchio segreto.
«Più che "di Bernabei" parlerei di Rai monopolio. Sentivamo la responsabilità del nostro ruolo. Sia pure sotto il tallone di ferro della censura democristiana eravamo severamente invitati a fare le cose bene e a scoprire dove stesse di casa l’araba fenice dello specifico televisivo. Contribuirono pochi registi cinematografici che, come Mario Soldati, portarono la spregiudicatezza del cinema nell’inchiesta televisiva. Miei maestri sono stati i tecnici, sia i vecchi tecnici della radio che i nuovi che dal cinema erano passati alla tv optando per il posto fisso, e poi quel grande radiocronista che era Vittorio Veltroni: l’abilità era quella di costruire delle immagini sonore, ciò che ignorava la tradizione del documentario cinematografico italiano che disprezzava la tv. Inventammo le inchieste televisive aggiungendo con le voci lo spessore mancante al documentarismo "artistico". Le cose erano insomma più belle perché ogni dettaglio era teso a una qualità anche estetica. Con la fine del monopolio questo è finito. E dico che ha contribuito a renderci più perspicaci proprio la censura. Una ginnastica, una palestra. Studiare come assestare il cazzotto passando attraverso le sue maglie. Uno strumento pedagogico».
Ragionamento un po’ insidioso, non le pare?
«Io rimpiango la disciplina. So che oggi vediamo solo imbruttimento mentre allora c’era un’estetica. E la censura è stata come un’istitutrice, formativa. Nelle mani di chi ha il potere di scegliere, oggi del tutto incapace, potrebbe essere strumento di rieducazione: una bella censura a Maria De Filippi non sarebbe cosa sana?».

sabato 27 dicembre 2008

I Sopravvissuti in dvd


Ve lo ricordate ?
Era il 1976.
Televisione della Svizzera Italiana (la Rai lo trasmetterà quattro anni dopo).
Un virus si diffonde nel mondo.
All'inizio sembrava una semplice influenza.
Ma morirà il 95% della popolazione mondiale.
La scena si sposta nella ormai svuotata campagna inglese dove i pochi sopravvissuti dovranno costruire un nuovo mondo e dare all'Umanità la possibilità di rigenerarsi e tornare a prendere possesso del mondo.
Richiama Il Giorno dei Trifidi di John Wyndham (il romanzo, non la pessima trasposizione cinematografica).
Oggi, finalmente, dopo anni di attesa, è uscito il primo dvd della serie, in italiano.
Il programma editoriale prevede 19 dvd, comprendendo anche la misteriosa terza stagione mai trasmessa in Italia.
L'uscita del dvd coincide con la messa in opera della nuova serie dei Sopravvissuti, sempre per mano della Bbc che continua a produrre sceneggiati di grande qualità (ricordo il recentissimo Primeval, prima e seconda stagione con la terza ora in cantiere).

mercoledì 24 dicembre 2008

Notte Magica



Mi sarebbe piaciuto augurare a tutti il Buon Natale allo scadere esatto della mezzanotte, ma siccome so di non poterlo fare vi anticiperò i miei auguri adesso e visto che Valeria mi ritiene “l’esperto”, vedrò di tener fede a questa fin troppo generosa attribuzione con un paio di considerazioni interessanti (spero). Perché il 25 dicembre? Per secoli si è dibattuto sulla data di nascita di Gesù Cristo e a lungo si sostenne che la Chiesa abbia voluto “cristianizzare” la festa pagana del dio Mitra che si teneva proprio in quei giorni. In realtà i Vangeli ci danno un importante indizio: Luca ci dice che Zaccaria (il padre di Giovanni Battista) ebbe la visione dell'angelo Gabriele mentre serviva nel Tempio di Gerusalemme durante il turno della classe sacerdotale di Abia, alla quale apparteneva. Quindici mesi dopo nacque Gesù (sei mesi fra il suo concepimento e quello di Giovanni - sempre Luca - più nove di gravidanza). A questo punto conoscendo il calendario dei turni di servizio delle classi sacerdotali, ricostruito nel 2003 basandosi sui rotoli di Qumran (troverete interessanti e complicati approfondimenti cercando un po’ in rete), che stabiliva che la classe di Abia era in servizio nella seconda metà di settembre (fra l’altro gli ortodossi celebrano ancor oggi l’annunciazione di Giovanni il 23 settembre) aggiungiamo 15 mesi ed eccoci al nostro Natale!
Abbiamo poi altri indizi nei Vangeli che ci aiutano a scoprire l’anno di nascita. Chiaramente avvenne durante il regno di Erode (morto nel 4 a.c.). Inoltre nei giorni precedenti la sua nascita era in atto un censimento da parte dell’imperatore Augusto. Censimento identificato probabilmente con quello dell’8 a.c. Quindi sulla base dei Vangeli, le uniche fonti storiche disponibili a riguardo, la nascita di Gesù è certamente avvenuta attorno al periodo 7-6 a.c., qualche anno prima della morte di Erode e nel periodo immediatamente seguente al censimento. Risulta quindi errato il calcolo di Dionigi il Piccolo, approvato da papa Giovanni II, che fece risalire l’evento a 753 anni prima della fondazione di Roma. Quell'anno, stabilito come anno 1, viene tuttora utilizzato per la numerazione degli anni del calendario gregoriano oggi in uso.

Ma tutto ciò non ha nessuna importanza: Natale è quello che noi sentiamo fin da piccoli nel cuore quando scende la sera attorno al presepe, magari cade la neve e i grandi diventano anch’essi un po’ bambini…
Auguroni a tutti