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domenica 11 gennaio 2026

Pedoni, ultima ruota del carro

Il comune di Bologna si appunta, autoreferenzialmente, la medaglia di città a misura d'uomo, anche per le zone pedonali che infestano ormai larga parte del centro.

Vengono però trascurati quei marciapiedi sui quali i pedoni passano, soprattutto quelli di periferia.

Sconnessi, parzialmente occupati dalle biciclette del comune abbandonate dall'ultimo utente (che andrebbe sanzionato se non le lascia negli appositi spazi) e ghiacciati quando nevica e la temperatura, come in questi giorni, resta intorno allo zero.

Ghiacciati dopo le nevicate anche perchè nessuno provvede a spalare la neve caduta.

Quando ero bambino, ricordo schiere di spalatori, pagati dal comune, che provvedevano a tenere liberi i marciapiedi (e le strade).

Mia madre mi diceva che erano contadini, quindi stagionali, che in inverno avevano meno da fare in campagna e che quindi per incrementare il loro reddito venivano utilizzati dal comune per incombenze come quella di spalare.

Il servizio era ruspante, ma aveva effetti positivi, anche dopo le nevicate, quando i marciapiedi venivano mantenuti con la distribuzione di sale che scioglie il ghiaccio.

Il comune oggi ha i soldi per iniziative di dubbia utilità per i cittadini, ma non per assumere stagionali, ad esempio le decine di immigrati che bighellonano per il centro, magari eliminando la concessione di sedi in comodato gratuito alle varie associazioni che ne fruiscono e che ben dovrebbero pagare un canone di mercato.

E non si dica che è responabilità dei proprietari e condomini frontalieri pulire il tratto di marciapiede antistante la loro proprietà.

Perchè quello è suolo pubblico e il comune, che vorrebbe imporre l'obbligo di pulizia, sanzionerebbe il proprietario che mettesse un tavolino o una sedia per guardare il passeggio. 

Delle due l'una: o sono responsabile della pulizia, quindi lo uso come estensione della mia proprietà, oppure, se la proprietà resta al comune, deve essere il comune a provvedere alla sua agibilità. 

domenica 4 febbraio 2018

E venne il giorno della neve

Sembra il titolo di un romanzo o di un film di impronta catastrofica: non è così.
Anche se ci sono stati film che hanno immaginato nevicate imponenti da coprire tutto il globo e le gelate successive (ad esempio ricordo e consiglio, per un paio d'ore di brividi spensierati e senza pretese "The day after tomorrow").
Niente di tutto ciò.
Però, dopo le abbondanti nevicate in montagna che hanno fatto di quella 2017-2018 una ottima stagione per il turismo invernale e una raccolta imponente di acqua (oggi sul Carlino una fotografia della diga di Ridracoli che tracimava, tanta acqua si era accumulata), anche Bologna ha avuto la sua spolveratina.
Niente da paragonare anche a nevicate del recente passato (penso al 2009 o al 2012) ma abbastanza da dare al paesaggio quel sapore a mezzo tra la nostalgia e la tranquillità di cui abbiamo tanto bisogno nell'epoca in cui, per colpa degli strumenti diabolici di internet, siamo tempestati di richieste, consigli, inviti e che trasformano anche il lavoro in una specie di catena di montaggio con ritmi che non consentono una seria riflessione.
La neve cancella tutta la frenesia del mondo.
Forse anche perchè si è costretti ad uscire a piedi ed a camminare lentamente se non si vuole finire a gambe all'aria e, allora, tutto si rallenta, tutto diventa migliore.

domenica 8 febbraio 2015

Avversità atmosferica o incapacità umana ?

Sono sbalordito nel leggere dei "disastri" derivati da una modesta nevicata di 30-40 centimetri.
I telegiornali e i giornali radio riportano, come prime notizie, quelle sul maltempo.
Il Carlino oggi occupava una decina di pagine per interviste, cronache e fotografie.
Nel terzo millennio mi pare assurdo che settecentomila Italiani debbano restare uno, due, tre giorni senza energia elettrica, cioè senza riscaldamento.
Capisco che una nevicata possa, nell'immediato, creare rallentamenti di circolazione o anche interruzioni di servizi, non che si trasformi in una "tana libera tutti" per cui saltino aerei, treni, appuntamenti.
Ma allora come fanno nel nord europa ?
E' assurdo che il comune di Bologna inviti i propri dipendenti a restarsene a casa e poi non chiuda le scuola, salvo poi accorgersi che non ci sono gli addetti pre preparare i pasti dei bambini.
Allora mi rispondo che non sono le avversità atmosferiche a causare i danni, bensì l'incapacità umana.
E lo si vede anche quando una semplice pioggia provoca rivoli di acqua ai margini di strade importanti come Via Rizzoli e Strada Maggiore (e speriamo che dopo il disagio causato dai lavori, sia risolto questo problema).
Probabilmente gli amministratori comunali dovrebbero occuparsi meno (o per nulla) di unioni cosiddette "civili", di immigrati, di organizzare festival canterini e invece guardare alla vivibilità delle strade ed alla sicurezza dei cittadini.
Sicurezza che si coniuga sul duplice binario dell'ordine pubblico, del contrasto alla criminalità (furti, scippi, rapine nelle case) e di fruibilità della città (mezzi pubblici puntuali, illuminazione, tombini funzionanti, servizi pubblici efficienti, strade percorribili senza doversi esercitare nei percorso di guerra per le buche ...).
E viva la neve anche perchè ci mostra quali amministratori hanno saputo fare il loro lavoro e quali si siano limitati solo a vuote chiacchiere.

domenica 28 dicembre 2014

Signori, la neve !

Mi sono affidato alle previsioni e sono rientrato in anticipo a Bologna e adesso mi godo dalla finestra dello studio lo spettacolo piacevole della neve che cade anche con notevole intensità.
Le prime avvisaglie già in mattinata quando le avanguardie timide dei fiocchi scendevano isolati, sciogliendosi subito.
Ma adesso i tetti e gli alberi sono già bianchi, e la strada, interna, dove passano poche macchine, sembra una pista da sci tirata a nuovo.
Non ho idea come siano le strade cittadine, visto che pare che i mezzi vengano fatti uscire solo con 5-10 centimetri, del resto c'è l'obbligo di catene (a bordo) o di gomme invernali ed è uno dei pochi provvedimenti appropriati assunti di recente.
Un solo timore: quando nevica ho difficoltà nel ricevere sky: riuscirò a guardare la partita del Bologna o dovrò accontentarmi della semper fidelis radio ?

martedì 12 febbraio 2013

Settimana bianca ? Bianchissima !


Non credo di aver scritto in precedenza che in questa settimana avevo stabilito la mia “pausa” invernale, altresì chiamata per convenzione “settimana bianca” (anche se per me sciare è più una sofferenza in attesa del meritato pranzo dove fare il pieno di colesterolo chiamato anche “pesto modenese”, che un piacere praticarlo).
Così da sabato sono in montagna.
Sabato e domenica due bellissime giornate di sole.
Lunedì … beh, lunedì, rispettando insolitamente le previsioni, è cominciato a nevicare (dicitur alle 5 del mattino, ma non posso confermare perché dormivo quindi “offro” l’orario con beneficio di inventario e senza responsabilità) e alle nove del mattino già c’era una bella coltre bianca che silenziava tutto e le montagne erano coperte dalle nubi basse.
Il bello è che è continuato a nevicare, con pari intensità, fino alle nove di sera, creando spessori che mai avevo visto sui tetti e sulle strade (dicunt, gli anziani del paese, ottanta centimetri).
Questa mattina, per uscire dal portone di casa, ho dovuto fare i primi passi, dal cortile interno fino alla strada principale, affondando fino alle ginocchia nella neve.
Due delle tre finestre del piano superiore non consentono la vista sulla strada tanta è la neve accumulata sul davanzale (la terza è sopra un terrazzino e non ha davanzale esposto).
Le macchine lasciate fuori sono un tutto uno con il panorama, bianco candido.
L’ingresso del garage (comune) dove ho la macchina è ostruito dalla neve (anche lì ci si sprofonda oltre le ginocchia) ma non contemplo lo spalare la neve in vacanza (per la verità sono anni che l’espressione “spalare la neve” è uscita dal mio vocabolario) quindi in teoria sono “bloccato”.
Felicemente bloccato, con il caminetto scoppiettante, la dispensa rifornita, un paio di libri nuovi che mi aspettano ed altri trecento circa (tra i quali tutti i vecchi gialli, Nero Wolf incluso) che negli anni ho spostato da Bologna a qui.
Unico aspetto negativo: la neve accumulatasi in quantità sul tetto ostruisce la antenna parabolica e quindi la ricezione delle trasmissioni satellitari.
Pazienza, rinuncerò alla Juventus di coppa (tanto avrei “tifato” Celtic perché io per la Juventus non “tifo” mai) e comunque mi ero portato alcuni dvd di “emergenza”  (qualche Nero Wolf con Buazzelli e Ferrari e un paio di film western con John Wayne …).
Dall’ora di pranzo ha ricominciato a nevicare peraltro con grande leggerezza e discrezione.
Questo è quello che io chiamo “vacanza” …

martedì 27 marzo 2012

La neve a Bologna

Oggi (ma presumo potrà avvenire anche nei prossimi giorni) assieme al Carlino era possibile acquistare, a 9,90 euro, un volume fotografico con immagini di Bologna innevata dagli anni cinquanta al 2012.
Il Carlino, storico quotidiano della nostra città, non è nuovo ad iniziative tese a riscoprire e conservare le radici di Bologna e anche un volumetto come quello di cui parlo può aiutare nell’opera.
Particolarmente interessante la modalità di sgombero neve allo stadio, con le piccole montagne che ogni spalatore innalzava perché poi venissero portate via.
Bella la qualità delle fotografie contemporanee (e chi non è fotografo con gli strumenti a disposizione oggi ?) ma impagabile l’atmosfera del bianco e nero che coglie i nostri nonni (o bisnonni) nelle classiche espressioni e posture che abbiamo ormai dimenticato.
Ottima ed evocativa la presentazione di Cesare Sughi che compensa la fredda introduzione del direttore del Carlino Giovanni Morandi che, evidentemente, non riesce a dimenticare la sua fiorentinità che infila anche in un volume dedicato esclusivamente a Bologna.

venerdì 3 febbraio 2012

Momenti di altri tempi

Io non avrei avuto problemi dalla neve, avendo la fortuna di lavorare a meno di tre chilometri da casa.
L'imprevisto, però, ci ha messo lo zampino e sto passando due, tre, quattro, chissà ... giorni d'altri tempi.
Ieri, infatti, l'ho passato quasi tutto a letto, complice una influenza traditrice che mi ha colpito dopo anni dall'ultima volta.
La finestra aperta (le tapparelle, non i vetri ...) a vedere scendere la neve e il lento ondeggiare degli alberi.
Oggi un po' meglio per cui ho avuto una visuale a 270 gradi dalle finestre di casa (un lato mi è precluso).
Bellissimo !
Mi dispiace solo non aver potuto essere parte dello spettacolo e vedere cosa accadeva in centro.
Capisco però i disagi di chi deve andare al lavoro.
E nel mio dolce far niente di oggi, riflettevo su come poteva essere una volta, tanti e tanti anni fa.
Non c'erano macchine, non c'erano fabbriche, d'inverno non c'era da coltivare i campi.
Probabilmente nelle case c'erano rifornimenti di cibo sufficienti a passare giorni se non mesi.
I nostri Avi restavano in casa, parlando, riposandosi, avendo cura reciproca.
Non c'era la "movida" e neppure l'obbligo di "essere presenti" o di completare un lavoro in tempi predeterminati.
Tutto più a misura d'Uomo.
Il grande gelo che scende sull'Italia, potrebbe, chissà, consentirci di riavvolgerci un po' nel sapore antico della nostra casa e degli affetti, attribuendo alle spesso frenetiche attività quotidiane la giusta importanza, ma non quella rilevanza totalizzante e che rischia di annientare la nostra individualità.
Tornerà la primavera, tornerà il sole, ma adesso godiamoci l'inverno, la neve e il gelo ... naturalmente da una finestra che protegge il nostro caldo ambiente, dal freddo esterno.

venerdì 19 marzo 2010

L'articolo di Massimo P. dedicato ai "freddofili"

I cinque gioielli della grande neve

(ovvero: Un grande inverno in 10 capitoli)

Questa è una cronaca a caldo, a poche ore dall’ultimo grande evento nevoso, che vuole ripercorrere col ricordo le continue emozioni provate durante quattro splendidi mesi di un inverno fra i più grandi degli ultimi decenni, un inverno che non è esagerazione definire storico, un inverno di cui si parlerà ancora molto negli anni futuri: e così come si ricordano il '29, il '56, il '63, l'85, sicuramente un posto importante nella memoria di ognuno di noi verrà occupato anche dal 2009/2010.

E’ un racconto fatto di ricordi e di emozioni, quindi, non di analisi statistico-matematiche e di carte meteorologiche: per queste analisi ci vorrà più tempo e saranno necessarie persone più esperte del sottoscritto. Persone che non mancheranno di dire la loro nei prossimi giorni, quando sarà tempo di bilanci.

Fatta questa doverosa premessa, è tempo di iniziare il nostro racconto:


Capitolo 1: l’attesa


Dopo un autunno non particolarmente entusiasmante ed un lungo blocco anticiclonico che ha caratterizzato tutta la seconda quindicina di novembre, ai primi di dicembre la situazione finalmente evolve e dopo alcune perturbazioni atlantiche, le carte intravedono finalmente l’arrivo del primo vero freddo invernale. accompagnato dalle prime nevicate.

Ed eccoci infatti arrivati al 14 dicembre, quando la prima neve della stagione imbianca le nostre contrade.

Continue spolverate cadono un po’ tutti i giorni fino al 17, con qualche centimetro d’accumulo. Niente di eccezionale, ma c’è da essere comunque molto soddisfatti: è pur sempre una discreta nevicata, dopo anni di magra. E poi, l’inverno è appena iniziato, ma soprattutto le carte intravedono, già per il 18, una ben più appetitosa situazione da neve



Capitolo 2: il primo gioiello della grande neve (una nevicata d’altri tempi)


L’attesa è spasmodica: troppe volte le carte sono cambiate all’ultimo istante trasformando l’attesa della neve in una grande delusione, ma stavolta questo non succede: ad ogni emissione le mappe confermano, anzi ulteriormente migliorano, fino all’ultimo fantastico responso nel pomeriggio di venerdì 18 dicembre: ELBA LOW !!

Torno a casa venerdì sera a bufera già iniziata, appena in tempo, prima che le strade diventino impraticabili. Passo la serata fra la finestra e il PC a godermi la nevicata sempre più intensa e con una temperatura sempre più da favola.

Quando salta la luce vado letto. Sabato mattina, al risveglio, il paesaggio è incantevole: nevica ancora, ma il grosso si è già depositato; la temperatura scesa è fino a –4.1: un sogno.

Esco di casa: la scala esterna è coperta da una spesso manto di soffice neve. La neve secca e farinosa ha ricoperto tutto, anche gli angoli più riparati. Col metro misuro lo spessore: 30 fantastici centimetri.

La prima cosa da fare è immortalare lo splendido paesaggio: in pochi minuti esaurisco la memoria della macchina fotografica digitale.

La seconda cosa da fare è spalare: compito ingrato per la mia schiena malandata, ma stavolta non mi accorgo nemmeno di far fatica, tanto la neve è soffice e leggera.

Le ore, i giorni che seguono la fine della nevicata sono storici: minime eccezionali a due cifre come da anni non si vedevano, massime che rimangono ben lontane dagli zero gradi, temperature che già dopo il tramonto precipitano sotto i –10, freezing fog e sontuosa galaverna.

Ma la musica purtroppo è destinata a cambiare ben presto: la gioia prodotta da queste splendide giornate di freddo e neve è offuscata dalle ignobili mappe previsionali relative al periodo natalizio



Capitolo 3: la grande scaldata


Preceduta da un fenomenale gelicidio inizia la terribile scaldata di Natale, quando l’Europa è investita da isoterme che che si vedono solo in piena estate.

Il disgelo è rovinoso, le temperature raggiungono valori abominevoli proprio la vigilia ed il giorno di Natale (fino a +20 in Romagna), la neve si scioglie in un baleno.

Sembra già finita dopo che era appena cominciata, ma per fortuna dopo Natale le mappe riprendono darci un po’ speranza nel ritorno del freddo per i primi di gennaio



Capitolo 4: il secondo gioiello della grande neve (il ritorno della dama)



La neve finalmente ritorna il 5 gennaio, in tempo per l’appuntamento tradizionale dell’Epifania (la cagadeina d’la Vecia: è un diffuso modo di dire tradizionale e pittoresco nelle campagne ad ovest di Bologna). Nevica dalla sera del 5 fino alla mattina del 6. Superbo il paesaggio nel giorno della Befana.

Una decina di centimetri belli secchi e farinosi.

Bentornata, dama !



Capitolo 5: interludio



Finiscono le feste natalizie e lo scenario cambia nuovamente: inizia un periodo di transizione, non particolarmente entusiasmante, ma che comunque rientra nella tradizione meteo di gennaio.

Il tutto però coincide con una nuova cocente delusione: un potente nocciolo d’aria artica, che sembrava dovesse giungere sull’Italia portandoci nuove godurie nevose, all’ultimo momento devia su Francia e Spagna lasciandoci con l’amaro in bocca.

E mentre da noi il tempo diventa mite e piovoso, i nostri cugini latini sono sommersi da freddo e neve storici.

Ma un contentino c’è anche per noi: dal 19 al 21 gennaio, grazie all’inversione, abbiamo tre fantastici ed inattesi giorni di ghiaccio, con nebbia ed un po’ di galaverna.

Insomma, nonostante tutto, l’inverno c’e’ ancora.

Ed alla fine, il Generale torna e ricordarsi di noi……



Capitolo 6: il terzo gioiello della grande neve (tornano le bianche truppe del Generale)



La terza decade inizia in modo elettrizzate: giorno dopo giorno le carte ci fanno sempre più sognare:

ed alla fine il sogno s’avvera.

Comincia a nevicare nella mattinata del 26 gennaio.

Neve dapprima debole, lenta, poi sempre più forte e convinta.

E di sera/notte è bufera.

E di mattina ci sono 15 cm. nuovi di pacca ed un paesaggio nuovamente fiabesco



Capitolo 7: il quarto gioiello della grande neve (la tempesta di S.Geminiano)



Stavolta non c’è tempo per rifiatare; la neve caduta non fa in tempo a sciogliersi che già si profila una nuova stupenda nevicata.

A dire il vero, fino all’ultimo non si ha un’idea troppo chiara di quanta neve potrà venire e le ore di sabato 30 passano nell’incertezza, ma domenica 31 gennaio quando apro la finestra è apoteosi bianca.

Il vento ulula fra le connessure degli scuri, la neve polverosa è sollevata dalla tempesta in un potente scaccianeve,.ma per il momento l’accumulo è modesto.

Le notizie e le foto da internet fanno invece vedere l’incredibile precipitazione a falde larghe in corso nel Modenese.

Ho un po’ d’invidia e un po’ di delusione, nonostante la tempesta urlante e il paesaggio artico l’accumulo stenta ad aumentare.

Questa situazione, tuttavia, dura molto poco: il nucleo modenese arriva finalmente anche da me e in 2-3 ore di violenta tormenta con neve praticamente orizzontale si depositano 22 cm.

Di sera fa in tempo a rasserenare senza un grande scioglimento e subito la temperatura piomba sotto i –10.

A Modena la tempesta provoca l’annullamento di tutte le manifestazioni previste per la festa del Santo Patrono.

Nei 2-3 giorni successivi rivediamo le gelide minime a due cifre che avevano allietato dicembre.

Ed intanto inizia febbraio…, ma febbraio delude.



Capitolo 8: la grande delusione


Quando martedì sera 9 febbraio, a meno di 12 ore dall’evento, le mappe ci danno l’ennesima conferma siamo ormai sicuri: ci aspetta un’altra goduria nevosa da 30-40 cm.

Ed invece…

Mercoledì comincia a nevicare molto presto, prima del previsto e già alla partenza è subito neve, non acqua. Sembra che tutto cominci nel migliore dei modi.

L’attesa per il pomeriggio, quando dovrebbe cominciare il grosso della nevicata, è spasmodica, un nuovo grande evento è pressoché sicuro.

Ma il grande evento non si verifica: passano le ore e la neve non aumenta, anzi diminuisce, poi vira addirittura in pioggia.

Ormai i peggiori timori diventano certezza: qualcosa è cambiato all’ultimo minuto; l’aria fredda non è arrivata, è rimasta troppo a nord o troppo ad ovest, producendo un minimo troppo sfavorevole per noi.

La delusione è profonda, totale.

Ma questo inverno è comunque diverso dagli altri: anche quando delude un contentino ce lo dà comunque.

Ed allora ecco che nella notte fra lì11 e il 12 febbraio cadono 5-6 cm. di neve.

La mattina di venerdì 12 febbraio il paesaggio torna ad essere bello e suggestivo, da cartolina natalizia: anche febbraio ha dato il suo contributo a questo grande inverno, ma si è trattato di un modesto contributo.



Capitolo 9: la falsa primavera


Febbraio prosegue su binari anonimi e la fine del mese è anzi caratterizzata dai primi tepori primaverili.

Ormai l’inverno sembra archiviato, gli abiti più pesanti vengono riposti negli armadi, si pensa al risveglio primaverile, alle prime fioriture degli alberi più precoci.

Ma il Generale non ha ancora alcuna intenzione di smobilitare; dalla sua roccaforte dell’Europa Nordorientale prepara le truppe per un nuovo, poderoso assalto.

Personalmente, in quei gironi d’attesa, ravviso molte analogie con la situazione che precedeva il marzo 1976, un grande marzo di neve. Vuoi vedere che…..



Capitolo 10: il quinto gioiello della grande neve (l’apoteosi finale)



Come in uno spettacolo di fuochi d’artificio che si conclude con una grande fantasmagoria di luci seguita dal grande botto finale, così è la pirotecnica conclusione che ha in serbo per noi il generale inverno.

Ancora una volta le carte da sogno vengono sempre più confermate ad ogni emissione e mai smentite.

Sembrano carte esagerate, perfino troppo belle: è meglio andare cauti, la delusione di febbraio è ancora troppo recente.

Ed invece la delusione non c’è, anzi….

Dopo un antipasto nella giornata del 5 marzo (3-4 cm. nel Modenese, fiocchi altrove), martedì 9 marzo, con una bora urlante che ormai imperversa da 2-3 giorni, incomincia a nevicare.

La sera è blizzard artico e mentre in pianura per ora la neve finissima impedisce grandi accumuli, le notizie che ci pervengono dalla pedemontana e soprattutto dalla prima collina sono impressionanti. lì la precipitazione è colossale e l’accumulo cresce a vista d’occhio.

Solo in tarda serata il grosso della tempesta si abbatte anche sulla pianura bolognese (quella modenese è già messa meglio da alcune ore) e la mattina dopo il paesaggio è grandioso.

Nel mio cortile misuro 30 cm. di neve, ma nelle dune accumulate dal vento si arriva anche a mezzo metro. Verso il modenese gli accumuli sono anche maggiori. ma sono la pedemontana e la collina a scrivere la storia:. a seconda delle località si parla di 70-80 cm. Ma ci sono voci che dicono che sul bellissimo altopiano di Tolè si sono registrati accumuli fra 90 e 130 cm.

E’ il trionfo finale, la degna e perfetta conclusione di un inverno destinato a passare alla storia.

Nota personale: troppo bello per lasciarlo solo come link ... ;-)

sabato 24 gennaio 2009

Spruzzatina di neve ...

... ideale per stimolare la lettura in poltrona :-)
E così colgo l'occasione per ringraziare Claudio per la segnalazione su Stieg Larsson.
Ho comprato il primo della trilogia Millennium (Uomini che odiano le donne) e sono arrivato a circa un terzo del corposo volume di quasi 700 pagine.
Devo dire che la trama ... intriga.
Se riesce a mantenere il ritmo andrò a comprare (rigorosamente nella berlusconiana Mondadori ;-) anche gli altri due romanzi della trilogia.

Nell'immagine: una fotografia del momento più intenso della nevicata odierna.

Buon fine settimana.