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domenica 11 gennaio 2026

Pedoni, ultima ruota del carro

Il comune di Bologna si appunta, autoreferenzialmente, la medaglia di città a misura d'uomo, anche per le zone pedonali che infestano ormai larga parte del centro.

Vengono però trascurati quei marciapiedi sui quali i pedoni passano, soprattutto quelli di periferia.

Sconnessi, parzialmente occupati dalle biciclette del comune abbandonate dall'ultimo utente (che andrebbe sanzionato se non le lascia negli appositi spazi) e ghiacciati quando nevica e la temperatura, come in questi giorni, resta intorno allo zero.

Ghiacciati dopo le nevicate anche perchè nessuno provvede a spalare la neve caduta.

Quando ero bambino, ricordo schiere di spalatori, pagati dal comune, che provvedevano a tenere liberi i marciapiedi (e le strade).

Mia madre mi diceva che erano contadini, quindi stagionali, che in inverno avevano meno da fare in campagna e che quindi per incrementare il loro reddito venivano utilizzati dal comune per incombenze come quella di spalare.

Il servizio era ruspante, ma aveva effetti positivi, anche dopo le nevicate, quando i marciapiedi venivano mantenuti con la distribuzione di sale che scioglie il ghiaccio.

Il comune oggi ha i soldi per iniziative di dubbia utilità per i cittadini, ma non per assumere stagionali, ad esempio le decine di immigrati che bighellonano per il centro, magari eliminando la concessione di sedi in comodato gratuito alle varie associazioni che ne fruiscono e che ben dovrebbero pagare un canone di mercato.

E non si dica che è responabilità dei proprietari e condomini frontalieri pulire il tratto di marciapiede antistante la loro proprietà.

Perchè quello è suolo pubblico e il comune, che vorrebbe imporre l'obbligo di pulizia, sanzionerebbe il proprietario che mettesse un tavolino o una sedia per guardare il passeggio. 

Delle due l'una: o sono responsabile della pulizia, quindi lo uso come estensione della mia proprietà, oppure, se la proprietà resta al comune, deve essere il comune a provvedere alla sua agibilità. 

domenica 30 gennaio 2022

Marciapiede, questo sconosciuto

Oggi la mia invettiva è contro i miei "colleghi" pedoni che camminano (o, peggio, corrono) sulla carreggiata quando avrebbero a disposizione un bel marciapiede (e di recente il comune ha allargato tanti marciapiedi, dove potrebbe marciare un reggimento !).

Non infierisco sui ciclisti, mio bersaglio preferito, che evitano accuratamente le pur abbondanti piste ciclabili ben presenti sui viali, ma stamattina mi ero fermato a comprare i giornali all'edicola di Porta Castiglione e, pur con un bel marciapiede che arriva fino al Tribunale per tutto viale XII giugno, ho visto cinque (separati, non appartenenti allo stesso gruppo) pedoni camminare o correre sulla carreggiata stradale, obbligando le macchine a deviare per evitare di asfaltarli.

Non riesco a capire il perchè, quale sia la molla che li spinge ad evitare un marciapiede largo e vuoto.

Capirei (e lo metto in pratica anch'io) dopo una nevicata, visto che il comune si preoccupa solo di liberare le strade e gli spazzaneve accumulano ai lati (in genere sui marciapiedi) la neve che poi ghiaccia.

Una volta assumevano spalatori, oggi i pedoni possono solo scegliere se fare pattinaggio sul ghiaccio o camminare per strada.

Ma da quanto tempo non nevica in città ?

E, poi, in una situazione emergenziale come durante e dopo una forte nevicata è obbligata una maggior tolleranza, ma in una giornata di sole come quella odierna perchè non camminano sul marciapiede ?