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domenica 24 novembre 2024

Gli Inglesi lo fanno meglio

Parlo del Giallo, del racconto o del telefilm seriale poliziesco, ovviamente.

E' una riflessione che mi è venuta guardando la programmazione dei vari canali ospitati da Sky sul satellite (comprensivo delle reti generaliste).

Il Giallo inglese ha sempre una marcia in più rispetto a quello francese (dove i protagonisti manifestano una finta esuberanza giovanilistica e femminista), a quello tedesco (tetragono, ma che faticaccia lavorare in Polizei !), a quello scandinavo (una totale deriva woke), a quello americano (troppo aggressivo, violento, basato sugli effetti speciali e sull'azione invece che sul ragionamento e la deduzione di una sana investigazione) e persino a quello italiano che, una volta, rappresentava in pieno il carattere nazionale (pensiamo solo alle splendide interpretazioni nel Nero Wolfe di Buazzelli e Ferrari o all'Ubaldo Lay del Tenente Sheridan o, ancora, al miglior Maigret degli schermi: Gino Cervi) ma oggi è ridotto a trame interrotte troppo da deviazioni intimiste e introspettive ed è malamente recitato tramite sussurri, spesso meno comprensibili persino dei soporiferi borbottii di Prodi.

Ultimamente si sono affacciati anche prodotti del nuovissimo mondo, australiani e neozelandesi, che hanno un po' dell'inglese e un po' troppo dell'americano, probabilmente affineranno lo stile e potrebbero diventare i prodotti del futuro.

Ma il Giallo inglese, per ora, è il numero uno, purtroppo viene prodotto in pochi episodi per stagione, a differenza degli americani che ne sfornano una ventina e più per ogni stagione e questo è indice di quel che già è accaduto per altri generi, con la mancanza di finanziamenti, anche i prodotti più accurati devono essere centellinati per evitare di sprecare denaro.


domenica 14 luglio 2024

La Roma dopo Costantino

E' un giallo, solo un giallo, "Delitto al Palatino" di Andrea Frediani.

Piacevole, ben costruito, ma è uno dei tanti gialli con una ambientazione storica che, a me, piaccionoi molto e di cui faccio incetta, soprattutto, prevalentemente, quando si tratta di Storia di Roma o della Serenissima.

Ma in questo giallo di Frediani, c'è quella che, per me, è una novità.

Una rivisitazione del mito costruito nei secoli dei "buoni" cristiani perseguitati e tolleranti, intelligenti e onesti, contro i feroci pagani, assassini e crudeli.

Non che le persecuzioni non ci siano state, ma Frediani, portandoci nella Roma del 350 dopo Cristo, ci mostra come, dopo l'Editto di Costantino che legalizzò la pratica della religione cristiana, questi ultimi abbiano gradualmente preso il sopravvento, agendo esattamente come agivano i pagani nei loro confronti.

Fino ad imporre il cristianesimo come unica religione dell'Impero con Teodosio, pochi anni dopo l'epoca in cui è ambientato il nostro giallo.

All'interno del romanzo (di fantasia) vi sono molteplici spunti tesi a rivalutare il comportamento dignitoso degli ultimi tradizionalisti e vi si possono trovare anche osservazioni meritevoli di riflessione.

Come quella, verissima, con la quale il protagonista, pagano, afferma che Roma non ha mai combattuto guerre per imporre la sua religione, anzi è sempre stata aperta ad inglobare le religioni e gli dei anche dei popoli sconfitti (veggasi gli dei egizi, ad esempio, mia nota) e, ricordando come solo gli ebrei ed i cristiani si fossero rifiutati di avere un posto nel Pantheon per il loro dio, ipotizza che, viceversa, proprio le religioni onoteistiche avrebbero invece cercato di imporre il loro credo cancellando ogni alternativa.

Come poi effettivamente è avvenuto.

Come sempre la Storia non è bianca o nera, ma ci sono sfumature che è bene possano emergere anche nalla piacevole lettura di un romanzo che è "solo" un giallo ambientato nella Roma di fine Impero.

domenica 2 aprile 2023

Il caso a volte funziona

Da un paio di mesi avevo in sospeso, per la lettura, un giallo di Carol Carnac, scrittrice che non conoscevo e che, dalle note bibliografiche di copertina, ho appreso che è lo pseudonimo di Edith Caroline Rivett, che comunque non conoscevo, nata nel 1894 e morta nel 1958.

Lo avevo comprato influenzato dalla fascetta che lo qualificava tra i clasici del giallo inglese.

Nei giorni scorsi ho letto il romanzo e mi sono riconciliato con il caso che ogni tanto mi spinge a scegliere in libreria un romanzo del tutto estraneo agli autori ed ai percorsi a me noti.

Ultimamente non ne avevo azzeccati, ma questo è un bel giallo, con una trama solida, dei personaggi ben caratterizzati, senza quelle porcherie e perversioni che ormai troviamo in quasi tutti i romanzi (non solo gialli) contemporanei.

Una scrittura fluida (grazie anche alla traduttrice, suppongo) che riporta alle trame inglesi più classiche, con l'inizio tranquillo, per arrivare ad un crescendo di colpi di scena, lasciando il lettore nell'incertezza su chi possa essere, tra i vari personaggi, il colpevole.

L'autrice, come già detto, è deceduta nel 1958, quindi i suoi romanzi della maturità, come il presente, sono ambientati nell'Inghilterra del dopo guerra e vi ho trovato numerosi richiami a quel periodo.

Dal tentativo di superare l'ostilità verso austriaci, tedeschi e italiani, definiti "ex nemici", fino ad un aspetto che mi ha fatto tornare in mente la mia insegnante di inglese delle medie che ci ricordava come gli inglesi, a differenza di noi italiani, hanno "tirato la cinghia", a lungo dopo la fine della guerra e, infatti, nel romanzo più volte si richiamano le ristrettezze economiche e il razionamento che gli inglesi subirono per parecchi anni dopo la guerra, pur avendola vinta.

Non ho trovato altri romanzi della Carnac/Rivett (neppure con l'altro pseudonimo di E.C.R. Lorac che non è altro che le iniziali del suo vero nome e Carol scritta al contrario) ma mi riservo di fare una ricerca su internet per vedere se ve ne siano altri pubblicati in Italia.


domenica 10 aprile 2022

L'aria pulita del passato

Una amica mi ha regalato un volume che ha ritrovato durante gli sgomberi per un trasloco.

E' un "antico" omnibus Mondadori, edizione del 1970, con ancora incollato il cartellino del prezzo (lire 3500 !!!) e contiene una serie di racconti lunghi e romanzi sui "grandi ladri", da Arsenio Lupin a Raffles, al Barone, a Fantomas e a Simon Templar.

Alcuni personaggi sono diventati miti per molti di noi ultra sessantenni grazie alle riduzioni televisive (Lupin o Simon Templar con un giovanissimo Roger Moore, dopo Ivanhoe ma prima ancora di essere Brett Sinclair e molto prima di essere 007) o cinematografiche (il comico Fantomas, con l'ispettore Juve interpretato da Louis De Funes).

I romanzi (da notare che stanno ripubblicando tutto Arsenio Lupin) sono una riscoperta di come sia possibile ordire trame poliziesche, eleganti, appassionanti e senza scadere nel turpiloquio o nella compiaciuta descrizione di perversioni sessuali.

Lupin, il Santo, Fantomas, resteranno nella letteratura poliziesca, anche quando nessuno più ricorderà le centinaia di inutili pagine di Millennium o della Marklund, che sminuiscono la trama poliziesca per fare la marchetta alla moda del momento.

domenica 16 gennaio 2022

Un romanzo riscopre una pagina di Storia Nazionale

Per caso ho scoperto l'esistenza di Giorgio Ballario, un giornalista de La Stampa, che ha pubblicato svariati racconti e romanzi (prevalentemente giallo-polizieschi) cinque dei quali ambientati nell'Africa Orientale Italiana degli anni trenta.

Devo dire che sono sempre molto restio a leggere romanzi ambientati in quell'epoca perchè gli autori non mancano quasi mai di fare la loro marchetta, piccola o grande, al politicamente corretto.

In questo caso il primo romanzo mi è stato regalato ed ho poturo constatare che il contorno è proposto senza paraocchi, nè pregiudizi ideologici.

Ho quindi ancor di più apprezzato la trama poliziesca che, pur essendo molto classica e costruita secondo tutti i canoni del romanzo giallo, è godibile e piacevole.

Ho faticato un po' a trovare tutti i volumi della serie di indagine perchè i romanzi sono editi da una piccola casa editrice, marginale nel mercato editoriale, oggi più che mai soggetto a forti difficoltà stante anche i recenti aumenti della carta, ma alla fine sono riuscito a completare la serie e, adesso, a terminare anche la quinta indagine del Maggiore Morosini.

Sperando che l'Autore decida di continuare nella serie, magari facendone un appuntamento annuale come già fanno tanti altri autori di gialli e polizieschi.

sabato 24 gennaio 2009

Spruzzatina di neve ...

... ideale per stimolare la lettura in poltrona :-)
E così colgo l'occasione per ringraziare Claudio per la segnalazione su Stieg Larsson.
Ho comprato il primo della trilogia Millennium (Uomini che odiano le donne) e sono arrivato a circa un terzo del corposo volume di quasi 700 pagine.
Devo dire che la trama ... intriga.
Se riesce a mantenere il ritmo andrò a comprare (rigorosamente nella berlusconiana Mondadori ;-) anche gli altri due romanzi della trilogia.

Nell'immagine: una fotografia del momento più intenso della nevicata odierna.

Buon fine settimana.