domenica 31 maggio 2026

Fantascienza archeologica

Negli anni Sessanta e Settanta, fiorì, soprattutto grazie a Peter e Caterina Kolosimo, una particolare narrazione con la quale si fornivano spiegazioni su misteri irrisolti dei giganteschi monumenti, strutture, risalenti a tempi remoti, attraverso la attribuzione dell'origine umana da una migrazione da altro o altri pianeti.

I Kolosimo, pur avendo scritto anche specificatamente racconti di fantascienza, ammantarono il tutto con una mano di scientificità che, rimanendo quei misteri, tali, richiede di aver Fede, come le varie religioni presenti sulla Terra.

Altri autori percorsero invece la strada di scrivere romanzi dichiaratamente di fantasia, fondati su tali teorie.

Uno, famosissimo, è quello riprodotto in immagine, nella edizione del 1979 per la Libra Editrice e tradotto personalmente da Ugo Malaguti, lui stesso, agli albori, cultore della cosiddetta fantarcheologia, ma poi, soprattutto, grande Editore e Direttore di collane.

Jimmi Guieu, francese, ci racconta così non solo come fu popolata la Terra, ma anche come nacquero le razze, che lui chiama, senza tanti problemi per un "politicamente corretto" ancora da venire, "bianchi", "rossi", "negri", "gialli", dove le prime tre rappresentano i buoni e la quarta i cattivi.

Il romanzo fu scritto nel 1953 e risente non solo del clima politico dell'epoca, ma anche dell'entusiasmo con il quale si guardava al nostro più remoto passato per immaginare un futuro colmo di novità tecnologiche.

Non so se esistano edizioni recenti de "I figli del diluvio", ma chi è interessato anche a prendere conoscenza di cosa sia la fantascienza archeologica, può forse torvare una copia di seconda mano della Edizione Libra per la collana Saturno, con la ottima traduzione di Ugo Malaguti di un romanzo che, ancora oggi, appassiona e spinge a leggere una pagina dopo l'altra, passando un pomeriggio intero lasciando galoppare la fantasia, in un mondo che fu o che, forse, sarà. 

 

domenica 17 maggio 2026

Percorso di guerra

Quando, quasi cinquanta anni fa, svolsi il servizio militare, tra le esercitazioni cui eravamo sottoposti c'era il "percorso di guerra": nulla in confronto a percorrere, con lo scooter, ma suppongo anche in bicicletta, per non dire a piedi anche con le caviglie robuste che dobbiamo avere noi bolognesi vista l'incuria di strade e marciapiedi, via Garibaldi in una giornata di pioggia.

Non che, quando non piove, sia una strada liscia come un biliardo, ma almeno si riescono a vedere ed evitare gli avvallamenti più significativi.

Quando piove, invece, appaiono tante pozze d'acqua che impediscono di valutarne la profondità, soprattutto quando ci si deve fermare al semaforo immediatamente prima di Piazza San Domenico.

Per non dire poi degli automobilisti che, anche viaggiando piano, sollevano piccole, ma fastidiose e sporche, ondate d'acqua.

Se qualcuno volesse fare un servizio fotografico su come è decaduta Bologna, potrebbe benissimo, in un giorno di pioggia, fotografare Via Garibaldi, consentendo quindi a tutti noi di mappare le pozze.


domenica 10 maggio 2026

Viva gli Aplini !

Oggi si celebra la giornata nazionale degli Alpini, con la festa annuale itinerante, quest'anno a Genova, città di mare.

Non sono un Alpino, avendo svolto il servizio militare in Cavalleria, ma trovo molto bello il clima che, da sempre, circonda questi raduni.

E' il clima di festa senza odio, anche se c'è qualcuno che cerca di sporcare questo momento, che mette in mostra il meglio del carattere di noi Italiani.

E ricordo un bellisimo libro per ragazzi, Il Piccolo Alpino di Salvator Gotta,un romanzo altamente educativo che ci fa conoscere il Valore di una appartenenza identitaria.

Che è poi quello che ci ricorda, ogni anno, la Festa degli Alpini.

 

domenica 3 maggio 2026

Librerie di rappresentanza e librerie vissute

Tutti abbiamo in casa una o più pareti arredate con una libreria, con pochi o tanti libri.

Curiosare nelle librerie altrui mi è sempre piaciuto, pur applicando il principio per cui un libro o lo si compra o lo si regala, ma non lo si presta mai, per cui non chiedo in prestito qualcosa che dovessi trovare di mio interesse, ma ne prendo nota e poi lo cerco da comprare.

Però le librerie dicono anche che tipo di lettori siamo.

I testi, i generi letterari, gli autori, ma anche l'ordine con il quale sono posti i libri e, non ultimo, l'usura del volume.

Ho visto libri, bellissimi, tutti ordinati a fianco di volumi della stessa collana, che non avevano una sola piega, pratucamente nuovi.

Letti ?

Non saprei, non mi metto ad interrogare il proprietario, ma certe librerie, praticamente perfette, simmetriche, con le collane tutte ordinate in ogni scaffale, con libri della stessa dimensione e colore, mi sanno tanto di librerie di rappresentanza.

Amo, invece, sfogliare con cautela, come un bene prezioso quale in effetti è, il libro pieno di pieghe, con le pagine che rischiano di staccarsi dal dorso e, magari, con qualche appunto a margine e una macchiolina a bordo pagina, che si trovano nelle librerie vissute, quelle di chi ha, in tutto o in parte, messo a frutto la spesa per un libro, leggendolo.