La domenica era giorno di "pastarelle", sulle quali sono state numerose le scenette comiche della televisione negli anni Sessanta e Settanta.
Ricordo che Ric e Gian imbastirono pure una canzoncina sulle pastarelle domenicali.
Mio padre non sfuggiva a questa tradizione e alternava l'acquisto delle tradizionali pastarelle in varie pasticcerie.
Ma un dolce, in particolare, mi ha colpito e conquistato sin da bambino: la punta alla crema e la pasticceria, per me, per il mio gusto, regina su quello, era la Pasticceria San Mamolo, in angolo tra Viale Aldini e Via San Mamlo.
Ho continuato ad acquistare la punta alla crema, ogni tanto, in quella pasticceria fino alla scorsa estate quando, dopo averla vista chiusa per lungo tempo, ho notato dei lavori interni e, informatomi, ho saputo che gli antichi titolari avevano venduto e sarebbe arrivata una nuova gestione.
La pasticceria, con altro nome, è stata riaperta nei giorni scorsi.
Nei prossimi tempi, quando capiterà l'occasione, la testerò e, come prima cosa, chiederò la punta alla crema.
Temo di subire una delusione, ma spero anche che, come è accaduto nei vari cambi in altre pasticcerie, come ad esempio da Atti, dove cambiano gli addetti, ma la ricetta della torta e del budino di riso e sempre quella che li rende, su quei prodotti, i migliori a Bologna (sempre secondo il mio personale gusto) la nuova gestione abbia acquisito anche il ricettario della vecchia.
Come sempre, sperare nel meglio, ma prepararsi al peggio.