Quando, quasi cinquanta anni fa, svolsi il servizio militare, tra le esercitazioni cui eravamo sottoposti c'era il "percorso di guerra": nulla in confronto a percorrere, con lo scooter, ma suppongo anche in bicicletta, per non dire a piedi anche con le caviglie robuste che dobbiamo avere noi bolognesi vista l'incuria di strade e marciapiedi, via Garibaldi in una giornata di pioggia.
Non che, quando non piove, sia una strada liscia come un biliardo, ma almeno si riescono a vedere ed evitare gli avvallamenti più significativi.
Quando piove, invece, appaiono tante pozze d'acqua che impediscono di valutarne la profondità, soprattutto quando ci si deve fermare al semaforo immediatamente prima di Piazza San Domenico.
Per non dire poi degli automobilisti che, anche viaggiando piano, sollevano piccole, ma fastidiose e sporche, ondate d'acqua.
Se qualcuno volesse fare un servizio fotografico su come è decaduta Bologna, potrebbe benissimo, in un giorno di pioggia, fotografare Via Garibaldi, consentendo quindi a tutti noi di mappare le pozze.


