Estate, tempo di "consigli per la lettura".
Vengono spesso chiesti a librai, scrittori, attori e cantanti, titoli da leggere in estate "sotto l'ombrellone".
Costoro si fanno obbligo di consigliare ponderosi tomi, faticosi da leggere in tempi normali, figuriamoci in estate, solo per darsi un tono "acculturato".
Spesso quei libri giacciono, senza la benchè minima piega, in perfetto ordine nella libreria in salotto, a far bella mostra assieme a tanti altri loro simili.
Nei giorni scorsi anche il quotidiano di Bologna, nella pagina locale, ha chiesto alla titolare della più antica liberia, Nanni, dieci titoli.
Sono titoli di romanzi famosi, classici e contemporanei, di quelli che entrano in quasi tutte le librerie e non sempre per fare bella mostra per gli ospiti.
Però di nove di essi ho già dimenticato il titolo, fate conto che siano vincitori di premi strega, scrittori maledetti ma molto "in" o roba simile.
L'unico che ricordo tra i consigliati è "L'uomo di Filadelfia" di Richard Powell dal quale fu tratto uno splendido film (in bianco e nero) con Paul Newman, "I segreti di Filadelfia".
Romanzo e film li avrò letti e visti più e più volte (ho sia il romanzo che a suo tempo era stato acquistato da mio padre in una edizione tascabile Garzanti con un dorso la cui colla non resiste più, sia il dvd di un film che non vedo più in programmazione nelle banche on demand delle televisioni).
Vale la lettura, vale la visione, vale ogni minuto dedicato alle vicende narrate.
E' un romanzo e film che ci lasciano alla fine con animo leggero, ottimista e non triste e funereo come la maggior parte dei pesanti tomi che fanno "in" ma che, giunti faticosamente al termine, deprimono e non allietano le nostre giornate.
