Dalle 8,30 fino ad un orario con un intervallo molto rilevante a seconda delle giornate, del periodo, degli impegni e del tempo atmosferico, ogni mattina sono in giro per il centro di Bologna.
Ho notato che il fenomeno dell'accattonaggio non viene affrontato.
In una mattinata sono circa quatto o cinque quelli che incrocio e che chiedono un obolo, persino specificando la cifra: "un euro".
Sono sempre gli stessi, in maggioranza giovani immigrati, ma ci sono anche persone che appaiono più anziane.
Ormai solo uno "offre" qualcosa in cambio (fazzoletti, calzettoni etc.) della cui provenienza, però, non ho contezza.
Ho molte riserve ad accogliere la richiesta e solo quelle tacite, non certo quelle sollecitate, perchè più volte ho letto di falsi mendicanti e di gang che operano nel settore, sfruttando il prossimo e la bontà d'animo dei cittadini.
Mi ricordo anni fa delle "vecchine" ricurve a novanta gradi che, in realtà, erano giovani senza alcun problema (probabilmente sono loro venuti dopo per il tempo passato a fingere di essere storpie), come di quello che, intervistato, rispose che sì, gli avevano trovato un lavoro, ma lo aveva abbandonato perchè guadagnava di più per strada dove si sentiva più libero.
E altri sono i casi che vengono in mente, mentre il sospetto è nel vedere sempre le stesse facce, negli stessi punti della città, quasi fosse una postazione di "lavoro" fissa (e mai qualcuno "in concorrenza").
Eppure non vedo nessun intervento.
Il comune ha numerosi immobili, spesso concessi in comodato gratuito o con una locazione "politica" ad enti e associazioni.
Non potrebbe usarli per dare a queste persone un tetto, una branda, una doccia, un pasto caldo ?
Un sostegno, provvisiorio, ma necessario per favorirne il recupero e il reinserimento nella vita sociale e produttiva.
Controllando quanti, invece, rifiutando tale aiuto, creassero il legittimo sospetto di porre in atto comportamenti ingannevoli.


