domenica 1 febbraio 2026

C'era una volta una pasticceria

La domenica era giorno di "pastarelle", sulle quali sono state numerose le scenette comiche della televisione negli anni Sessanta e Settanta.

Ricordo che Ric e Gian imbastirono pure una canzoncina sulle pastarelle domenicali.

Mio padre non sfuggiva a questa tradizione e alternava l'acquisto delle tradizionali pastarelle in varie pasticcerie.

Ma un dolce, in particolare, mi ha colpito e conquistato sin da bambino: la punta alla crema e la pasticceria, per me, per il mio gusto, regina su quello, era la Pasticceria San Mamolo, in angolo tra Viale Aldini e Via San Mamlo.

Ho continuato ad acquistare la punta alla crema, ogni tanto, in quella pasticceria fino alla scorsa estate quando, dopo averla vista chiusa per lungo tempo, ho notato dei lavori interni e, informatomi, ho saputo che gli antichi titolari avevano venduto e sarebbe arrivata una nuova gestione.

La pasticceria, con altro nome, è stata riaperta nei giorni scorsi.

Nei prossimi tempi, quando capiterà l'occasione, la testerò e, come prima cosa, chiederò la punta alla crema.

Temo di subire una delusione, ma spero anche che, come è accaduto nei vari cambi in altre pasticcerie, come ad esempio da Atti, dove cambiano gli addetti, ma la ricetta della torta e del budino di riso e sempre quella che li rende, su quei prodotti, i migliori a Bologna (sempre secondo il mio personale gusto) la nuova gestione abbia acquisito anche il ricettario della vecchia.

Come sempre, sperare nel meglio, ma prepararsi al peggio. 

domenica 25 gennaio 2026

Sottotitoli per capire il napoletano

Guardando una registrazione, salto la pubblicità.

A volte però mi capita di vedere, durante l'avanzamento veloce, qualcosa che mi suscita un interesse.

Così, qualche giorno fa, sono tornato indietro ed ho passato a velocità normale quello che era un trailer di uno sceneggiato che non avrei mai guardato, l'inizio di Gomorra.

E sono rimasto sconcertato dal vedere che quegli spezzoni erano parlati in napoletano con i sottotitoli in Italiano !!!

Non sono interessato al tema dello sceneggiato, per cui non mi ci metto a guardarlo per scoprire se è interamente parlato in napoletano con i sottotitoli.

Spero che sia solo un tentativo inserito nei trailer per suscitare interesse. 

domenica 18 gennaio 2026

Ognuno sia esperto a casa sua

Non sopporto gli "esperti", quelli che ricevono un gettone di presenza (mi infastidisce quando appaiono o parlano in Rai, perchè quel gettone lo pago anch'io) per dirci come e cosa dobbiamo mangiare, dormire, parlare ... pensare.

Per lo più sono banalità, pronte ad essere ribaltate nel giro di pochi minuti.

Come ieri sera, guardando su Sky la partita Cagliari-Juventus quando su un episodio di atterramento nell'area del Cagliari di un giocatore della Juventus, l'arbitro, poi chiamato al var, ha indicato il dischetto del rigore.

I due telecronisti hanno subito sposato la teoria del fallo da rigore, concionando in tal senso per cinque minuti buoni e poi, dopo la revisione var e la revoca della decisione, qualche secondo di imbarazzo e giù a spiegarci perchè il var avesse ragione nel negare il rigore alla Juventus.

Gli occhi per vedere li avevamo tutti noi che stavamo guardando la partita.

Informazione, per me, non è ascoltare l'opinione di un soggetto con il quale non posso interagire, subendo a senso unico le sue teorie, ma consentirmi di conoscere i fatti.

Come nella citata partita, quando Sky ha ripetutamente mandato in onda le riprese dell'azione "incriminata", da più angolazioni, a velocità normale e al rallentatore, dandomi ogni opportunità per formarmi una idea e una mia, esclusivamente mia, convinzione. 

domenica 11 gennaio 2026

Pedoni, ultima ruota del carro

Il comune di Bologna si appunta, autoreferenzialmente, la medaglia di città a misura d'uomo, anche per le zone pedonali che infestano ormai larga parte del centro.

Vengono però trascurati quei marciapiedi sui quali i pedoni passano, soprattutto quelli di periferia.

Sconnessi, parzialmente occupati dalle biciclette del comune abbandonate dall'ultimo utente (che andrebbe sanzionato se non le lascia negli appositi spazi) e ghiacciati quando nevica e la temperatura, come in questi giorni, resta intorno allo zero.

Ghiacciati dopo le nevicate anche perchè nessuno provvede a spalare la neve caduta.

Quando ero bambino, ricordo schiere di spalatori, pagati dal comune, che provvedevano a tenere liberi i marciapiedi (e le strade).

Mia madre mi diceva che erano contadini, quindi stagionali, che in inverno avevano meno da fare in campagna e che quindi per incrementare il loro reddito venivano utilizzati dal comune per incombenze come quella di spalare.

Il servizio era ruspante, ma aveva effetti positivi, anche dopo le nevicate, quando i marciapiedi venivano mantenuti con la distribuzione di sale che scioglie il ghiaccio.

Il comune oggi ha i soldi per iniziative di dubbia utilità per i cittadini, ma non per assumere stagionali, ad esempio le decine di immigrati che bighellonano per il centro, magari eliminando la concessione di sedi in comodato gratuito alle varie associazioni che ne fruiscono e che ben dovrebbero pagare un canone di mercato.

E non si dica che è responabilità dei proprietari e condomini frontalieri pulire il tratto di marciapiede antistante la loro proprietà.

Perchè quello è suolo pubblico e il comune, che vorrebbe imporre l'obbligo di pulizia, sanzionerebbe il proprietario che mettesse un tavolino o una sedia per guardare il passeggio. 

Delle due l'una: o sono responsabile della pulizia, quindi lo uso come estensione della mia proprietà, oppure, se la proprietà resta al comune, deve essere il comune a provvedere alla sua agibilità. 

domenica 4 gennaio 2026

Il diavolo fa le pentole ...

Venti anni fa aprivo questo blog con l'idea di "celebrare" i 50 anni della mia generazione, quella del 1956 che definii "felice", definizione che confermo e nella quale mi ritrovo anche oggi. 

L'idea era quella di esprimere qualche ricordo, citare eventi, circostanze, programmi, persone che in quei 50 anni mi avevano coinvolto, per poi chiudere il blog al 31 dicembre 2006, al compimento, cioè alla conclusione, dei miei 50 anni.

Poi il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi e così, per una ragione o per un'altra, sono passati venti anni ed è iniziato il giro di "lancette" che porta al compimento, cioè a concludere, i 70 anni.

Anche se altri strumenti social si sono nel frattempo imposti, questo rimane però quello a me più congeniale perchè non impone tempi, non scarta immediatamente quello che si scrive, ci si può ritornare facilmente sopra, rileggendosi, confermando o revisionando.

Un "come eravamo" nel "come eravamo" e il naufragar m'è dolce in questo mare. 

 

domenica 28 dicembre 2025

Anche i pedoni hanno le loro colpe

Mi piacerebbe capire la ragione per cui tanti pedoni, soprattutto quelli che si infilano una tuta e corrono per le strade cittadine, pur in presenza di marciapiedi larghi e poco frequentati (come, ad esempio, in viale XII giugno), preferiscono transitare sulla carreggiata dedicata ai mezzi, a motore e non.

Con una singolare inversione rispetto ai ciclisti che girano sfrontatamente sui marciapiedi e sotto i portici, costoro passeggiano e per lo più corrono là dove automobili e motocicli hanno il loro ambito, mettendo a rischio la propria incolumità e creando potenziali disturbi e seccature all'incolpevole automobilista o motociclista.

domenica 21 dicembre 2025

Quel che non mi piace nel calcio di oggi

Il Bologna, qualche soddisfazione, la dà.

Il gioco del calcio, però, non è più uno spettacolo di tecnica, classe e qualità.

Lo stesso Bologna gioca in modo dispendioso, muscolare e credo che Bulgarelli in questo Bologna non troverebbe posto, come non lo troverebbero Rivera, Mazzola, De Sisti e neppure Capello che pure è uno dei migliori commentatori dopo essere stato campione in campo e sulla panchina.

E' dal 1974, con l'Olanda che, ai Campionati del Mondo in Germania espresse il primo gioco "totale" (ricordo l'episodio nella prima partita, Olanda-Uruguay, dove gli uruguagi erano qualitativamente superiori a Cruyff e compagni, ma ad un certo punto il migliore dell'Uruguay, Rocha, che trattava il pallone come un elastico, si vide venire incontro un avversario, dribblato, poi un altro, dribblato e via così finchè ebbe addosso sette avversari che gli tolsero la palla e la partita girò, con gli olandesi che esprimendo un gioco muscolare sopraffecero la qualità uruguagia), che progressivamente si perde qualità per la fisicità.

Con la complicità degli arbitri che, con la scusa del "gioco all'inglese", tollerano falli da espulsione, antisportivi, come spostare con una spinta l'avversario quando prende posizione.

Ma non mi piace neppure, figlio della ormai generalizzata incapacità a saltare l'avversario con colpi di classe, il continuo passare la palla al portiere, la costruzione dal fondo.

E non mi piacciono le sceneggiate degne dei migliori cascatori dei film western, con la quasi automatica mimica che chiede il cartellino per l'avversario, anche qui figlio di una mentalità per il quale giocare alla pari non va bene, meglio far espellere uno o due avversari.

Il calcio resta pur sempre lo sport da me preferito, ma andrebbe salvaguardato lo spettacolo, tutelata la qualità rispetto alla fisicità e questo sarebbe compito degli arbitri, ai quali dovrebbe essere dato il compito di sanzionare spinte e comportamenti antisportivi che sono, poi, appannaggio di chi, qualitativamente inferiore, sopperisce con l'agonismo a quella che, piacenti o nolenti è solo scarsa qualità e che è la negazione dello sport e dello spettacolo.

domenica 14 dicembre 2025

10 minuti che riconciliano con la radio

Al mattino, dopo la rassegna stampa, alle 6,50 circa, dal lunedì al venerdì (non so sotto Natale), radio 1 trasmette dieci minuti di vera cultura, presentata in modo gradevole ed accattivante da uno degli uomini di maggior cultura: Pietrangelo Buttafuoco.

La trasmissione si chiama "Lupus in fabula" e ogni giorno presenta brillantemente un libro, da Salgari a Dostojevsky, passando per Guareschi e la Deledda, che mi ha fatto riflettere sulle mie settimanali incursioni in libreria alla ricerca di buoni romanzi.

Li ho già in casa.

Li ho letti in passato, alcuni più volte, ma molti solo una volta e riprendendoli in mano, dopo anni, sono come una novità.

Il più delle volte una piacevolissima novità.

In un anno, compresi quelli auto prodotti, vengono pubblicati 80mila libri circa.

Una enormità.

Molti sono paccottiglia da macero immediato, acquistati dallo stesso autore per poterli distribuire gratuitamente ai propri amici facendo la ruota come un pavone.

Allora i classici, invece di lasciarli prendere polvere nella libreria, ci soccorrono e diventano sempre una scoperta.

La radio pubblica ha, per una volta, assolto ad un compito da servizio pubblico.

 


domenica 7 dicembre 2025

Perchè ?

Stagione invernale e siamo tutti coperti, ma voglio tornare brevemente all'estate, quando ci si alleggerisce e molte ragazze (e anche non più tali) mostrano larghi strati di epidermide.

Negli ultimi anni ho visto aumentare tatuaggi su braccia e gambe che, a mio parere, non solo non donano, ma spesso rovinano l'aspetto in altre circostanze gradevole (e anche molto più che gradevole).

Poi ci sono anellini appesi un po' ovunque (a volte tranne che nei lobi delle orecchie), per non parlare di tinture di capelli dai colori improbabili come l'azzurro fatina o il verde o il fucsia che le fanno sembrare uscite da un telefilm di fantascienza degli anni Settanta tipo UFO, con la base lunare nella quale erano presenti belle ragazze con i capelli viola.

Perchè, mi domando ogni volta che vedo il limite precedente superato, si rovinano così ?

 

 

domenica 30 novembre 2025

A volte l'apparenza è sostanza

Non riesco a capire perchè i giovani di oggi appaiano così trasandati (un eufemismo per indicare un aspetto apparentemente privo di qualsivoglia cura, igiene e pulizia).

Non sono solo i tatuaggi che, soprattutto d'estate, rovinano l'estetica delle belle ragazze, ma il modo di vestirsi, con i pantaloni a volte strettissimi che non riescono a contenere neppure un fazzoletto, altre volte larghi e dal cavallo che arriva alle caviglie.

Maglioni informi, magari sandali a piedi nudi anche in inverno, capelli accuratamente spettinati, o dritti come dopo la lettura di un romanzo di Stephen King o la visione di un film di Dario Argento, tagliati in modo asimmetrico.

E il tutto in un contesto in cui, come zombi, si trascinano stancamente, con gli occhi fissati sullo schermo di un telefono anche quando sono in compagnia e senza lo straccio di un sorriso. 

Vedo vecchi (neanche poi tanto, 30, 40 anni, anche meno) film in cui sì, c'erano tanti con i capelli lunghi, ma per il resto si presentavano in modo impeccabile in giacca e cravatta.

Persino i "complessi" degli anni Sessanta, tanto rivoluzionari, quando si presentavano in televisione (per non dire a Sanremo) avevano cura di rispettare nell'aspetto prima di tutto se stessi e quindi il pubblico (e l'equazione la si può invertire, ma la sostanza non cambia se nel rispettare il prossimo si rispetta anche se stessi).

E ridevano, parlavano con i propri amici, guardavano i monumenti del nostro glorioso passato in mezzo ai quali viviamo e camminiamo come in un museo a cielo aperto. 

L'abito non fa il monaco, dice un proverbio, ed è vero, ma l'abito, l'aspetto, come ci si presenta, è un biglietto da visita per quello che siamo o che vorremmo essere.