Da bambino, alle elementari, mi venne consegnato, come a tutti i miei coetanei, un libretto di risparmio in occasione della giornata del risparmio.
Fu l'occasione per cominciare, senza rendermene conto, ad affrontare la questione del risparmio, della proprietà, del rapporto con il denaro.
Oggi si parla poco di risparmio.
Anche perchè sono tutti protesi a prendere il nostro denaro.
Ci sono autentici truffatori e quelli che riescono a farci spendere in piena legalità.
Uno dei sistemi per farci spendere è spingere sull'uso della monetica, delle carte, del contactless con il telefono.
Non sembra neppure di spendere.
Finchè abbiamo i fondi, allegramente offriamo il nostro telefono alla macchinetta o accostiamo quasi con arrogante superiorità la nostra carta e prontamente noi compriamo quello che desideriamo e il nostro conto si alleggerisce di un tot.
I più "distratti" poi si troveranno ad offrire la carta in pagamento e vedersela restituire perchè non ha più la copertura.
Ben diverso l'approccio di chi, prevalentemente, usa strumenti tradizionali, come i contanti.
Per usarli, bisogna averli materialmente in tasca e per averli materialmente in tasca bisogna prelevarli dallo sportello automatico o dalla banca.
Cioè per pagare con i contanti noi dobbiamo preventivamente svolgere una attività che ci responsabilizza sul fatto che togliamo soldi dalla nostra disponibilità.
E tanti più prelievi facciamo, tanto più il nostro istinto di sopravvivenza ci manda un allarme: attenzione, che stai spendendo troppo.
Il risparmio inizia dalla consapevolezza di quello che si spende e da quanto si spende.





