Il comune di Bologna si appunta, autoreferenzialmente, la medaglia di città a misura d'uomo, anche per le zone pedonali che infestano ormai larga parte del centro.
Vengono però trascurati quei marciapiedi sui quali i pedoni passano, soprattutto quelli di periferia.
Sconnessi, parzialmente occupati dalle biciclette del comune abbandonate dall'ultimo utente (che andrebbe sanzionato se non le lascia negli appositi spazi) e ghiacciati quando nevica e la temperatura, come in questi giorni, resta intorno allo zero.
Ghiacciati dopo le nevicate anche perchè nessuno provvede a spalare la neve caduta.
Quando ero bambino, ricordo schiere di spalatori, pagati dal comune, che provvedevano a tenere liberi i marciapiedi (e le strade).
Mia madre mi diceva che erano contadini, quindi stagionali, che in inverno avevano meno da fare in campagna e che quindi per incrementare il loro reddito venivano utilizzati dal comune per incombenze come quella di spalare.
Il servizio era ruspante, ma aveva effetti positivi, anche dopo le nevicate, quando i marciapiedi venivano mantenuti con la distribuzione di sale che scioglie il ghiaccio.
Il comune oggi ha i soldi per iniziative di dubbia utilità per i cittadini, ma non per assumere stagionali, ad esempio le decine di immigrati che bighellonano per il centro, magari eliminando la concessione di sedi in comodato gratuito alle varie associazioni che ne fruiscono e che ben dovrebbero pagare un canone di mercato.
E non si dica che è responabilità dei proprietari e condomini frontalieri pulire il tratto di marciapiede antistante la loro proprietà.
Perchè quello è suolo pubblico e il comune, che vorrebbe imporre l'obbligo di pulizia, sanzionerebbe il proprietario che mettesse un tavolino o una sedia per guardare il passeggio.
Delle due l'una: o sono responsabile della pulizia, quindi lo uso come estensione della mia proprietà, oppure, se la proprietà resta al comune, deve essere il comune a provvedere alla sua agibilità.
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