domenica 4 dicembre 2016

Dictator

Robert Harris è un romanziere che ha avuto notorietà con l'ucronico "Fatherland".
In seguito si è dedicato ai romanzi storici e così ha sfornato un bel "Pompei" che narra una storia (inventata) di un ingegnere dell'acquedotto di Pompei gli ultimi giorni prima dell'eruzione del Vesuvio.
Ma la sua opera migliore è la trilogia su Cicerone (Imperium , Conspirata e Dictator).
Il nostro prof. Silvio un giorno mi disse: tu che sei un po' reazionario, potresti approfondire Cicerone.
L'ho fatto e non me ne dispiaccio.
Cicerone fu un grande politico che ebbe la sventura di confrontarsi con tre soggetti pieni di soldi, lui che dovette sposarsi per accumulare quel denaro necessario ad iniziare.
La trilogia di Harris segue passo per passo l'ascesa, i trionfi e le sconfitte di Cicerone, finoo alla sua morte avvenuta per mano dei sicari di Antonio.
Discese e risalite, come un politico moderno, in un'eppoca in cui chi era sconfitto o riusciva a trovare rifugio in esilio, oppure veniva trovato cadavere.
Incomprensioni e ambizioni, corruzioni e fanatismi, amicizie e tradimenti.
Chissà perchè la Storia Romana non viene adeguatamente considerata come soggetto cinematografico, eppure sarebbe una miniera inesauribile.
Forse perchè ci sarebbe un solo popolo civile e tutti gli altri farebbero la figura dei barbari ?

domenica 27 novembre 2016

Ma che freddo fa ?!?!?

Ho trovato un interessante articolo nell'edizione online de Il Resto del Carlino.
Quattro ragioni per cui il freddo fa bene.
Un ottimo articolo che ci dice come possiamo far fruttare anche questa stagione invernale.
Stagione invernale ?
Finora il freddo non si è affatto sentito e mentre scrivo c'è un sole bellissimo e un cielo azzurro.
Forse il freddo possiamo solo sognarcelo ...

domenica 20 novembre 2016

Ma chi è Justin Bieber ?

Via Indipendenza murata.
Meno male che ero via.
Come è possibile un simile fanatismo per uno sconosciuto cantante americano ?
Tra l'altro pieno di tatuaggi, come mostrano le fotografie dei giornali.
Eravamo anche noi così ?
Sì, no, forse eravamo più sobri e magari eccedevamo in altri settori, ma forse erano anche un po' più rilevanti.
Sicuramente questa riflessione la facevano anche i sessantenni di quando noi ne avevamo sedici, il che dimostra che è tutta una ruota, i vecchi criticano e i giovani accumulano delusioni, facendo esperienze che eviterebbero se ci ascoltassero.
E così sia in saecula saeculorom.

domenica 13 novembre 2016

Ciocco show

E così anche quest'anno avremo il nostro Ciocco show o Ciokkoshow o come viene scritto.
Una ottima manifestazione che ha il solo limite di deturpare la visione di una delle piazze più belle del mondo, Piazza Maggiore già invasa dalle costruzioni in cui sarenno ospitate le varie pasticcerie.
Di cioccolata ce n'è per tutti i gusti, anche se negli anni mi sono concentrato solo su due articoli.
I cioccolatini al peperoncino, una scoperta relativamente recente (ormai per me il "recente" può risalire anche a venti o più anni fa, tanto mi sembra passi in fretta il tempo) che sistematicamente compro, anche al di fuori della manifestazione novembrina, presso una pasticceria di Sestola (che ha pure il suo stand a Bologna).
E il blocco di cioccolata a quadratoni, una delizia lasciarne sciogliere in bocca singoli scaglie (ho scoperto che in tal modo il piacere si prolunga).
Per uno conservatore come me, però, il piacere è ritrovare tutto come un anno prima, è la replica, possibilmente all'infinito, di una bella e piacevole consuetudine, diventata fenomeno di costume e che, a più di un mese di distanza, segna l'inizio del periodo natalizio, il più bello dell'anno.

domenica 6 novembre 2016

Ancora sul giallo scandinavo

Abbiamo già scritto sui gialli scandinavi dopo la segnalazione di Claudio sul defunto Stieg Larsson (o Larsonn ...) autore del ciclo del Millennium.
Anche in televisione vengono trasmessi numerosi telefilm di produzione scandinava, in corso, ad esempio, "Dicte" che ha come protagonista una giornalista danese.
E danese è anche Iussi Adler Olsen di cui Marsilio (la casa editrice che si è specializzata in tale filone) ha già pubblicato sei romanzi, tutti centrati sulla figura dell'ispettore Carl Mock, della sezione Q.
Per una strana scelta editoriale a ottobre sono usciti i due romanzi con la quinta e la sesta indagine.
Sono gialli, come sempre, ben costruiti, con una trama solida che rappresentano una evoluzione del canone scandinavo che ci propone trame interessanti, ma troppo spesso sommerse dalle vicende personali, da autentici sfigati, dei poliziotti locali.
Anche Mock ha una vita privata da sfigato, ma resta (per ora) sullo sfondo, restando la vicenda poliziesca in primo piano (anche se gli aiutanti di Mock sono, come minimo, strambi).
Più normali gialli di Camilla Lackberg, dai quali sono tratti anche i telefilm della serie "Omicidi tra i fiordi" (da non confondersi con gli altri omicidi svedesi ambientati a Sandham).
La Lackberg ci racconta di una improbabile polizia di provincia svedese che risolve gli omicidi solo grazie all'intervento di (tanto per cambiare) una giornalista scrittrice moglie di un ispettore (che non fa una bella figura ...).
Per quanto, personalmente, preferisca le trame pulite pulite di Rex Stout o i gialli ambientati in Inghilterra della Elisabeth George con il suo Ispettore Lynley, i gialli scandinavi rappresentano per ora una valida alternativa agli ormai usurati romanzi americani.

domenica 30 ottobre 2016

6.5

Un terremoto di 6.5 Richter è di una potenza notevole.
Se non ricordo male quello del 2012 che abbiamo sentito bene fu del 5.8.
Un terremoto non si può prevedere, si possono prevenire i danni alle persone e molti danni al patrimonio.
E' necessario che si adottino quegli accorgimenti, costosi, per rendere più solidi gli edifici esistenti e costruire con criteri antisismici i palazzi in costruzione.
Chi ha a che fare con un condominio, sa quanto sia difficile ottenere il consenso per qualunque tipo di lavoro che implichi un costo.
Figuriamoci un lavoro che per un piccolo condominio di una decina di unità viene ipotizzato intorno ai cinquecentomila euro, cinquantamila ad unità.
Diverso il discorso per i beni pubblici e artistici.
Mentre rientravo a Bologna ascoltavo per radio la trasmissione sul terremoto e, tra l'altro, ho ascoltato un "esperto" che spiegava come per il patrimonio immobiliare artistico (chiese ed altro) era difficile ipotizzare lavori che avrebbero modificato sensibilmente l'aspetto esteriore e concludeva dicendo che, nel passato, ogni genere di intervento aveva privilegiato la conservazione dell'architettura originale rispetto ai criteri di solidità.
Personalmente preferisco conservare il patrimonio, anche se ne altero l'aspetto.

domenica 23 ottobre 2016

L'abuso del "tu"

A me piace andare in negozi dove, quando entro, mi si avvicini una commessa che mi chiede di cosa ho bisogno.
Non mi piacciono i grandi magazzini, impersonali e freddi, dove bisogna cercare quello che si vuole, indovinare una saletta dove provarsi il vestito e poi deambulare con il vestito in mano per cercare una cassa aperta dove trovare il primo essere umano che, con aria seccata perchè l'ho distratta dalle chiacchiere sul fine settimana passato o futuro, mi dice quanto spendo e poichè io odio pagare con la monetica, mi guarda pure sospettosa quando estraggo i contanti.
Però, anche in quei negozi che hanno alle spalle trenta, quaranta, sessanta anni di attività e sono ormai giunti alla terza generazione di proprietà in famiglia, cominciano ad apparire commesse "alternative" con piercing e tatuaggi (pessimo effetto se si tratta di un negozio alimentare !) e con la bruttissima abitudine di rivolgersi ad un cliente che, ormai, ha il doppio dei suoi anni con un "tu" troppo massificante.
Mi ricordo un aneddoto relativo ad un esame universitario negli anni settanta, quando un cappellone dell'epoca (allora "alternativo" oggi sembrerebbe un lord inglese  ...) continuava a rivolgersi al cattedratico che lo interrogava con un tu fino a dirgli, possiamo benissimo darci del tu, perchè siamo tutti uguali.
Al che il docente squadrandolo gli rispose: lei usi pure i vocaboli che appartengono alla sua cultua, ma poichè io credo che tra di noi una certa differenza debba continuare ad esserci io le darò del lei.

domenica 16 ottobre 2016

Non facciamoci pungere dall'APE

E' inevitabile che, alla nostra età, siamo piuttosto sensibili quando si parla di pensione, sia quelli di noi che vorrebbero andarci subito, sia quelli di noi che non lo considerano un traguardo da tagliare nell'immediatezza.
La nostra generazione ha avuto tanti benefici nel corso della nostra vita, ma è capitata nel momento in cui i nodi di una dissennata politica clientelare e statalista sono cominciati a venire al pettine.
Il sistema retributivo che si fondava sul gravare le generazioni future dei debiti di quelle presenti, ci ha lasciato con il cerino in mano e le resistenze alle riforme delle pensioni nel 1994 ha solo reso inevitabile il bisturi della Fornero (anche se poteva essere usato meglio).
Ma oggi la "soluzione" rappresenterebbe un ulteriore inganno per chi volesse aderirvi.
Per avere tre anni e sette mesi di anticipo, ci ridurremmo a pagare a banche e assicurazioni il 5% per venti anni.
Un ottimo rendimento (per loro) un pessimo affare per noi che vedremmo la nostra pensione, proprio nei momenti in cui più ne avremmo necessità, decurtata e con un potere di acquisto sempre minore.
Non abbocchiamo: non manca ormai molto anche alla scadenza imposta dalla Fornero.

domenica 9 ottobre 2016

Ancora sui ciclisti

E' noto a tutti che non amo i ciclisti quando li incontro per strada.
Non li amo quando guido l'automobile, non li amo quando fanno lo slalom sul marciapiede o in zona pedonale usandomi come spartitraffico, non li amo probabilmente perchè io sono automobilista, motociclista, pedone, ma non ciclista.
Ne ho scritte tante qui, dagli anzianotti che sulla Lungovalle procedono a zig zag obbligandomi ad indovinare quando si accostano alla destra per poterli superare o quando chiacchierano beatamente affiancati a due o tre, incuranti del tappo che provocano.
Poi ne ho scritto sui ciclisti che, in città, nonostante i chilometri di pista ciclabile (anche assurda come in Viale XII giugno) si ostinano a circolare per strada (vedere, ad esempio sui viali dove hanno appena finito una pista per biciclette sul marciapiede spartitraffico e alcuni continuano a girare tra le automobili).
Oggi cito i ciclisti che, pur usando le piste ciclabile, non hanno alcuna prudenza, non rallentano, non si guardano attorno quando attraversano la strada tra una pista e l'altra.
Vero che c'è un obbligo generale dell'automobilista di consentire il passaggio, come per i pedoni, ma è anche vero che il pedone, per la velocità che ha, lo si vede arrivare e si fa in tempo a decidere e calcolare la tempistica di passaggio.
Ma un ciclista che arriva pedalando come un forsennato, spesso per attraversare in un punto in cui la visuale è ostruita da automobili o, peggio, camion parcheggiati, come si fa ?
Le regole non valgono per i ciclisti ?

domenica 2 ottobre 2016

Forza "minuzzaglia" !

Oggi il Bologna ha perso in casa.
Male.
Ma io sono contento perchè a Bergamo il Napoli ha perso.
Due settimane fa, prima della partita contro il Bologna, De Laurentiis, presidente del Napoli (due scudetti in tutta la sua esistenza) ha berciato per chiedere un campionato che escludesse la "minuzzaglia", con espresso riferimento al Bologna (7 scudetti in 107 anni di vita).
Il Bologna poi perse, ma la "minuzzaglia" oggi a Bergamo ha impartito una lezione all'arrogante produttore.
Mi auguro che, d'ora in poi, la "minuzzaglia" quando dovrà giocare contro il Napoli lo faccia come l'Atalanta, con il coltello tra i denti.