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domenica 21 giugno 2026

Con l'estate arriva uno tsunami di canzonette per radio

Da metà giugno si sono interrotte gran parte delle principali e più interessanti  trasmissioni radiofoniche, come Successo, Lupus in fabula, Sportello Italia, Ping pong, a volte sostituite dalla replica di puntate precedenti, ma, per lo più sostiuite comodamente da uno tsunami di canzonette.

Da una ventina di anni la radio nazionale sembra aver preso tutto il peggio delle vecchie "radio libere" che, per far quadrare i conti, trasmettevano musica, inframmezzata dai deliranti commenti dei conduttori che, per contratto dovevano parlare di qualcosa che sembrasse divertente e quindi dicevano tutto quello che passava loro per la testa.

Certo, ci sono anche trasmissioni "estive" come L'Italia in diretta, ma la presenza delle canzonette è debordante, un vizio che era già stato acquisito da alcune delle trasmissioni citate, come Sportello Italia, che nella serie iniziata a ottobre 2025 ha inserito sistematicamente due canzonette nei 30 minuti di trasmissione, salvo poi togliere il microfono o obbligare gli ospiti a concludere il loro ragionamento in modo improvviso e privo di logica.

Ma perchè ?  

domenica 2 novembre 2025

La nevrosi del tempo che non c'è

La radio offre trasmissioni per tutti i gusti.

Molte del passato sono state sostituite da nuovi programmi che non sempre fanno onore al mezzo.

Alcune trasmissioni interessanti, vengono rovinate da un conduttore fazioso e di parte che non rende onore a quella che dovrebbe essere la sua professione (di cui si vanta di essere "professionista") e cioè informare, non fare propaganda.

Ma ci sono anche trasmissioni che rispettano pienamente il loro compito e qualificano positivamente i conduttori.

Ping pong con Annalisa Chirico, ad esempio, oppure Sportello Italia diretto da Paola Bonanni o anche l'Edicola che adesso è di Massimo Gilardi.

Purtroppo anche in quelle trasmissioni di autentico servizio, non riescono ad organizzare i tempi per dare la possibilità agli ospiti di sviluppare il loro pensiero perchè il tempo scorre inesorabilmente e "abbiamo solo dieci secondi".

Ma cosa volete che dica uno su argomenti a volte complessi come un investimento, una legge per i consumatori, un commento ad un fatto, in dieci secondi ?

Il bello, cioè il brutto, è che in ogni trasmissione, cinque, dieci o più minuti, a seconda della durata della trasmissione stessa, sono dispersi per trasmettere una canzonetta.

Ma non ci sono le trasmissioni di varietà preposte a inondare l'etere di canzonette ?

Perchè anche nelle trasmissioni di servizio si devono dedicare minuti ad una strimpellata vocale, salvo poi condizionare la possibilità di una risposta, sul tema proprio della trasmissione, completa e articolata ?

Ascoltando spesso la radio, noto che alcune canzoni, alcuni cantanti vengono proposti in continuazione, mentre altri vengono relegati ai margini e senza che le loro canzoni abbiano particolari colpe, visto che voci e canzoni sono ormai tutte uguali.

Lessi, tempo fa, che le case discografiche intervengono per "spingere" i loro cantanti e più passaggi fanno, più il pubblico, abituandosi ad un certo titolo, lo richiede.

A pensare male ... 

domenica 13 agosto 2023

Torcida

Più o meno da settembre a giugno, su radio uno, alla sera dopo le ventuno, viene (veniva ?) trasmessa una piacevole trasmissione sportiva intitolata "Zona Cesarini".

In estate le cose cambiano.

Nonostante un interessante mercato dei calciatori con l'ingresso a gamba tesa degli arabi, di Zona Cesarini si sono perse le tracce e quello spazio è occupato da un soggetto invasato del Brasile.

Calciatori, spesso ex e sconosciuti, aneddoti su squadre brasiliane, aggiornamenti su cosa sta accadendo in Brasile e uno tsunami di musica brasiliana che potrà anche piacere a qualcuno, ma a me fa venire una gigantesca orchite.

Ovviamente ho smesso di ascoltare la radio a quell'ora, sperando che con il Campionato, dal 19 agosto, torni anche Zona Cesarini.

Mi domando però perchè trasmettere in un orario di punta una trasmissione destinata ad ascoltatori di nicchia.


domenica 1 giugno 2014

Fuori il programma

Non tutti sanno che (no, non è un rubrica de La settimana enigmistica ...) mi piace ascoltare la radio.
Un ascolto facile quando si guida, si legge, si lavora.
Nel tempo ho dotato ogni stanza a Bologna e in montagna di una radio, recuperando tutte quelle che avevo e rimettendole, per quanto possibile, in funzione e poi acquistandone altre.
Tutte collegate su Radio Uno.
Così ho la possibilità di ascoltare programmi di intrattenimento, di informazione, musicali fino ai programmi religiosi dei protestanti (alle 7,30 del mattino della domenica) e dei cattolici (alle 11 circa sempre della domenica).
Non tutti i programmi mi interessano, ma visto che li ascolto mentre svolgo altre attività passano senza lasciare il segno e, comunque, è mia opinione che qualche spunto interessante lo possa fornire chiunque, quindi anche il più sciocco dei programmi.
Avevo apprezzato la decisione di iniziare la giornata, alle sei del mattino, con l'Inno Nazionale.
Il nostro non è un bell'inno, ma è il NOSTRO inno.
Giovanni Allevi lo aveva reso più marziale, ma adesso viene suonato quello dell'Orchestra di Berlino diretta da Abbado che lo ha reso una marcetta per marionette.
La nuova stagione, la nuova gestione della radio non mi piace sin dall'inno.
Avevano introdotto una interessante trasmissione di informazione dalle cinque alle nove del mattino "Prima di tutto" che aveva sostituito l'urlante "Istruzioni per l'uso" della Falcetti ed altre chiacchierate inutili,
Ma, prima, hanno occupato la prima ora solo con la musica chiamandola "Anteprima di tutto" e adesso hanno ridotto pure di mezz'ora la chiusura per fare spazio a Fiorello e Baldini.
Non ho una grande conoscenza di Fiorello non avendolo mai ascoltato in radio prima d'ora e non partecipando ai cinguettii su Twitter.
Da quel che leggevo sembrava di aver a che fare con un mezzo genio dell'intrattenimento e gli "ah!" e gli "oh!" di ammirazione si sprecavano, quindi mi aspettavo qualcosa di più ... del nulla che viene prodotto, con i nostri soldi.
E con ripetute repliche, financo al sabato e alla domenica.
Una chiassosa, inconcludente e a tratti anche volgare esibizione di chi non ha nulla da dire al mondo.
Un dileggio, non certo satira o ironia, maramaldeggiante su ex potenti ormai già in ginocchio, quando non nella polvere.
Solo carezze, invece, verso chi, potente, lo è ancora o lo è ora diventato.
Tutto il contrario di una vera satira.
La nuova direzione di radiouno completa così la sua distruzione della programmazione rai che già in aprile aveva evidenziato la cancellazione di quello che, a mio parere, era il miglior programma della radio, Con parole mie di Umberto Broccoli, sostituito dall'ennesimo chiassoso programma musicale che già nel nome ne è una perfetta rappresentazione: King Kong.
Non metto in dubbio che qualcuno ascolti il programma dello scimmione e, magari, ne tragga gradimento, come non metto in dubbio e non vorrei mai togliere il piacere dei maramaldeggiamenti di Fiorello, ma la radio, come la televisione, è pagata con i soldi di tutti.
E allora mi domando se non sarebbe meglio privatizzare integralmente la Rai (radio e televisione) così che ognuno possa, pagando un abbonamento ad una emittente privata, scegliere di contribuire a ciò che preferisce, senza impedire al prossimo di ricevere altrettanto.
Però a sue spese esclusive.