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domenica 5 luglio 2026

Fenomenologia generazionale

Leggo che per un "concerto" (così li chiamano) di un cantante contemporaneo, si siano presentati in 250mila spettatori paganti (e urlanti, ma avendo pagato un bigliettoforse salato, è loro pieno diritto).

A me sembra una follia accalcarsi all'inizio di luglio per ascoltare delle canzonette.

E non ne faccio una questione di contenuti o di note, perchè ogni generazione ha i suoi orientamenti e ognuno di noi, che abbia sette o settanta anni, ascolta quel che gli piace.

Io penso alle dichiarazioni che emergono da quei giovani nelle interviste lampo dei cronisti.

Ignoranza più che strisciante sulla Storia, un italiano abborracciato e un entusiasmo degno di miglior causa per il cantante di turno.

Ma quel che mi sorprende di più è riferirsi a questo o quel cantante come un punto di riferimento, per la "filosofia di vita" che, francamente, da canzoni quasi tutte uguali, tristi e deprimenti, con lui (o lei) innamorato di lei (o lui) che però lo ignora e pensa ad un'altra per la quale si strugge e via di incastri.

Ascoltando molto la radio, prendo conoscenza di molte canzoni del genere, con timbi di voce quasi identici, con pochissime eccezioni che si fanno ricordare proprio per la loro peculiarità (Corsi, Da Vinci, Annalisa, Noemi i primi nomi che mi vengono in mente e, soprattutto, gli unici che riesco a ricordare e riconoscere tra le legioni di cantanti che passano in radio).

Se anche quando eravamo noi ventenni c'era entusiasmo per l'arrivo di un cantante, non ricordo di aver mai sentito,neppure dai sostenitori più fanatici, che Gianni Morandi o Rita Pavone esprimessero una filosofia di vita.

Cantavano, bene, con un timbro di voce riconoscibilissimo e unico, delle canzonette che alietavano un momento e che magari si ricordavano per sempre proprio perchè collegate a quel momento.

Poi, i riferimenti, i Maestri, erano altri, a volte anche cattivi maestri, ma questa è un'altra storia. 

domenica 21 giugno 2026

Con l'estate arriva uno tsunami di canzonette per radio

Da metà giugno si sono interrotte gran parte delle principali e più interessanti  trasmissioni radiofoniche, come Successo, Lupus in fabula, Sportello Italia, Ping pong, a volte sostituite dalla replica di puntate precedenti, ma, per lo più sostiuite comodamente da uno tsunami di canzonette.

Da una ventina di anni la radio nazionale sembra aver preso tutto il peggio delle vecchie "radio libere" che, per far quadrare i conti, trasmettevano musica, inframmezzata dai deliranti commenti dei conduttori che, per contratto dovevano parlare di qualcosa che sembrasse divertente e quindi dicevano tutto quello che passava loro per la testa.

Certo, ci sono anche trasmissioni "estive" come L'Italia in diretta, ma la presenza delle canzonette è debordante, un vizio che era già stato acquisito da alcune delle trasmissioni citate, come Sportello Italia, che nella serie iniziata a ottobre 2025 ha inserito sistematicamente due canzonette nei 30 minuti di trasmissione, salvo poi togliere il microfono o obbligare gli ospiti a concludere il loro ragionamento in modo improvviso e privo di logica.

Ma perchè ?  

domenica 23 novembre 2025

Ma sono seri ?!?!?

Ad ascoltare la radio, soprattutto quando si guida, si è quasi obbligati ad accettare "quello che passa il convento", visto che sarebbe troppo una distrazione cambiare continuamente canale (e, comunque, non mi sembra che ci sia tanta varietà).

Così ascolto anche le trasmissioni religiose, con preti, pastori, pope, imam, rabbini che, con la stessa voce impostata, quasi a essere "posseduti" da una visione metafisica, illustrano la loro dottrina.

In campo religioso mi sembra anche accettabile che i racconti religiosi vengano diffusi con una sorta di cantilena profetica, inappropriato, invece, mi sembra l'utilizzo di quella cantilena da parte di cantanti e attori che ci raccontano la rava e la fava sulle loro "opere", i "messaggi" che dicono di voler veicolare.

E se a me sembra una presa in giro dell'ascoltatore o, meglio, del "fan" che si beve quelle storie, mi sembra anche molto inquietante che qualcuno possa pensare di mandare messaggi tramite film e canzonette, perchè immagini e suoni ci arrivano a ondate contnue e si rischia di accettarli inconsciamente senza che ci si possa tornare, criticamente, sopra, come si farebbe con la lettura di un testo scritto.