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domenica 28 giugno 2026

Alla riscoperta di Moke Hammer

Mickey Spillane è un autore classico di polizieschi ambientati nella New York violenta e cupa degli anni Quaranta e Cinquanta.

Sono gialli molto belli, accattivanti, con una dose di violenza che farebbe storcere il naso ai buonisti del politicamente corretto che arriverebbero ad essere inorriditi dalla descrizione delle femmine che entrano nell'orbita del detective.

Loro guardano, infatti, al dito e non alla Luna che quel dito indica.

Probabilmente sono scaduti i diritti (vedo che sorgono molte case editrici che pubblicano dei classici sempreverdi, presumibilmente risparmiando sui diritti che sono uno degli oneri maggiori per una casa editrice) e così una certa "Timecrime" casa editrice, sta pubblicando in ordine i vari romanzi e, contestualmente alla loro disponibilità cartacea, venbgono rese disponibili le versioni digitali, la cui scoperta mi ha salvato da dover impilare i libri sul pavimento come faceva il mio padrino che non aveva più spazio a sufficienza per i suoi volumi.

Siamo arrivati al volume 7, cronologico, credo, soprattutto come ambientazione.

Un ripasso di storie che, oggi, non vengono più pubblicate, non, almeno, con la stessa forza narrativa, e che continuano a dare un bel brivido, tanto più necessario in estate.

Vedo che analoghe operazioni vengono messi in cantiere anche per Nero Wolfe di Rex Stout (che rimane, per me, il numero uno) e Agatha Christie, ma anche Conan Dyle, per non parlare degli ormai 250 volumi dei Bassotti della Polillo (periodici) e i "mystery" della British Library di Vallardi (che sembra escano due alla volta a giugno ed a novembre), tutti con la caratteristica di riprendere storie sempreverdi degli anni d'oro, Venti, Trenta, Quaranta, Cinquanta e Sessanta.

Un'estate di lettura poliziesca che rinfresca le giornate di giovani e anziani ed è una bellissima alternativa, più salutare e istruttiva dei social.

domenica 14 settembre 2025

Non ci sono più i (telefilm) tedeschi di una volta !

Io ricordo molto chiaramente la qualità, la solidità della trama e la sobria interpretazione di vecchi telefilm o serie prodotte in Germania.

Faber, il Commissario Koster, Un caso per due, ma, soprattutto, l'Ispettore Derrick, oggi ostracizzato e non più proposto solo perchè, dopo la morte dell'attore protagonista, Horst Tappert, si scoprì che lui aveva combattuto nelle Waffen-SS e dopo la guerra partecipava a incontri di vecchi camerati, collezionando cimeli della seconda guerra mondiale.

Come se le idee politiche di un attore potessero inficiare la sua interpretazione e la trama di un telefilm poliziesco !

In compenso, oltre a simili pruderie, la Germania sta sfornando serie di pessima qualità, tutte recitate con la volontà di inserire tonalità rosa e umoristiche di cui i tedeschi non sono affatto all'altezza.

Così, invece delle repliche di Derrick che sarebbero più che gradite come lo sono quelle di Perry Mason e del Tenente Colombo, veniamo scottati dalla visione di prova di nuova serie tedesche.

Vorrebbero essere poliziesche con umorismo, ma sono prodotti decisamente scarsi.

Mi riferisco a "Jacobs un veterinario per agente" trasmessa su Giallo (che fortunatamente da stasera riprenderà "I misteri di Brokenwood" serie neozelandese) e "Homicide Hill" trasmessa sulla piattaforma Rai Play.

Le due pessime serie sono girate negli stessi luoghi come si vede chiaramente dall'edificio che, in entrambe le produzioni, "ospita" la stazione di polizia, anzi polizei.

Ambedue le serie introducono personaggi che vorrebbero essere comici, ma sono soltanto patetici, gli uomini spesso sono dipinti come tonti, mentre le attrici sono bruttine e non rappresentano certo il consolidato immaginario della donna tedesca, inoltre in entrambe le serie c'è lo stesso attore, turco o simile, che interpreta la stessa macchietta dell'immigrato che vive al limite della legalità, ma prova ad avviare una qulche attività legale (sempre senza successo commerciale).

Poi, anche qui i tedeschi non sono proprio nelle loro corde, viene introdotta una storiella di amore, più o meno ricambiato, tra i protagonisti, come abbiamo visto, molto, ma molto meglio, meglio, in serie americane come Castle e Bones.

Arridatece Derrick !!! 

domenica 24 novembre 2024

Gli Inglesi lo fanno meglio

Parlo del Giallo, del racconto o del telefilm seriale poliziesco, ovviamente.

E' una riflessione che mi è venuta guardando la programmazione dei vari canali ospitati da Sky sul satellite (comprensivo delle reti generaliste).

Il Giallo inglese ha sempre una marcia in più rispetto a quello francese (dove i protagonisti manifestano una finta esuberanza giovanilistica e femminista), a quello tedesco (tetragono, ma che faticaccia lavorare in Polizei !), a quello scandinavo (una totale deriva woke), a quello americano (troppo aggressivo, violento, basato sugli effetti speciali e sull'azione invece che sul ragionamento e la deduzione di una sana investigazione) e persino a quello italiano che, una volta, rappresentava in pieno il carattere nazionale (pensiamo solo alle splendide interpretazioni nel Nero Wolfe di Buazzelli e Ferrari o all'Ubaldo Lay del Tenente Sheridan o, ancora, al miglior Maigret degli schermi: Gino Cervi) ma oggi è ridotto a trame interrotte troppo da deviazioni intimiste e introspettive ed è malamente recitato tramite sussurri, spesso meno comprensibili persino dei soporiferi borbottii di Prodi.

Ultimamente si sono affacciati anche prodotti del nuovissimo mondo, australiani e neozelandesi, che hanno un po' dell'inglese e un po' troppo dell'americano, probabilmente affineranno lo stile e potrebbero diventare i prodotti del futuro.

Ma il Giallo inglese, per ora, è il numero uno, purtroppo viene prodotto in pochi episodi per stagione, a differenza degli americani che ne sfornano una ventina e più per ogni stagione e questo è indice di quel che già è accaduto per altri generi, con la mancanza di finanziamenti, anche i prodotti più accurati devono essere centellinati per evitare di sprecare denaro.


domenica 10 novembre 2024

Protagonisti tristi e dimessi

Un nuovo telefilm poliziesco si è affacciato sugli schermi di Giallo: Van der Valk.

Produzione e ambientazione olandese è la tipica squadra omicidi, composta con il bilancino del farmacista (uomo bianco, immigrato nord africano, donna lesbica, medico legale burbero, superiore donna ligia ai regolamenti ...) ma con trame (circa 90 minuti di prodotto) interessanti.

Sennonchè non c'è un solo pèrsonaggio, tra quelli ricorrenti, allegro e burlone.

Hanno tutti problemi pregressi, sfighe in atto e in divenire.

Ma perchè ?

Non possono, visto che la trama poliziesca la sanno imbastire ed è l'unica cosa che conta, proporci il giallo e gli investigatori che richiamino i Derrick di una volta, di cui non si sapeva neppure se avessero necessità fisiologiche, tanto erano integrati nella trama ?

domenica 4 ottobre 2020

A Lucca, mai !

Si narra che, dopo aver sostituito Monicelli alla direzione di Urania, Fruttero&Lucentini respingessero tutti i romanzi proposti da autori italiani (ma anche francesi e tedeschi) per prediligere gli angloamericani.

Fu motivo di polemica e loro risposero: ma vi pare che un disco volante possa atterrare in Italia ? A Lucca, mai ! Per dire che l'ambientazione casareccia non sembrava loro credibile.

Mi è venuto da pensare altrettanto leggendo un paio di romanzi di Alicia Gimenez-Bartlet che mi ha prestato una collega perchè avevo apprezzato la trama (non i dialoghi e i rumori di fondo) del telefilm giallo "Petra" tratto da tali romanzi.

Il telefilm è stato ambientato a Genova, i romanzi sono collocati in Spagna, a Barcellona.

Mi è sembrata più credibile e solida la sceneggiatura dei telefilm piutoosto che degli originali dei romanzi.

Che sia da dire anche "A Barcellona, mai !" ?