lunedì 17 luglio 2023

Decadenza

Seguendo le previsioni del tempo, un privilegio che solo i pensionati possono avere, da una decina di giorni mi sono trasferito in montagna.

Tanti anni fa lessi che "montagna" erano considerate le alture sopra, se ricordo bene, i 640 metri, anche se, ancora, non riesco a considerare "montagna" l'Appennino.

Ma dicono anche che con la pressione alta e avviati verso i 67 anni, sia meglio evitare la vera montagna, chissà poi se è vero, perchè sono andato a Selva in Valgardena un anno fa e non mi è successo nulla.

Comunque sono in "montagna" appenninica e, come da abitudine, al mattino prendo e, dopo aver comprato i giornali e un pezzo (piccolo, per carità) di crescenta, vado verso il Lago della Ninfa, dove c'è un comodo parcheggio (tranne nelle due settimane intorno a Ferragosto dove il carnaio è insostenibile ovunque, quindi è meglio restare a Bologna) e con pochi passi arrivo ad una panca in mezzo all'ombra ed al fresco del bosco.

Lì leggo i giornali, smangiucchiando la crescenta.

Ho drammaticamente scoperto che adesso, senza occhiali da vista, non riesco a leggere gli articoli, ma solo i titoli e gli occhielli.

L'anno scorso non era così.

Eppure gli articoli a casa li leggo senza bisogno di lenti, quindi ?

Mi dicono che sia una questione di luce.

Più si invecchia, più il testo deve essere illuminato per agevolarne la lettura.

Questa si chiama decadenza.

domenica 9 luglio 2023

Andavo ai trenta all'ora

Oggi ho provato a mantenere i trenta all'ora da casa mia allo Stadio.

A parte il fatto che per restare al di sotto del limite leporiano, pur con quel margine dovuta alla natuale imprecisione del tachimetro, dovevo restare concentrato sulla lancetta, frenendo e solo sfiorando l'acceleratore, immagino consumando più carburante di una guida normale, tutte le automobili mi passavano a destra e a sinistra e, presumo, lanciandomi strali e insulti.

E oggi è domenica, cioè non esiste traffico.

Nei giorni feriali non oso provarlo, sia perchè rischierei di innestare un litigio, ma anche perchè il traffico ordinario (forse non a luglio e certamente non in agosto) non consente di viaggiare a velocità superiori.

Da notare che il limite dei trenta è, ovviamente, imposto anche ai mezzi pubblici.

Mi auguro che ci sia un ripensamento, come è stato quello, ancorchè tardivo, di riaprire via de' Carbonesi al traffico anche al sabato e alla domenica.

domenica 2 luglio 2023

Star Trek Voyager

Dopo alcuni mesi, inserendo una puntata quasi ogni giorno nel mio palinsesto personale che costruisco con quello che registro e con le offerte on demand, ho terminato la visione, per la prima volta completa e in ordine cronologico, delle sette stagioni di Star Trek Voyager, la quarta serie di Star Trek.

Forse è la migliore, almeno per imiei gusti, alla pari, almeno, con la serie originale.

L'ultimo episodio è stato la degna conclusione del "viaggio di sette anni alla scoperta di nuovi mondi e civiltà" provocato da un classico della fantascienza: un balzo spaziale che ha proiettato l'astronave in un quadrante inesplorato.

Personaggi ben caratterizzati, storie sempre dignitose anche quando appaiono un po' forzate (ma 182 episodi sono tanti per poter mantenere uno standard elevato in ognuno di essi).

Mi è dispiaciuto che sia finita.

Avrei voluto che durasse per anni, come certe serie che non capisco come possano avere una vita trentennale.

Per curiosità ho riguardato, subito dopo l'ultimo episodio, parti del primo e del secondo.

Beh, sette anni di differenza si vedono anche sui volti di attori che, per la loro professione, sono i primi a cercare di mantenersi in forma.

Non come guardare William Shatner in Star Trek e subito dopo in Boston legal, ma la strada sarebe quella.

Voyager, a suo tempo, risollevò le sorti della saga di Star Trek dopo il mezzo flo di Deep Space Nine e forse era nelle intenzioni degli autori il capitolo conclusivo, ma poi arivò Enterprise, il prequel e quindi Discovery (pessimo), Picard (bruttino, ma a me non piacque neppure Nex generation) per arrivare all'attuale Strange New Worlds che recupera lo spirito dell'Originale e di Voyager.

E per fortuna che ci sono le serie complete a disposizioni on demand, perchè il panorama televisivo contemporaneo è decisamente scadente.

domenica 25 giugno 2023

Il passato in vetrina




In queste settimane una delle vetrine della Libreria Nanni è stata allestita con vecchi libri per ragazzi, titoli classici, soprattutto di Emilio Salgari.

Dalla copertina si deduce che sono libri appartenenti a qualche anno precedente ai miei anni da adolescente e che compravo prevalentemente da Nanni, dove allora era consentito girare all'interno della libreria, tra gli scaffali e dove una stanza intera era dedicata alla letteratura per ragazzi.

Lì ho comprato tanti romanzi di Salgari (ma anche se credevo di averli tutti, ogni volta ne scopro uno nuovo), alcuni di Verne (mi ricordo particolarmente I figli del Capitano Grant da cui fu tratto anche un film che vidi durante una vacanza al mare), Dumas e gli otto romanzi di Gil St Simon, editi da una sconosciuta (e presumo poi fallita o estinta) casa editrice bolognese, la Capitol, che mi portarono ad essere un lettore onnivoro di romanzi e poi saggi ambientati nella Francia del XVII secolo.

E' stato piacevole il ripasso di titoli che appartengono ad un passato che non vedo, se non in minima parte, nelle moderne sezioni per ragazzi.

Mi ha comunque confortato vedere, ieri, che molti di quei libri non sono più in vetrina.

Penso sia dovuto alla "razzia" di qualche collezionista più o meno della mia età, ma voglio sperare che ci sia anche la mano di un genitore sapiente che li abbia comprati per dare una buona, tradizionale, normale educazione ai suoi figli.


domenica 18 giugno 2023

Outlander

Sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo in televisione da provare e da affiancare ai programmi collaudati, sono incappato, su consiglio, in Outlander di cui sono già state prodotte sei stagioni ed è in arrivo la settima anche in Italia.

Al momento sono arrivato alla visione dei primi episodi della quinta stagione, abbastanza per essermene fatto una opinione.

L'idea iniziale non è originale per chi è appassionato di fantascienza: il viaggio nel tempo.

Una donna che nel 1945, casualmente, tocca una pietra di un cerchio di pietre in Scozia e si ritrova nel 1745, si innamora, si sposa, partecipa alla lotta contro gli Inglesi, torna nel 1948 incinta, poi ritorna nel passato, sempre di duecento anni.

Intorno tante vicende, dalla Corte di Francia ai prati delle Highlands e, dalla quarta stagione, alle praterie degli Stati Uniti ancora colonia della Corona Britannica.

L'idea del viaggio nel tempo resta sempre di più sullo sfondo, anche se il passato comincia ad essere affollato di viaggiatori tutti risucchiati nella storia.

Ma oltre alla fantascienza, mi piacciono anche i telefilm storici e in costume, per cui lo ritengo più che accettabile, senza tante pretese e con la curiosità di vedere cos'altro capiterà ai protagonisti che, per poter realizzare una puntata dopo l'altra e così per sette stagioni, subiscono ogni sorta di disavventura, meritando in pieno il titolo di Fantozzi del settecento.

domenica 11 giugno 2023

Un giallo fresco

Dopo la lettura di due autentiche sòle (Torregrossa "Morte accidentale di un amministratore di condominio" e Maggioni "La calda estate del commissario Casablanca") che ho dovuto acquistare in coppia (con le offerte spesso fregatura due per uno, dove però i titoli sono circoscritti ad uno specifico perimetro scelto dall'editore, forse tra quelli meno venduti e già questo solitamente mi fa rinunciare all'acquisto) perchè volevo verificare se il primo, oltre al titolo, fosse adeguato per uno scherzoso omaggio all'amministratore del mio condominio, mi sono accostato titubante al terzo romanzo che avevo acquistato: Arwin J. Seaman "Omicidio fuori stagione", indicato come "la prima indagine sull'isola di Liten".

Apparentemente un giallo scandinavo se non fosse che, alla lettura della biografia dell'autore, si scopre subito che si tratta di uno pseudonimo scelto "da uno scrittore italiano di successo".

Una ottima trovata pubblicitaria perchè scatena la caccia all'autore, comparando lo stile con quelli di affermati scrittori italiani, forse di gialli, forse no e che a me sembra un tentativo di ripercorrere la strada intrapresa da J.K. Rowlings che, dopo il successo dei suoi Harry Potter, sotto lo pseudonimo di Robert Galbraith ha inaugurato (ormai i volumi sono sei) la avvincente serie sull'investigatore privato Cormoran Strike (da cui anche una serie televisiva).

A parte la trovata pubblicitaria il romanzo si legge molto bene, anche se l'isola di Liten potrebbe anche essere una qualsivoglia piccola isola italiana, dove tutti si conoscono, dove la vita scorre piatta finchè non accade qualcosa che sconvolge la routine quotidiana.

Tre omicidi apparentemente di un serial killer per arrivare ad un finale a sorpresa (forse non per tutti) di sicuro effetto.

Anche se non tutti i personaggi sono credibili nel carattere costruito dall'autore, la lettura è fresca e accattivante, perfettamente idonea per un piovoso pomeriggio domenicale di giugno.

Temo, dall'indicazione della "prima indagine sull'isola di Liten", che siano in programma dei seguiti che mi auguro possano mantenere la medesima freschezza.

Sapere chi è, in realtà, lo "scrittore italiano di successo" è del tutto marginale.

domenica 4 giugno 2023

Richelieu

Ho appena terminato di leggere un lungo romanzo storico, comprato credendolo un saggio: Richelieu di Natascia Luchetti, Delrai Edizioni.

E' la storia romanzata (molto romanzata) dell'ascesa del Cardinale che costruì la Francia, citato anche dal Manzoni nei Promessi Sposi.

E' un super volume di 900 pagine nella sua versione cartacea e arriva solo alla nomina di Richelieu a cardinale nel 1622, lasciando, forse ad un successivo romanzo, il "meglio" della carriera del Primo MInistro di Luigi XIII, un Ventennio che forgiò la Francia potenza europea.

Essendo un appassionato di quel periodo storico sin dai tempi della lettura delle versioni per ragazzi dei Tre Moschettieri e, più ancora, degli otto volumi di cappa e spada di Gil StSimon (e senza dimenticare lo sceneggiato italiano "Il Cavalier Tempesta") quando in libreria ho visto quella novità, ho cercato e trovato la versione elettronica e l'ho subito scaricata.

Inizio molto promettente, personaggi ben caratterizzati sia quelli storici che quelli inventati, molto acuto il richiamo e l'utilizzo di personaggi che troviamo nei romanzi di Dumas, da Milady de Winter (personaggio che, nonostante fosse l'incarnazione del Male in Dumas, mi ha sempre attratto e, evidentemente, non sono il solo visto che non è la prima volta che la trovo ridipinta come una eroina e non come una diavolessa) al Conte di Rochefort.

Le vicende storiche sono puntuali e ben descritte, anzi direi che siano presentate in modo piacevole e le frequenti annotazioni confermano il grande studio effettuato prima di scrivere il romanzo (come sarebbe piaciuto a Manzoni ...).

Ma è troppo lungo e lo è perchè la parte romanzata dell'eterno rapporto sentimentale di Richelieu è sviluppato in modo parallelo al contesto storico, dando vita ad un romanzo a parte che, se avesse come protagonisti Topolino e Minnie, non richiederebbe modifiche.

Nonostante tutto è un romanzo che promuovo (se mai dovesse uscire, comprerò anche il seguito sugli anni del potere di Richelieu), anche se mi sento di consigliarlo unicamente a quanti, nel ricordo delle letture adolescenziali di cappa e spada, hanno negli anni sviluppato un interesse alle vicende della Francia del XVII secolo.

domenica 28 maggio 2023

E oggi come mi vesto ?

La stagione invernale è ormai finita, ma le temperature non sembrano prendere il volo e anche le previsioni sono incerte su quando potremo mugugnare per il caldo eccessivo.

Così il problema è: come vestirsi ?

Lo scorso anno, di questi tempi, usai i vestiti "da mezza stagione" solo un paio di settimane, per passare, quasi senza soluzione di continuità, da quello invernali a quelli estivi.

Forse quest'anno le settimane saranno di più.

L'incertezza non è solo mia.

Camminando per Bologna si vedono infatti passanti ancora vestiti come Totò a Milano ed altri, soprattutto ragazzine giovani che non hanno evidentemente l'esperienza della "cervicale", che sembrano sul lungomare di Cervia e mi domando cos'altro si toglieranno ancora quando il mercurio salirà a 35 o più gradi.

Inutile quindi chiedere consiglio su come vestirsi, ognuno di noi "sente" il caldo e il freddo in modo differente dal prossimo, come ben ricordo negli anni in cui in ufficio la gestione del riscaldamento in inverno e del condizionatore in estate era oggetto di numerosi ... contrasti.

domenica 21 maggio 2023

La miniera dell'usato

Il riciclo dell'usato librario deve essere particolarmente veloce se, dopo neanche un mese dal ritrovamento di Luna,Luna di miele di cui ho già scritto, ad una nuova esplorazione del settore dedicato, ho trovato altri tre, per me preziosi, fascicoli di Urania, sempre del medesimo periodo, 1969-1975, in cui si sono formate le mie preferenze in campo fantascientifico.

Sono tre romanzi di Charles Eric Maine, autore di cui ho già scritto nel 2020 quando diedi conto di un romanzo del 1961, Il grande contagio, che sembrava la perfetta visione di quello che ci hanno obbligati a subire con il virus cinese, citando anche uno dei tre romanzi che ho riacquistato venerdì scorso, Il vampiro del mare, sconsigliabile a chi fosse molto impressionabile.

Sempre sul filone catastrofico, visione di un futuro non proprio rose e viole, gli altri due"Quelli di Kaluiki", del 1960 e "Rischio calcolato", del 1961.

Se il primo è il prototipo del giallo applicato alla fantascienza (forse qualcuno ricorderà il film con Sean Connery "Atmosfera Zero"  che è sulla stessa lunghezza d'onda), il secondo è un terribile squarcio su un futuro distopico.

Tutti da leggere.

Una ultima considerazione.

Per fortuna che esistono i collezionisti, i cui tesori vengono poi messi a disposizione di tutti, perchè l'attuale sistema di una editoria usa e getta, che per risparmiare sui costi di magazzino manda velocemente al macero le rese, ci priverà, nel futuro, di poter riassaporare il bello del passato.

domenica 14 maggio 2023

Perry Mason

E' inevitabile che i grandi classici della letteratura, in questo caso giallo-poliziesca, siano periodicamente saccheggiati da produttori e sceneggiatori in crisi di idee.

Lo abbiamo visto con Nero Wolfe nella interpretazione di Pannofino prodotto dalla Rai nel tentativo (fallito) di superare nella memoria degli spettatori il grande Nero Wolfe (e Archie Goodwin) interpretati da Tino Buazzelli e Paolo Ferrari e, adesso, lo vediamo con una produzione Sky (arrivata alla seconda stagione) che recupera un altro grande del piccolo schermo, Perry Mason.

Noi lo ricordiamo in bianco e nero, interpretato da Raymond Burr, con una appendice a colori, non all'altezzza, ma sempre godibile, dopo un ventennio (tra parentesi: chissà perchè i Perry Mason originali, in bianco e nero, non vengono trasmessi da nessuno ? Diritti ? Perdita delle "pizze" come è accaduto per il nostro "Giovanna la nonna del Corsaro Nero" ?).

Sky si è inventata la "nascita" di Perry Mason e nella prima serie, interpreta un investigatore privato che, dopo varie vicissitudini, supera l'esame da avvocato per rilevare, mortis causa, lo studio che lo aveva assunto come investigatore privato.

Idea che non è malvagia come non è male l'ambientazione anni trenta, anche con il colore della pellicola è scelto per proiettare tale immagine.

Decisamente negativa invece la trasformazione di Della Street da segretaria efficiente ma utile, come da romanzi di Gardner, per poter consentire a Perry Mason di spiegare, a fine puntata, il ragionamento e le mosse fatte per scoprire il colpevole, a protofemminista dall'ambigua identità sessuale e che sarebbe, in realtà, colei che, non potendolo fare direttamente, guida lo studio di Perry Mason: totalmente fuorviante rispetto ai romanzi.

Come totalmente fuorviante è il Paul Drake negro che è la forzatura imposta dalla cancellazione della cultura in corso e che obbliga sceneggiatori e produttori a fare continue marchette a quello che possiamo chiamare "politicamente corretto".

Peccato, perchè è facile, traendo spunto da romanzi di qualità come quelli di Erle Stanley Gardner, di Rex Stout o di Agatha Christie, realizzare un prodotto in cui la trama poliziesca, che poi è quello che mi interessa, funziona e anche bene.