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domenica 3 maggio 2026

Librerie di rappresentanza e librerie vissute

Tutti abbiamo in casa una o più pareti arredate con una libreria, con pochi o tanti libri.

Curiosare nelle librerie altrui mi è sempre piaciuto, pur applicando il principio per cui un libro o lo si compra o lo si regala, ma non lo si presta mai, per cui non chiedo in prestito qualcosa che dovessi trovare di mio interesse, ma ne prendo nota e poi lo cerco da comprare.

Però le librerie dicono anche che tipo di lettori siamo.

I testi, i generi letterari, gli autori, ma anche l'ordine con il quale sono posti i libri e, non ultimo, l'usura del volume.

Ho visto libri, bellissimi, tutti ordinati a fianco di volumi della stessa collana, che non avevano una sola piega, pratucamente nuovi.

Letti ?

Non saprei, non mi metto ad interrogare il proprietario, ma certe librerie, praticamente perfette, simmetriche, con le collane tutte ordinate in ogni scaffale, con libri della stessa dimensione e colore, mi sanno tanto di librerie di rappresentanza.

Amo, invece, sfogliare con cautela, come un bene prezioso quale in effetti è, il libro pieno di pieghe, con le pagine che rischiano di staccarsi dal dorso e, magari, con qualche appunto a margine e una macchiolina a bordo pagina, che si trovano nelle librerie vissute, quelle di chi ha, in tutto o in parte, messo a frutto la spesa per un libro, leggendolo.


domenica 21 settembre 2025

Riletture

In assenza di nuovi romanzi da autori che mi diano maggiori garanzie di quelli sconosciuti e che si stanno rivelando dei bidoni (mi consolo pensando che stanno per uscire un paio di certezze, tra cui il nuovo romanzo di Robert Galbraith, alias J.K. Rowling, con protagonista Cormiran Strike, se non sbaglio a ottobre, mentre a novembre prosegue la serie dell'Ispettore Linley di Elisabeth George) ho, con piacere, cominciato la rilettura di vecchi volumi.

Ho iniziato da una rivista di fantascienza che, unica nel suo genere, dopo i primi quattro numeri molto simili ad Urania, ha definitivamente assunto il formato di "rivista libro": Nova Sf*, la prima produzione di Ugo Malaguti che, faticosamente, l'ha portata avanti attraverso vicissitudini varie, tre case editrici, 42 (43 con il numero speciale del 1976 sulla fantascienza italiana e numerato come speciale 1) numeri per la prima serie editi dalla Libra Editrice e 81 per la seconda editi prima dalla Perseo Linri e poi dalla tuttora esistente, con la guida di Armando Corridore dopo la morte di Malaguti il 26 settembre 2021, Elara Libri.

Racconti e romanzi sono una certezza, il grande merito di Malaguti nel corso della sua ultracinquantennale attività, tutta dedicata, anche con pesanti sacrifici economici e personali, alla fantascienza è di aver presentato nei suoi circa 600 volumi complessivi un panorama della fantascienza che copre tutte le correnti di questa letteratura, molto meglio di quel che potrebbe essere in una Enciclopidia che pure era nei programmi di Malaguti, di cui sono usciti i primi due volumi di oltre 1000 pagine (il numero 1 con la Libra, il 2 con la Perseo) ma che era troppo ambiziosa per le forze di un uomo solo.

Sì, perchè Malaguti traduceva, scriveva, sceglieva, polemizzava ... splendidi i suoi editoriali che andrebbero raccolti e pubblicati, con riferimenti all'epoca in cui venivano scritti e che riletti oggi, ci danno lo spaccato di una Italia, non solo di una fantascienza, che volava ancora sulle ali di un entusiasmo che è andato poi spegnendosi, soprattutto quando gli Stati Uniti hanno rinunciato a continuare a mandare uomini sulla Luna, sperando che Trump, come promesso, riesca a riprendere il filo virtuoso della conquista dello spazio.

Narrativa e cronaca divenuta storia.

Una rilettura che mi fa riscoprire entusiasmi solo accantonati e una giovinezza che, sull'onda della fantasia, mi sembra prosegua anche oggi. 

domenica 15 dicembre 2024

Il portale della cultura

La settimana scorsa, dopo una ricerca su alcuni siti, ho scoperto che un libro, prima edizione 1965, che desideravo per completare una raccolta (tre cofanetti, quattro volumi con l'opera omnia di Emilio De Marchi) era disponibile presso una libreria di Bologna, la Parolini in via de' Gombruti 3.

Mi ci sono recato e mi è sembrato di entrare in un tempo senza tempo, con quei richiami che solo il profumo della carta può risvegliare.

Un corridoio in mezzo a scaffali, fino al soffitto, pieni di libri, non so con quale criterio di suddivisione, per recuperare il cofanetto da me poi acquistato la "commessa" (una signora, forse la proprietaria) ha letto (su un modernissimo computer) un incomprensibile codice che poi ho visto annotato su un segnalibro (che mi ha ritirato), per poi inerpicarsi su una scala e trovare al primo tentativo, senza alcuna necessità di ulteriori ricerche, l'oggetto del mio desiderio.

Libri dall'aria antica, dall'aria usata, che sanno di "sapere", che hanno una storia, che hanno avuto dei proprietari precedenti, che li hanno trattati con quella cura che merita il frutto del sapere umano.

Non certo come sono stati trattati da eredi o acquirenti di un appartamento di un condominio vicino al mio, una volta proprietà di due professori deceduti negli anni scorsi, arrivati con un pick up, l'hanno parcheggiato sotto la terrazza (l'appartamento è al primo piano) poi vi hanno scaricato sopra anni di raccolte e di letture, senza alcuna cura, senza alcun rispetto, bracciate di libri scaraventati dalla terrazza sul pick up, una scena che mi ha fatto venire in mente quella del film Fahrenheit 451, quando vengono buttati i libri nel rogo  .

Mi sono poi fermato a parlare di libri con quella signora che, ad ogni evidenza, non considera la sua una attività da portare avanti stancamente con la mente rivolta alla pensione, ma una piacevole e gratificante professione.

Per quanto possa essere pratica la lettura digitale (soprattutto quando tutti gli spazi di casa sono occupati da librerire e colonne di librerie, con scaffali ormai pieni) il libro cartaceo, per quello che evoca anche al semplice sfogliarlo, non verrà mai meno.

domenica 4 giugno 2023

Richelieu

Ho appena terminato di leggere un lungo romanzo storico, comprato credendolo un saggio: Richelieu di Natascia Luchetti, Delrai Edizioni.

E' la storia romanzata (molto romanzata) dell'ascesa del Cardinale che costruì la Francia, citato anche dal Manzoni nei Promessi Sposi.

E' un super volume di 900 pagine nella sua versione cartacea e arriva solo alla nomina di Richelieu a cardinale nel 1622, lasciando, forse ad un successivo romanzo, il "meglio" della carriera del Primo MInistro di Luigi XIII, un Ventennio che forgiò la Francia potenza europea.

Essendo un appassionato di quel periodo storico sin dai tempi della lettura delle versioni per ragazzi dei Tre Moschettieri e, più ancora, degli otto volumi di cappa e spada di Gil StSimon (e senza dimenticare lo sceneggiato italiano "Il Cavalier Tempesta") quando in libreria ho visto quella novità, ho cercato e trovato la versione elettronica e l'ho subito scaricata.

Inizio molto promettente, personaggi ben caratterizzati sia quelli storici che quelli inventati, molto acuto il richiamo e l'utilizzo di personaggi che troviamo nei romanzi di Dumas, da Milady de Winter (personaggio che, nonostante fosse l'incarnazione del Male in Dumas, mi ha sempre attratto e, evidentemente, non sono il solo visto che non è la prima volta che la trovo ridipinta come una eroina e non come una diavolessa) al Conte di Rochefort.

Le vicende storiche sono puntuali e ben descritte, anzi direi che siano presentate in modo piacevole e le frequenti annotazioni confermano il grande studio effettuato prima di scrivere il romanzo (come sarebbe piaciuto a Manzoni ...).

Ma è troppo lungo e lo è perchè la parte romanzata dell'eterno rapporto sentimentale di Richelieu è sviluppato in modo parallelo al contesto storico, dando vita ad un romanzo a parte che, se avesse come protagonisti Topolino e Minnie, non richiederebbe modifiche.

Nonostante tutto è un romanzo che promuovo (se mai dovesse uscire, comprerò anche il seguito sugli anni del potere di Richelieu), anche se mi sento di consigliarlo unicamente a quanti, nel ricordo delle letture adolescenziali di cappa e spada, hanno negli anni sviluppato un interesse alle vicende della Francia del XVII secolo.

domenica 12 marzo 2023

Ho scoperto l'e book

Chi mi conosce sa che sono da sempre un lettore assiduo e lo sono rimasto anche ai tempi di internet, nonostante la mia velocità di lettura sia diminuita.

In casa ogni stanza, tranne il bagno ma compresa la cucina, contiene almeno uno scaffale di libri.

Ho portato libri in montagna e in cantina, alla fine sono arrivato alla saturazione totale anche degli angoli più nascosti e marginali.

Preso atto del problema spazio, un anno fa ho ceduto al libro in formato elettronico.

Approfittando di una offerta ho acquistato un lettore e comprato il primo "libro".

Nonostante le mie riserve mi sono trovato bene e, dopo un anno, ho una trentina di libri in formato elettronico e mi porto in giro solo il lettore e non i due/tre o più volumi di un tempo.

Sicuramente di positivo c'è il grande guadagno di spazio (nel lettore le istruzioni indicano la capienza in 8-10mila volumi) ma anche la possibilità di una lettura comoda senza dover tenere a portata di mano gli occhiali da vista che, pur non essendovi costretto, a volte preferisco utilizzare quando trovo testi stampati con caratteri più piccoli del solito.

Mi piace, inoltre, la possibilità di acquistare e avere il volume immediatamente disponibile subito dopo il pagamento (eletronico anche quello), oltre a prezzi "stracciati", con tanti romanzi venduti a 0,99 centesimi, ma con le stesse traduzioni dei libri cartacei.

Sicuramente manca il piacere dello sfogliare la carta, il suo profumo, il suo fruscio, l'uso del segnalibro, tutte cose che fanno amare (di più) un libro cartaceo.

Mi sono così trovato nella situazione di invertire il mio comportamento abituale.

Fino ad un anno fa, guardavo in internet le novità librarie, poi andavo una volta alla settimana in libreria, giravo per guardare quali fossero quelle esposte e compravo (rigorosamente in libreria).

Adesso giro prima in libreria, poi in internet e se c'è il volume di mio interesse in formato eletronico lo acquisto immediatamente, diversamente torno in libreria per acquistare quello cartaceo.

Non so se sia un progresso il passaggio dal cartaceo all'elettronico, sicuramente è una opzione in più a nostra disposizione.

domenica 27 febbraio 2022

Chi nulla rischia, Jeffrey Archer

Ho appena terminato di leggere l'ultimo romanzo di Jeffrey Archer, Chi nulla rischia, 415 pagine, edito da HarperCollins.

A me piace la narrazione di Archer, sin dai tempi di Caino e Abele, ma negli ultimi anni (adesso ha più di ottanta anni) ha affinato non tanto lo stile, che già c'era, quanto i contenuti, con una giusta dose di ironia tipicamente inglese e senza cadere nell'errore di tanti scrittori (un nome per tutti: Camilla Lackberg) di voler trasformare una bella storia di fantasia in un messaggio sociale.

In questo caso Chi nulla rischia, è frutto di una brillante intuizione di Archer che, dopo aver scritto i sette volumi della saga familiare dei Clifton (consigliabile a chi si è appassionato nel passato ai Buddenbrok di Thomas Mann e alla Saga dei Forsythe di John Galswarthy) ha pensato di scrivere quello che nella saga era solo la serie di successo inventata dal protagonista, scrittore di professione.

Così Archer ha fatto sì che le "Indagini del detective William Warwich" non fossero solo una invenzione funzionale ad un romanzo che trattava di altro, ma vedessero realmente la luce.

Qualcuno potrebbe definirlo un "legal thriller", perchè molto è ambientato nei tribunali, spesso in punta di legge, il che tradisce la base professionale di Archer (laureato a Oxford, parlamentare e sottosegretario nei governi conservatori di Margareth Thatcher, sindaco di Londra), ma la trama poliziesca c'è tutta e si legge bene.

E soprattutto non ci sono messaggi sociali dietro l'angolo, il che ci lascia solo il piacere della lettura di una trama ben costruita con il pronosticabile lieto fine.

domenica 18 novembre 2018

Ma quanto venderanno ?

Ogni settimana frequento due librerire del centro di Bologna e mi faccio anche un rapido giro in una terza.
Mi piace vedere quali novità vengono proposte e, anche, non perdere l'eventuale nuovo romanzo di qualche autore di mio gradimento.
Però ogni settimana vedo nuovi volumi impilati e davanti ad un'offerta che non consente minimamente di tenervi dietro, mi domando quanto potranno vendere.
C'è una inflazione di nuovi prodotti che, poi, se si leggono i riassunti della controcopertina, sembrano cloni gli unni degli altri.
C'è un filone che ottiene una vendita di rilievo, ed ecco decine di imitatori, improvvisamente pubblicati.
A volte si azzeccano titoli validi, spesso, però, il gusto personale non corrisponde a vendite tali che consentano all'editore di continuare a pubblicare quell'autore.
Con i sistemi di stampa moderni, credo che i costi siano molto ridotti e che sia possibile, all'occorrenza, ristampare copie.
Immagino quindi che ben poche siano le copie di un libro stampate e diffuse nelle librerie (probabilmente non tutte, forse in base anche all'agenzia di distribuzione).
In ogni caso, finchè dura, è bello entrare in libreria e, sfogliare i libri freschi di stampa.

domenica 23 novembre 2014

Nero Wolfe di Rex Stout

Come ho già avuto modo di scrivere, con l'estate passata ho completato le collane della vecchia Libra Editrice (1966-1982) dedicando loro una intera colonna della libreria.
Il mio prossimo obiettivo è completare la raccolta dei gialli di Rex Stout, ovviamente Nero Wolfe, il mio preferito.
In questo caso non mi interessa, avere i testi di una particolare edizione, ma il romanzo.
Nero Wolfe continua ad essere pubblicato, non solo, purtroppo, da Mondadori.
Tra raccolte e furbizie editoriali, però, talvolta vengono cambiati i titoli della vecchia e nota edizione italiana, quasi a cercare di rappresentare quei volumi come "nuovi" (a pensare male ...).
Come quello di cui alla immagine, il primo uscito della serie nel 1936, che oggi si può trovare nella nuova edizione con il titolo originale in inglese FER-DE-LANCE.
Così mi trovo costretto a girare con la lista dei titoli mancanti in italiano affiancati dal loro titolo originale inglese, sperando che non venga in mente a qualche furbetto di rimuovere anche quel riferimento dalle prossime pubblicazioni.
Ieri, il nostro Pietro A. R. mi ha fatto un bellissimo regalo: un "pieno" di gialli Mondadori d'annata di Rex Stout.
La metà, a me mancanti.
Una bella accelerata verso il completamento anche di questo sfizio ... senile :-) .

P.S. - Ho letto l'altro giorno un trafiletto che parla di una imminente ristampa dei romanzi di Zane Grey ...

domenica 24 agosto 2014

L'Italia dalle piccole, grandi risorse

Da quanto ho accelerato le ricerche per completare le collane della Libra con i volumi a me mancanti, ho scoperto, con piacevole sorpresa, un mondo a me sconosciuto.
Nei mercatini di paese, in piccole botteghe piene di libri, con un sistema ruspante - che sa tanto di vecchio samizdat - di pubblicizzare i propri prodotti, ma anche utilizzando le più moderne tecnologie e sistemi di vendita (da Amazon ad E-bay) libri che sembravano scomparsi (e lo erano, in attesa di ristampe !) dai circuiti più noti, tornavano a guardarmi con le loro ammiccanti copertine antiche.
Non sono un esperto di editoria, ma ho notato che in libreria (parliamo di Mondadori, di Mel/Ibs, in un certo senso anche di Nanni che però ha conservato la tradizione dei libri più vecchi ed usati in ottimo stato) i titoli sono decine, centinaia, con un alto tasso di rotazione.
Dopo un anno, dall'edizione rilegata e cartonata, si passa a quella economica, poi a quella supereconomica (purtroppo con caratteri sempre più minuscoli che, alla nostra età, cominciano ad infastididre anche chi, come me, non ha ancora l'obbligo delle lenti).
Si è persa la tradizione del libro datato, di quelle edizioni ingiallite dal tempo e dalla polvere.
Invece no.
C'è ancora, bisogna però cercare con cura.
Si possono acquistare volumi che si ricordava di aver visto e/o letto da bambini o adolescenti e che, però, non sono (più) in nostro possesso.
E si comprano e con una soddisfazione immensa vengono letti e poi sistemati in un posto d'onore nella libreria di casa ormai debordante in tutte le stanze.
Così si trovano i volumi mancanti di una collana di fantascienza o romanzi di un autore che, per le sue idee, continua a subire l'ostracismo dei sacerdoti della cultura massiva e conformista o un saggio che, ormai, contiene idee troppo "politicamente scorrette" e che nessun editore ha più il coraggio di stampare.
Questa è l'Italia delle piccole, grandi risorse, che riesce a mantenere viva una tradizione nell'epoca in cui tutto viene bruciato in una vampata destinata a spegnersi altrettanto velocemente di come si è accesa.
Questa Italia della memoria e della tradizione è l'Italia che può ancora aprirci alla speranza di un futuro che la ragione nega possa essere roseo come vorremmo.

domenica 26 gennaio 2014

Tributo al Collezionista sconosciuto

Tutti noi abbiamo le nostre passioni che talvolta si trasformano nella innocua mania del collezionismo.
Se qualche libro, qualche autore, mi piace, cerco di trovare, leggere e conservare tutti i suoi romanzi.
E' capitato con la serie di Publio Aurelio Stazio, patrizio romano e investigatore al tempo dell'Imperatore Claudio, raccontato dalla nostra (perchè bolognese) Danila Comastri Montanari (peccato che abbia cambiato casa editrice - dalla Hobby & Work alla Mondadori - e che i volumi siano di diversa fattura estetica) , come con i casi dell'Ispettore di Scotland Yard Lynley di Elisabeth George e tanti altri (Candace Robb, Ellis Peters, Kathy Reichs, Peter Tremayne, Paul Doherty  ..).
Ma la "caccia" che più mi impegna e che non so se si potrà mai concludere è quella ai vecchi romanzi della Libra Editrice, casa editrice bolognese specializzata in fantascienza diretta dal bolognesissimo Ugo Malaguti, purtroppo fallita nel 1981, dopo aver pubblicato, dal 1966 aal 1981, 42 volumi della rivista libro Nova Sf* e, soprattutto, 72 "Classici" (nomen omen), 73 "Slan" (inediti) e 36 "Saturno" (avventura spaziale).
Arrivato a conoscere Malaguti tardi, ho sì tutti i volumi delle case editrici che ha diretto successivamente, ma pochi volumi della Libra.
Ogni tanto, nelle bancarelle, nelle manifestazioni di fantascienza, nelle librerie specializzate in vecchi volumi, trovo qualche pezzo che mi manca, ma fino alla settimana scorsa nella mia libreria c'erano parecchi vuoti.
Improvvisamente, in una libreria, ho visto dalla vetrina una quantità industriale di volumi che mi sembrava di riconoscere.
Sono entrato e mi sono trovato davanti ad un autentico tesoretto.
Ho cominciato a coprire i vuoti.
Venerdì mi hanno detto che ogni volta che io svuoto gli scaffali, loro li rimpinguano perchè avevano quattro casse di quei volumi.
Io ci spero e spero che vi sia più di una collezione, perchè ho constatato che c'è qualcun altro che compra gli stessi volumi.
Venerdì, però, mi sono quasi commosso.
Ho trovato due volumi ancora incellofanati in originale !
Sapevo, per averlo letto, che alcuni collezionisti comprano due volumi dello stesso libro ogni volta: uno per leggerlo e l'altro per conservarlo.
Avevo in passato conosciuto anche una persona che mi aveva fatto vedere casse piene di volumi incellofanati: li comprava e li conservava per quando fosse andato in pensione (spero abbia coronato la sua aspirazione).
Io non sono così, anche perchè se lo fossi dovrei comprare un altro appartamento solo per i doppioni.
Non so cosa abbia provocato la messa in commercio di quei volumi, posso immaginare due cause: necessità o sgombero da parte di eredi "fedifraghi" che non hanno capito nè apprezzato l'eredità ricevuta.
Avevo anche letto che la sfortuna di un collezionista faceva la fortuna di un altro.
Comunque sia il Collezionista misterioso mi consente di coprire molte lacune della mia raccolta e Gli garantisco che i suoi volumi, ora che sono miei, saranno trattati con ogni cura e con un posto speciale nella mia biblioteca.
E con questo post gli tributo un sincero ringraziamento.