domenica 23 gennaio 2022

110%

Dopo due anni, sento ancora dubbi e perplesità, trasmissioni radiofonico di "approfondimento" che non risolvono nulla, perchè c'è sempre da attendere una circolare, un provvedimento, un chiarimento.

L'idea di incentivare l'ammodernamento degli edifici può essere una buona idea, se non avesse due limiti enormi.

Il primo è l'esagerazione della detrazione: 110%.

Significherebbe (teoricamente) che se io pago cento, lo stato (cioè io più tutti gli altri Italiani) ne restituisce 110.

Meglio di un investimento obbligazionario pre inflazione.

Peggio ancora l'aspetto concreto.

Se mi viene restituito tutto, con interessi, non ho alcun motivo per seguire i lavori, perchè siano effettuati a regola d'arte, perchè la ditta sia di sicura esperienza e utilizzi materiale di qualità.

E visto che non pago nulla, chiudo un occhio, anzi entrambi, se la ditta lucra, gonfiando il costo.

Meglio una detrazione decennale di una percentuale del costo, che coinvolgerebbe la responsabilità e l'oculatezza della operazione.

Meglio ancora evitare questi incentivi di stato e piuttosto ridurre sensibilmente le tasse, così che, con quello che si recupera, ognuno paghi quello che ritiene opportuno (servizi o beni) per il proprio benessere.

Ma la seconda (e ben più grave) falla del sistema è data dal coacervo di norme, regolamenti e interpretazioni che rischiano di farci trovare fra qualche anno una ingiunzione dell'Agenzia delle Entrate a pagare quello che doveva essere una detrazione, perchè alcuni paramentri non sono stati rispettati.

Naturalmente i regolamenti attuativi sono così complessi che è facilissimo mancare un parametro e vanificare tutto.

Sarà per questo che non vedo ancora tutte le impalcature che mi aspettavo ?

 

martedì 18 gennaio 2022

Disastro Bologna

Ieri sera, seconda partita del 2022 e seconda, brutta sconfitta.

Non inganni il risultato (appena 2-0 per il Napoli) è la squadra che non c'è.

Ambedue le partite trasmesse solo su Dazn e quindi ascoltate per radio.

Contro il derelitto Cagliari i due cronisti hanno continuato per cinque minuti a sghignazzare sulla "clamorosa papera" di Skorupski che ha regalato la vittoria agli isolani.

Contro il Napoli il cronista, dalla parlata probabilmente bolognese, non ha infierito sui giocatori, ma ha ripetutamente denunciato una difesa inesistente, a farfalle, una squadra molle e priva di nerbo in attacco.

Quello che non capisco è come sia possibile che, cambiati negli anni tutti i fattori (presidenza, dirigenza, allenatori, giocatori) il risultato resti sempre lo stesso: la più assoluta mediocrità.

Forse è ora di cambiare i tifosi ?

domenica 16 gennaio 2022

Un romanzo riscopre una pagina di Storia Nazionale

Per caso ho scoperto l'esistenza di Giorgio Ballario, un giornalista de La Stampa, che ha pubblicato svariati racconti e romanzi (prevalentemente giallo-polizieschi) cinque dei quali ambientati nell'Africa Orientale Italiana degli anni trenta.

Devo dire che sono sempre molto restio a leggere romanzi ambientati in quell'epoca perchè gli autori non mancano quasi mai di fare la loro marchetta, piccola o grande, al politicamente corretto.

In questo caso il primo romanzo mi è stato regalato ed ho poturo constatare che il contorno è proposto senza paraocchi, nè pregiudizi ideologici.

Ho quindi ancor di più apprezzato la trama poliziesca che, pur essendo molto classica e costruita secondo tutti i canoni del romanzo giallo, è godibile e piacevole.

Ho faticato un po' a trovare tutti i volumi della serie di indagine perchè i romanzi sono editi da una piccola casa editrice, marginale nel mercato editoriale, oggi più che mai soggetto a forti difficoltà stante anche i recenti aumenti della carta, ma alla fine sono riuscito a completare la serie e, adesso, a terminare anche la quinta indagine del Maggiore Morosini.

Sperando che l'Autore decida di continuare nella serie, magari facendone un appuntamento annuale come già fanno tanti altri autori di gialli e polizieschi.

domenica 2 gennaio 2022

Ci vuole un fisico bestiale

In questi giorni di inversione termica, dalla montagna si vedono le vallate coperte da un cuscino di morbide nuvole (dove "morbide" è licenza letteraria, non avendo intenzione di provarne la esatta consistenza).

Temperature gradevoli, con dodici - quindici gradi, sole di giorno e minime intorno allo zero di notte, quando, con il cielo stellato, si disperde il calore.

Guardo abitualmente le notizie meteo da un sito internet e ricevo gli aggiornamenti da un canale Telegram consigliatomi dall'esperto (Massimo P.).

E vedo che a Bologna la massima arriva a fatica a cinque gradi.

Qualcuno, anni fa, cantò che "ci vuole un fisico bestiale" e, non a caso, era un bolognese, perchè per vivere a Bologna ci vuole proprio un fisico bestiale, in inverno come in estate.


domenica 26 dicembre 2021

Tortellini o lasagne ?

Arrivati a Natale, il dilemma è sempre quello: tortellini o lasagne ?

Posto che sono ambedue "comperi", come si dice a Bologna, a Natale, per me, tortellini che, ormai, sono abbonati a Natale ed a Pasqua, cioè le ricorrenze generali.

Le lasagne sono comunque piatto della festa, ma magari preferisco sceglierle da un menù al ristorante.

In ogni caso, tortellini o lasagne è sempre un piacere regalarsi i piatti della nostra Tradizione.

domenica 19 dicembre 2021

Ma che Mihailovic si sia rammollito ?

Ieri, ennesima delusione del Bologna.

Dopo le vittorie con Roma e Spezia ci eravamo illusi, ma forse il vero Bologna è quello delle sconfitte con Empoli e Venezia, confermate dal triplete di sconfitte (due in casa) contro Fiorentina, Torino e Juventus.

Ieri la partita l'ho solo ascoltata, ma poichè c'era la Juventus, la radio ha trasmesso la radiocronaca dell'intera partita, senza interruzioni (salvo la pubblicità ogni tanto).

Un Bologna sterile e senza fantasia.

Immagino i soliti schemi, nessun agonismo come invece avevo visto, contro di noi, da Fiorentina e Torino.

Così siamo riusciti a far bere un brodino caldo persino alla derelitta Juventus di quest'anno.

Il radiocronista ha anche ricordato che il Bologna non batte la Juventus, al Dallara, dal 1998.

Nel 1998 avevo poco più di quaranta anni ed ho fatto in tempo ad andare in pensione senza uno straccio di vittoria del Bologna in casa contro la Juve.

Del resto, quando vincemmo l'ultimo scudetto, non avevo ancora compiuto otto anni ...

Ho ascoltato anche Mihailovic nel dopo gara e mi sono domandato dove sia finita la furia che, dopo una sconfitta, sfasciava lo spogliatoio, incutendo timore nei giocatori e spronandoli a dare il massimo.

Forse anche Mihailovic ha la pancia troppo piena ed ha fatto il suo tempo ...


domenica 5 dicembre 2021

Quando il male porta il bene

Per quanto possa essere contrariato dal non poter più guardare tutte le partite del Bologna, devo dire che la perdita di due terzi delle partite del Campionato ha fatto bene a Sky.

Intanto hanno assunto una decisione, salvaguardando i clienti, riducendo in proporzione l'abbonamento al calcio, quindi si paga esattamente quello che si vede, non come la rai di stato che non riduce il canone in proporzione alle repliche (spesso il peggio del passato, pur avendo in archivio sceneggiati di grande qualità) che trasmette in estate.

Poi hanno aperto, senza ulteriori costi due nuovi canali, con una lunga lista di nuovi telefilm e anche il livello dei film si è decisamente elevato.

Ovviamente per i miei gusti.

Infine stanno trasmettendo nuovamente sceneggiati di pregio come "I pilastri della Terra" e "Mondo senza fine" tratti dagli omonimi romanzi di Ken Follet (e mi auguro che con la stessa maestria realizzino anche gli sceneggiati tratti dai due successivi romanzi "La colonna di fuoco" ambientata nel XVI secolo, cioè duecento anni dopo "Mondo senza fine" che era ambientato duecento anni dopo "I pilastri della Terra" e "Fu sera e fu mattina" ambientato invece duecento anni prima de "I Pilastri della Terra").

Il tutto disponibile anche nella videoteca on demand.

Ecco che il proverbio popolare, "non tutto il male vien per nuocere", trova un'altra conferma.

Certo che se Sky potesse riprendersi anche le altre partite di Campionato ...

domenica 28 novembre 2021

Non ci sono più gli Agnelli di una volta

Dopo quindici anni la Juventus torna a vedere gli spettri della crisi.

Se quindici anni fa fu crisi esclusivamente societaria, derivante da un (per me molto equivoco) "scandalo" per le pressioni che si dice fossero state operate dai suoi dirigenti, questa volta sembra che si unisca la crisi societaria a quella economica e a quella di risultati.

L'anno scorso abbiamo irriso il povero Pirlo alla sua prima avventura sulla panchina più prestigiosa della serie A, ma il ritorno di Allegri è coinciso con un tonfo ancora più pesante, segno evidente che il ciclo Juventus è terminato e che la squadra dovrà essere ricostruita.

Un problema se consideriamo che la dirigenza sembra impantanata in una vicenda di plusvalenze che, probabilmente, se si andassero a guardare bene i conti, ogni società manovra in base alle proprie convenienze.

Forse la scelta, poi frettolosamente abbandonata, di una super lega europea con spagnoli e inglesi non era poi così peregrina.

Ma la dirigenza juventina non ha neppure avuto il coraggio di insistere su una scelta innovativa.

Non ci sono più gli Agnelli di una volta.

domenica 21 novembre 2021

Ucronia: what if ?

Se Wilbur Smith fu un grande romanziere d'avventura, molti altri, ad esempio Robert Crowley, ma anche il più famoso Philip Dick e per l'Italia citerei Mario Farneti, si sono cimentati in un esercizio di pura fantasia che, però, sarebbe troppo frettoloso ascrivere alla letteratura di Fantascienza che è più una letteratura di anticipazione che di speculazione.

L'esercizio di fantasia consiste nell'immaginare come si sarebbe sviluppata la Storia SE un determinato fatto non fosse accaduto o avesse avuto un esito differente da quello che effettivamente ha avuto.

La domanda è "what if", cosa sarebber accaduto se ...

Se Giulio Cesare non fosse stato assassinato.

Se Lenin fosse stato fermato e ucciso sul treno che lo portava a Mosca.

Se Mussolini non fosse entrato in guerra assieme ai tedeschi.

Se Kennedy non fosse stato ucciso.

Si chiama letteratura ucronica.

E' un esercizio meramente intellettuale, speculativo, che mi è venuto in mente perchè sto leggendo una Storia della Repubblica del Leone, di Alvise Zorzi.

Abitualmente i saggi li leggo poche pagine alla volta, alternandoli ai più immediati romanzi di fantascienza e polizieschi (e western quando ancora se ne trovano), ma questa Storia della Serenissima è scritta veramente bene, come un avvincente romanzo.

Sono arrivato alla Lega di Cambrai, dove, chiamati dai litigiosi principi italiani (dal papa ai Medici agli Aragonesi  agli Sforza) francesi, spagnoli e tedeschi (Asburgo) cominciano a mettere gli occhi sull'Italia e per poterci asservire devono prima sbarazzarsi di Venezia.

Sulla carta si spartiscono i territori, in Italia e fuori, che appartengono a Venezia, in pratica vendono la pelle dell'orso prima di aver abbattuto l'orso stesso.

Infatti Venezia non solo resiste ma amplia i suoi domini in Italia e inizia un lungo periodo di gloria e splendore.

La Lega di Cambrai è del 1509, Venezia sarà sottomessa solo nel 1797 da Napoleone che poi la cedette agli Asburgo, per tornare all'Italia nel 1866.

L'Unità d'Italia, peraltro senza i possedimenti in Dalmazia, si realizzò solo nel 1920 con Fiume e l'Istria.

What if, cosa sarebbe accaduto se i litigiosi principi italiani avessero anteposto l'Unità d'Italia al proprio "particulare" ?

L'Italia sarebbe diventata uno stato nazionale nello stesso periodo in cui lo divennero i grandi stati continentali, con la ciliegina sulla torta della potenza marittima di Venezia e di tutti i possedimenti in Dalmazia e in Asia.

La Storia avrebbe preso un ben differente indirizzo, probabilmente più gradevole per noi Italiani.

domenica 14 novembre 2021

Wilbur Smith

Una delle prime notizie che ho ascoltato questa mattina dopo aver acceso la radio, è stata la morte di Wilbur Smith, il grande romanziere Rodhesiano che, da Il Destino del Leone in poi, per almeno quaranta anni ha scritto romanzi di pura avventura, senza ... avventurarsi in tesi sociologiche e senza pretesa alcuna di "lanciare messaggi".

Divertimento puro.

Ed è stato meritatamente premiato, al punto che, negli ultimi anni, i suoi romanzi hanno acquistato una periodicità semestrale grazie al fatto che, presumibilmente, Wilbur Smith ci metteva solo qualche idea e la firma, ma il lavoro pesante lo facevano scrittori il cui nome appariva come coautore (David Churchill, Tom Harper e altri).

Da un paio di settimane in libreria è uscito un nuovo romanzo che è nella mia lista degli acquisti e non mi stupirei se nei prossimi mesi uscissero altri romanzi postumi, magari con la scusa di una elaborazione di appunti ritrovati o manoscritti mai revisionati, un po' come è accaduto con altri autori, ultimo dei quali Michael Chricton.

Non mi meraviglierei e non mi dispiacerebbe, perchè anche se gli ultimi romanzi non brillano per originalità, è sempre piacevole (e riposante) trascorrere qualche ora in compagnia di personaggi disegnati con nitidezza e dei quali sono evidente le virtù e i difetti, senza zone d'ombra.

Sono ventate di vita, contrapposta alla muffa che spesso traspare da scritti problematici, dubbiosi, con tante zone sfumate.

Con Wilbur Smith, almeno, sappiamo che se uno subisce un torto dopo qualche centinaio di pagine, quel torto sarà vendicato, come è giusto che sia e come sarebbe bello vedere anche nella vita reale.

Sicuramente i romanzi iniziali, dal già citato Il Destino del Leone, Come il mare, Sulla rotta degli squali, Un'aquila nel cielo, Una Vena d'odio, Cacciatori di diamanti e le serie sui Courtney e sui Ballantines, sono i migliori della produzione, ma anche gli ultimi, in collaborazione, riescono ancora a ricreare quel clima di avventura, facendomi ritrovare lo stesso piacere che, da ragazzo, provavo leggendo le immortali vicende di Yanez e Sandokan nei romanzi del nostro Emilio Salgari.

Quindi un pensiero riconoscente a Wilbur Smith che mi ha permesso di trascorre tante ore fluttuando in un mondo di fantasia e dai contorni piacevolmente netti.