domenica 15 settembre 2019

Olimpiadi ? Oggi è pura follia

Due sindaci a fine corsa propongono Bologna e Firenze per i giochi olimpici del 2032.
Si fa presto a proporsi per qualcosa che avverrà fra 13 anni e che, prima di ritrovarsi a fare i conti con tutti gli oneri relativi, deve passare attraverso selezioni e votazioni con altre città, di tutto il mondo, forse più concretamente desiderose di gestire i giochi, oltre ad essere un problema da scaricare fra un paio di anni ad un nuovo sindaco.
L'uscita di Nardella e di Merola mi sembra molto uno specchietto per le allodole, perchè la loro amministrazione sia ricordata non per i fallimenti conseguiti nelle questioni che realmente interessano i cittadini (vivibilità, traffico, percorribilità delle strade, buche, servizi, illuminazione etc.) ma per un fuoco d'artificio propagandistico.
Bologna sarebbe perfettamente in grado di gestire i giochi olimpici.
In Emilia e nelle regioni vicene ci sono tutti gli impianti necessari che avrebbero necessità solo di essere ritoccati.
Il nostro stadio è un piccolo gioiello perchè fu costruito (nel 1925) con criterni moderni e senza lesinare sui materiali, oltre ad essere posizionato in modo tale che il manto erboso fosse gratificato da aria, pioggia e sole.
Insomma abbiamo tutte le carte in regola per i giochi olimpici, tranne una legislazione farraginosa che predilige la burocrazia, i timbri, le autorizzazione, alla religione del fare, tanto da aver istituito una commissione, pomposamente definita "autorità", "contro la corruzione" che è diventata una sorta di blocco automatico per qualunque iniziativa veloce volesse essere assunta dagli amministratori locali e nazionali.
In questa situazione, che è ancora peggiore di quella che portò agli sprechi del mondiale del 1990 (inutili ritocchi allo stadio a Bologna, la costruzione del Delle Alpi a Torino già da anni dismesso) l'estemporanea iniziativa, presumibilmente frutto dell'invidia per il successo dell'accoppiata Cortina-Milano per le olimpiadi invernali, non poggia su basi solide.
Con altri amministratori, altre leggi e meno "autorità" di controllo, forse ...

domenica 8 settembre 2019

La breve estate del 2019

Questo è un commento che dovrebbe fare Massimo P. 😉
Abbiamo tenuto il riscaldamento acceso fino alla fine di maggio (con le ridicole proroghe del sindaco, come se, quando è freddo, fosse il sindaco a dover decidere se accendere o spegnere o, peggio ancora, come se volessimo consumare e spendere tenendo acceso anche quando non importa).
Siamo ai primi di settembre e la temperatura esterna, in questo momento, mentre scrivo, segna 17,3 gradi.
Anche se tornerà il bel tempo (perchè tornerà) possiamo dire (fortunatamente) addio alla calura del 2019, anche perchè il periodo di copertura solare si riduce ogni giorno di due-tre minuti.
L'estate del 2019, in pratica, si è ridotta a tre mesi, con almeno tre "rinfrescate" che l'hanno resa meno pesante, al di là delle statistiche che, chissà come, ogni anno dicono che è stato "l'anno più caldo".
Ma i giornali qualcosa devono pur scrivere ...

domenica 1 settembre 2019

Massificazione

Ho scoperto che un altro negozio storico ha chiuso i battenti:Priori, dove si potevano trovare tanti prodotti utili per il nostro impianto elettrico e piccoli e medi elettrodomestici, con commessi che non si limitavano a digitare lo scontrino, ma conoscevano anche la materia, fornendo spiegazioni e consigli.
Anche Donati, in via D'Azeglio, ha chiuso e se non so chi sostituirà in via Castiglione Priori, al posto di Donati andrà Starbuck, la rivendita massiva di caffè americano.
Purtroppo avrà successo (nulla ha più successo di un prodotto massificante e venduto a quattro soldi) ma non credo riuscirà mai a scalzare il Gran Bar, tradizionale, da decenni situato pochi metri prima.
E mentre l'Asteroide, che metterà a posto tutto, si fa attendere anche troppo, sotto i nostri occhi impotenti vediamo la trasformazione di Bologna, in una anonima città, uguale a tutte le altre, nel trionfo della massificazione che vorrebbe ridurci tutti ad un gregge di sudditi belanti e plaudenti.


P.S.: ci sarebbe anche da citare il vecchio Monte di Pietà di via Indipendenza in corso di trasformazione in supermercato, sempre sulla stessa lunghezza d'onda di Starbuck.

domenica 25 agosto 2019

Il decoro perduto

La settimana scorsa è accaduto un fatto raro: sono saliti sulla navetta che mi porta verso casa due controllori Tper.
La navetta, neanche dirlo, era praticamente vuota (la settimana successiva Ferragosto ... mi piacerebbe vederli nel pieno dei periodi lavorativi !) ma non è questo il punto.
Io mi ricordo l'austero abbigliamento dei controllori, degli autisti e anche, finchè non furono sostituiti dalle macchine automatiche, dei bigliettai di una volta.
Divisa d'ordinanza senza orpelli o interpretazioni personali, berretto con visiera, cravatta, insomma rappresentavano, giustamente, l'Autorità, alla quale dovevamo rispetto, oltre a mostrare il biglieto regolarmente "obliterato" che dimostrava il nostro diritto ad usufruire del servizio.
Quei due saliti la settimana scorsa, se non avessero avuto il gilet (peraltro slacciato) con la scritta TPER, potevano essere tranquillamente scambiati per due vagabondi.
Capelli lunghi, barba incolta, uno con le braghine poco sotto il ginocchio e senza calzettoni.
La negazione visiva di qualsivoglia autorevolezza.
E' il senso del decoro che si è perduto nell'orgia di massificante egualitarismo che si è riversata nel mondo dopo il 1968.
Una scarsità di decoro che vedo anche nel mio ambito lavorativo, dove siamo sempre meno, presumo in via di estinzione, ad avere cura di noi stessi, anche nel nostro aspetto esteriore (e non si dica che è caldo, esiste il condizionatore per consentirci di lavorare in un ambiente ugualmente confortevole anche in agosto).
Se uno non ha rispetto di se stesso, difficilmente può avere rispetto del prossimo.
E il prossimo lo capisce e, anche solo per reazione, non avrà rispetto di lui.

domenica 18 agosto 2019

Sciattoneria al supermercato

Avendo la fortuna di lavorare in centro, riesco a comprare pane, carne, frutta, salumi e formaggi nelle notre botteghe tradizionali, di qualità e nella misura necessaria a non riempire la dispensa salvo poi essere costretto a buttarne via una parte.
Per quanto invece di più lunga conservazione o di dimensioni maggiori e per usi vari, mi reco, più o meno una volta ogni tre settimane, al supermercato, dove posso parcheggiare l'automobile e caricare il bagagliaio.
Percorrere le corsie di primo mattino al sabato è facile, essendoci poche persone.
E' però irritante constatare che chi mi ha preceduto, spesso si dimostra poco rispettoso del prossimo e quindi anche di se stesso.
Più volte, infatti, trovo i carrelli agganciati uno all'altro, con i residui dell'uso precedente: un paio di guanti trasparenti per prendere la frutta,un sacchettino da alimenti, la lista della spesa, persino, a volte, parte degli involucri dei prodotti (evidentemente c'è chi li apre ancora nel carrello).
Capisco che l'inserviente che raccoglie i carrelli nel parcheggio, non provveda a togliere tutti quei residui perchè, probabilmente, non è nel suo mansionario, non perdono invece il cliente che, dimostrando una sua intrinseca sciattoneria, non provvede ad usare i cestini dei rifiuti e lascia la sua spazzatura (perchè tale è) nel carrello.
E sono convinto che molti di quelli partecipano a tutte le sarabande ecoambientaliste ...

domenica 11 agosto 2019

Domeniche di agosto

Dopo tre settimane di vacanze sono tornato da lunedì scorso in ufficio (un piacere del ritorno ormai sconosciuto a chi è andato anzitempo in pensione ... 😈).
Devo dire che sono stato molto incerto se andare in montagna per il fine settimana o restare in città come sempre in questo periodo.
Ancora una volta ho preferito il caldo cittadino, mitigato dal condizionatore in casa, al fresco del carnaio montanaro di questi giorni.
Sì, perchè già dall'inizio di luglio, al sabato e alla domenica, anche i perduti e sconosciuti paesini di montagna pullulano di automobili e di persone.
Ferragosto, poi, rappresenta l'apice di tutto il movimento, con la seccante "ciliegina" del menu fisso nei ristoranti e persino nelle trattorie "casalinghe" e nei rifugi.
Il menu fisso è una enorme fregatura, per tutti.
Viene elaborato in base al "gusto medio", con una spruzzatina di tutto un po', che lascia comunque insoddisfatti.
Poco condito e ancor meno salato per andare incontro a tutta l'ipocondria salutista dei nostri giorni, è il contrario di quello che dovrebbe rappresentare il piacere della tavola, con piatti pieni di gusto e liberamente scelti tra quelli che l'interessato preferisce.
Così, per due fine settimana, preferisco godermi la Bologna vuota (mica tanto, in centro bazzicano torme di turisti) e prepararmi il pranzo fai da me, oggi con tanto peperoncino, pomodoro e pancetta affumicata di Praga, per un'ottima e saporita personale rielaborazione dell'amatriciana.

domenica 4 agosto 2019

L'interruttore

Tornato dalle vacanze, ho approffittato del frigorifero desolatamente vuoto per procedere alla sbrinatura e pulizia annuale del congelatore.
Alla sera ho ascoltato il bollettino sullo scioglimento dei ghiacci artici.
Che abbia girato per sbaglio anche l'interruttore per lo sbrinamento della Groenlandia ?

domenica 28 luglio 2019

Whatsapp

Venendo sollecitato da più parti, anche da alcuni del nostro piccolo microcosmo, di scaricare sul cellulare "almeno" whatsapp, ho approfittato di questi giorni di vacanza per leggere qualcosa sul prodotto.
Ho anche provato i primi passi per scaricarlo e, alla fine, ho deciso, ancora una volta, di non farlo entrare nella mia vita.
Sono venuto infatti a sapere che, una volta completata l'intallazione dell'applicazione, tutti quelli che sul loro cellulare hanno il mio numero di telefono avrebbero saputo che ero raggiungibile con tale sistema.
Non solo, ma ad un certo punto dell'intallazione mi si chiede di prestare il consenso, da parte dell'applicazione, ad entrare nella rubrica ed a individuare la località in cui mi trovo.
Lì mi sono fermato, ho negato il consenso e rinunciato a proseguire con l'intallazione.
Il metodo della perenne connessione non mi piace.
Il telefono serve per comunicare le questioni essenziali, non le cavolate, tipo la fotografia del piatto di tortellini che fra poco andrò a mangiare in una trattoria dell'appennino modenese.
Moltiplicando il piatto di tortellini per il numero di "contatti" (anche se spero non tutti così vacui") non ci sarebbe pace e sarei continuamente obbligato a rispondere, visto che io sono rimasto alla buona educazione di rispondere a chi mi chiama.
Ho, invece, scaricato le applicazioni per le due caselle di posta elettronica che ho in dotazione (una storica che conservo perché collegata a vari servizi e l'altra piu recente e pratica).
La e mail mi sembra qualcosa di più riservato, mirato, che richiede un uso più discreto e individualizzato.
Come l'sms.
Credo non sia male ripensare alla frenesia social e rivalutare i momenti di gratificante solitudine e riflessione, che aiutano anche a rallentare un ritmo altrimenti frenetico, alimentato anche dall'ossessione dell'esserci".
Molto meglio "essere" che "esserci".

sabato 20 luglio 2019

Il mio "allunaggio"

Cinquant'anni sono tanti, mezzo secolo, tante vite vissute e tanti eventi, belli e tragici da ricordare.
Cinquanta anni fa il Lem si fermava, più o meno dolcemente, sul suolo lunare e dopo sei ore il primo uomo calpestò la superficie del nostro satellite, rendendo possibile quel che fino ad allora era solo stato opera della fantasia.
Come tutti gli anni ero invacanza in montagna con i miei genitori, anche  se quel 1969 cambiammo località proprio per poter guardare la conquista della Luna.
Di quella nottata ricordo poco, le chiacchiere torrenziali di Tito Stagno e Ruggero Orlando, sconosciuti film di fantascienza trasmessi ad hoc, il fumo della sala, mio padre che mi sveglia (mi ero addormentato su una poltrona) per dirmi che stavano scendendo dal Lem.
Era l'alba del 21 luglio in Italia, sognavamo fosse l'alba della conquista dello spazio.
Invece ci siamo dovuti accontentare delle finzioni letterarie e cinematografiche, la Luna è rimasta nel suo splendido isolamento,niente "base lunare alfa", niente esplorazione "là dove nessun uomo è mai giunto prima".
Colpa nostra, risucchiati dalle tante paturnie "sociali" e dalle teorie complottiste che volevano farci credere che l'Uomo non avesse mai messo piede sulla Luna.
Vedo, però, con piacere, dalle tante iniziative assunte per celebrare questi cinquant'anni, che una fiammella dello spirito di Ulisse è rimasta in questa umanità distratta da finti profeti della bontà e dalle innovazioni tecnologiche che ci rendono sempre più soli.
Quella fiamma deve essere coltivata e potrà diventare un incendio incontenibile se si avrà il coraggio di tornare ad alzare la testa e partire verso lo spazio, con tutti i rischi del caso, ma regalandoci un nuovo Sogno per cui valga la pena di rischiare .
Si torni sulla Luna e si provi a mandare spedizioni oltre la Luna.
Si costruisca una base permanente sulla Luna, saranno soldi spesi bene comunque.
Il nostro destino non può che essere quello di superare le Colonne d'Ercole, sulla terra, sul mare e nello spazio.
 
 
 
 

domenica 14 luglio 2019

La "reconquista" della Luna

Fra una settimana celebreremo il cinquantesimo anniversario della "conquista" della Luna.
Una conquista di genere particolare, perché l'Uomo sbarcò sulla Luna, tornò a casa e continuò a guardarla dalla Terra.
Ben altre speranze, sogni, immaginazioni, mossero quelle tremule immagini in bianco e nero che ci inantarono, noi tredicenni, all'alba del 21 luglio 1969.
Il coraggio di provarci, lasciò il posto a gretti calcoli da ragionieri e a miopi visioni circoscritte al massimo al giorno dopo.
Ci sarebbe voluto lo stesso spirito dei Cortes, dei Cecil Rhodes, della Mayflower, di Ulisse e invece prevalse quello dei  don Abbondio.
Oggi, però, si assiste ad un rinnovato interesse, nuovi progetti, nuove scadenze (si parla del 2024) per tornare sulla Luna e restarci, magari con quella "base Alfa" che sa tanto di Spazio 1999, ma che, unica, potrà condurci "là dove nessun Uomo è mai giunto prima".