domenica 4 febbraio 2018

E venne il giorno della neve

Sembra il titolo di un romanzo o di un film di impronta catastrofica: non è così.
Anche se ci sono stati film che hanno immaginato nevicate imponenti da coprire tutto il globo e le gelate successive (ad esempio ricordo e consiglio, per un paio d'ore di brividi spensierati e senza pretese "The day after tomorrow").
Niente di tutto ciò.
Però, dopo le abbondanti nevicate in montagna che hanno fatto di quella 2017-2018 una ottima stagione per il turismo invernale e una raccolta imponente di acqua (oggi sul Carlino una fotografia della diga di Ridracoli che tracimava, tanta acqua si era accumulata), anche Bologna ha avuto la sua spolveratina.
Niente da paragonare anche a nevicate del recente passato (penso al 2009 o al 2012) ma abbastanza da dare al paesaggio quel sapore a mezzo tra la nostalgia e la tranquillità di cui abbiamo tanto bisogno nell'epoca in cui, per colpa degli strumenti diabolici di internet, siamo tempestati di richieste, consigli, inviti e che trasformano anche il lavoro in una specie di catena di montaggio con ritmi che non consentono una seria riflessione.
La neve cancella tutta la frenesia del mondo.
Forse anche perchè si è costretti ad uscire a piedi ed a camminare lentamente se non si vuole finire a gambe all'aria e, allora, tutto si rallenta, tutto diventa migliore.

domenica 28 gennaio 2018

Filosofia napoletana

Nel dopopartita tra Napoli e Bologna, mi limito a constatare che i napoletani hanno fischiato Verdi anche quando è uscito per infortunio dopo soli quattro minuti, perchè ha fatto la stessa scelta che avrebbero voluto facesse Higuain.
Higuain ha cambiato squadra e loro lo fischiano.
Verdi ha rifiutato di farlo e loro lo fischiano.
Ogni ulteriore commento (su rigori non dati per puntigliosa valutazione di involontarietà, al Bologna, ma concessi con manica larga, al Napoli) è superfluo.

domenica 21 gennaio 2018

Futuro RossoBlu

Futuro RossoBlu è l'associazione che fu costituita alcuni anni fa, dopo il disastro derivato dalla presidenza Porcedda, per promuovere l'azionariato popolare.
Da buon bolognese, diedi il mio contributo e sono rimasto iscritto, quindi sono possessore, assieme ad altri cinquemila tifosi circa, di una quota del Bologna 1909 pari a ben lo 0,1%.
Non ero mai andato alle assemblee, ieri, per la prima volta, vi ho partecipato.
Si è svolta nel suggestivo ambiente della sala stampa dello Stadio Dall'Ara e ... beh, niente di che.
Interessanti i dati, i resoconti sul colloquio con Saputo.
Insomma una riunione simpatica ma che lascia il tempo che trova.
Fondamentalmente il calcio moderno si basa sui soldi (e questa è la scoperta dell'acqua calda).
I diritti televisivi fanno la parte del leone, i biglietti venduti (abbonamenti inclusi) rappresentano una percentuale marginale.
I costi per i calciatori e allenatori sono enormi.
Difficile chiudere in pareggio o in attivo un bilancio se non intervengono sponsor e commercializzazione di maglie e gadget vari (il cosiddetto merchandising).
Del resto non si può chiedere ai calciatori di ridursi, drasticamente, gli stipendi, visto che la loro carriera dura pochi anni e dopo, in teoria, non avrebbero altre opportunità per riciclarsi (e non tutti diventano allenatori di grido).
Forse una soluzione potrebbe essere tornare a prima delle legge Veltroni Melandri o, addirittura, a prima della trasformazione in spa delle società.
Insomma, meno controlli, meno burocrazia, anche nel calcio potrebbe dare un aiuto a rendere meno onerosa la gestione di una squadra e tornare "ai bei tempi" in cui anche un Cagliari, un Verona o una Sampdoria potevano vincere lo scudetto.

domenica 14 gennaio 2018

Nero Wolf, l'antefatto

Uno dei commenti più visti di questo blog è il commento sulla proposizione di un nuovo Nero Wolf televisivo con Pannofino e Sermenghi nei panni che furono magistralmente interpretati da Tino Buazzelli e Paolo Ferrari.
Non furono commenti positivi.
Propongo all'attenzione uno scrittore, Hans Tuzzi (pseudonimo) che ha scritto bei romanzi gialli ambientati negli anni settanta/ottanta (il ciclo del commissario Melis) e tre romanzi (ultimo: Al vento dell'oceano) nei quali racconta le indagini e le avventure di un signore balcanico, Neron Vukcic, pinguescente, amante della buona tavola, geniale nella soluzione di misteri e che ambisce a trasferirsi negli Stati Uniti, a New York, in una grande casa dove dedicarsi, senza uscire mai, alla soluzione dei problemi, alle ricette di un rinomato cuoco svizzero e alla coltivazioni delle orchidee.
Buona idea e ottima realizzazione.
In libreria, reparto romanzo gialli, ci sono questi agili romanzi (poco più di 200 pagine) che si leggono bene, scritti benissimo e con una trama che, tagliate quelle introspezioni e quelle paginate di sesso perverso che troviamo in tanti autori scandinavi, riappacificano con il giallo d'autore, quello che rese famoso Nero Wolf, Poirot e Perry Mason.

domenica 7 gennaio 2018

Come sarebbe se ...

... domattina, svegliandoci, ci guardassimo allo specchio e ritrovassimo i noi stessi di cinquanta anni fa e, accendendo la radio, sentissimo l'annunciatore che ci augura "buon 1968" !
E' un tema affrontato da molti romanzi di fantascienza, il trasferimento spazio tempo e mi ha sempre affascinato.
Ci ritroveremmo, con le conoscenze e le esperienze che abbiamo oggi, nel gennaio 1968, in seconda media, con LBJ (London Barney Johnson) presidente degli Stati Uniti (solo a novembre sarebbe stato eletto Richard Nixon) e con un governo Moro (fino alle elezioni di maggio, poi subentrerebbe Rumor) in Italia.
Saragat, l'uomo dei mille telegrammi di condoglianze tutti letti nei telegiornali dell'epoca, era presidente della repubblica e l'Uomo non era ancora sceso sulla Luna.
Nel calcio dominava l'Inter, anche se il nostro Bologna aveva ancora negli occhi lo scudetto di soli quattro anni prima.
Già, quanto sarebbe meglio quel Bologna, con Bulgarelli ormai icona e bandiera della squadra, rispetto al Bologna di oggi che si lascia mettere sotto da un Torino affaticato, fisicamente e psicologicamente, dalla sconfitta in Coppa Italia con la Juventus di soli tre giorni prima e privo dei due suoi migliori giocatori ?
Come siamo potuti cadere così in basso ?

domenica 31 dicembre 2017

Un Felice 2018

Passa un giorno passa l'altro ... ci ritroviamo alla conclusione di un anno ed all'inizio di uno nuovo che potrebbe riservare vari cambiamenti.
In politica, certo (e io ci conto, come potete ben immaginare) ma anche a livello personale.
E' ancora prematuro parlarne, ma l'indirizzo (e non solo per me) è ben delineato.
Poi, il 2018, è anche l'anno in cui si celebrerà la Vittoria nella Grande Guerra, una Vittoria di Popolo, della nostra Gente "una d'arme, di lingua, d'altare, di memorie, di sangue e di cor" e mi auguro che possa restaurare il valore della Identità Nazionale.
Tutto sommato, 2018 suona meglio di 2017.
Buon anno a tutti.

domenica 24 dicembre 2017

Buon Natale

Colleghi, amici e parenti sanno ormai che io non ho facebook, twitter, what's app e tutte quelle interferenti diavolerie cosiddette "social" ma che di sociale mi sembra abbiano ben poco, visto che contribuiscono all'isolamento e ad estraniarsi dal mondo reale per elevare a realtà il virtuale.
Così i miei auguri sono telefonate e sms quando non sono sicuro se il momento scelto possa essere quello giusto anche per il destinatario e gli sms sono lo strumento meno invasivo della modernità.
Mi riprometto di rispolverare in futuro gli antichi biglietti cartacei, rigorosamente scritti a mano (non quelli prestampati) e affrancati (se esisteranno ancora i francobolli liberamente in vendita nelle tabaccherie).
Unica eccezione il blog, strumento che uso dal 2003 e che mi sembra il migliore tra tutti quelli inventati.
Poco invasivo (è chi vuole leggere che lo cerca e non siamo noi a volerci far leggere a forza) e si può sviluppare un ragionamento senza interruzioni e con tutti i caratteri che uno vuole.
Quindi uso ancora una volta il blog per augurare Buon Natale a tutti.

domenica 17 dicembre 2017

Consiglio alla lettura

Forse qualcuno ha ancora un paio di regali da comprare.
Magari un regalo per se stesso.
Suggerisco un bel romanzo, 900 pagine che si leggono velocemente perchè appassionano (io ho impiegato cinque giorni).
La Colonna di Fuoco, di Ken Follet, rappresenta il terzo volume di quella saga della immaginaria contea di Kingsbridge che abbiamo già conosciuto ne I Pilastri della Terra (ambientato nel XII secolo) e in Mondo senza fine (ambientato nel XIV secolo) la cui lettura, però, non è affatto necessaria (ma credo che dopo aver letto La Colonna di Fuoco uno non potrebbe evitare di acquistare anche gli altri due ...).
Qui siamo nel XVI secolo, praticamente lungo tutto il regno di Elisabetta I.
Un affresco con personaggi inventati (i protagonisti della storia) e realmente esistenti.
Squarci di Storia, con vicende romanzate ma assolutamente plausibili per quei tempi e quei luoghi.
Un romanzo che sicuramente piacerà a chi, come me, ha una particolare simpatia verso l'Inghilterra che con Elisabetta I si avviava a diventare una potenza imperiale e che forse un po' dispiacerà (ma solo sotto il profilo ideologico, perchè il romanzo non si discute) a chi è un cattolico praticante perchè Follett, pur nella oggettiva difesa della tolleranza religiose che pervade l'intero romanzo, appare evidentement pendere per le ragioni degli anglicani.
Buona lettura.

domenica 10 dicembre 2017

Il brutto del calcio

Come spesso accade, quando si crea una grande attesa per una partita, la delusione è dietro l'angolo.
Dopo sei anni in cui la Juventus ha dominato il campionato italiano, ecco un anno dove ancora cinque squadre possono dire la loro sullo scudetto quando siamo arrivati quasi a metà campionato.
Ieri Juventus Inter, il cosiddeto derby d'Italia perché sono le due squadre con il maggior numero di tifosi sparsi in Italia e nel mondo.
Per me due squadre fortemente antipatiche (eufemismo) l'Inter per vie dei trascorsi dell'anno dello scudetto, la Juventus in quanto squadra degli Agnelli.
Parlavano di quella partita da giorni, soprattutto dopo la vittoria della Juve a Napoli.
Che delusione !
Una partita veramente noiosa e brutta.
Un solo italiano in campo con la Juve, quattro con l'Inter.
Poi magari ci domandiamo ancora perché non saremo al mondiale di Russia.
Speriamo stasera di divertirci o, almeno, di avere un risultato che ci sia di soddisfazione (stasera, per la cronaca, il Bologna giocherà a Milano contro il Milan: in palio il settimo posto in solitaria, visto che la Fiorentina perderà di sicuro a Napoli)

domenica 3 dicembre 2017

Agghiacciante profezia

Dopo un'attesa lunga oltre due mesi, mi è arrivato un libro che avevo prenotato in libreria a fine agosto.
Si tratta de Il Campo dei Santi, di Jean Raspail, Edizioni Ar, €. 20,00 per poco più di quattrocento pagine di una storia agghiacciante.
Cento navi, colme di immigrati, partono dalle rive del Gange e arrivano in Europa.
Nessuno li ferma e distruggono tutta la nostra Civiltà.
Un libro di oggi, scritto in base all'emotività del momento per l'invasione che stiamo subendo ?
No, un romanzo del 1973, messo subito all'indice dalla intellighenzia di allora che è poi la stessa autoreferenziale di oggi, tanto che è difficile trovarlo e per lo più bisogna ordinarlo in libreria (io l'ho ordinato da Nanni) e attendere un lungo tempo.
Descrive situazioni e posizioni che nel 1973 neanche ci passavano per l'anticamera del cervello, ma che oggi rappresentano la nostra disgraziata quotidianeità.
Ne suggerisco la lettura, comunque la si pensi, impone almeno una riflessione.