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domenica 18 gennaio 2026

Ognuno sia esperto a casa sua

Non sopporto gli "esperti", quelli che ricevono un gettone di presenza (mi infastidisce quando appaiono o parlano in Rai, perchè quel gettone lo pago anch'io) per dirci come e cosa dobbiamo mangiare, dormire, parlare ... pensare.

Per lo più sono banalità, pronte ad essere ribaltate nel giro di pochi minuti.

Come ieri sera, guardando su Sky la partita Cagliari-Juventus quando su un episodio di atterramento nell'area del Cagliari di un giocatore della Juventus, l'arbitro, poi chiamato al var, ha indicato il dischetto del rigore.

I due telecronisti hanno subito sposato la teoria del fallo da rigore, concionando in tal senso per cinque minuti buoni e poi, dopo la revisione var e la revoca della decisione, qualche secondo di imbarazzo e giù a spiegarci perchè il var avesse ragione nel negare il rigore alla Juventus.

Gli occhi per vedere li avevamo tutti noi che stavamo guardando la partita.

Informazione, per me, non è ascoltare l'opinione di un soggetto con il quale non posso interagire, subendo a senso unico le sue teorie, ma consentirmi di conoscere i fatti.

Come nella citata partita, quando Sky ha ripetutamente mandato in onda le riprese dell'azione "incriminata", da più angolazioni, a velocità normale e al rallentatore, dandomi ogni opportunità per formarmi una idea e una mia, esclusivamente mia, convinzione. 

domenica 29 settembre 2024

Troppi "esperti" del nulla

Le trasmissioni radiofoniche sono imbottite dalle autoreferenziali "confessioni" di attori, cantanti, scrittori (o presunti tali), elevati al rango di filosofi, maitre a penser e di "esperti" della rava e della fava che ci dicono, con una sicumera invidiabile, cosa si deve fare e perchè un determinato evento negativo è accaduto.

Sono trasmissioni tutte uguali, cambia solo il conduttore, ma la banalità delle domande e delle risposte è sempre la stessa.

Abbiamo attori e cantanti che ci comunicano quanto sia stato difficile e faticoso realizzare quella canzone, quel libro, quel film e, tutti, lo hanno fatto per noi, per dare una indicazione di vita vissuta (forse) di cui non sentiamo alcun bisogno.

Purtroppo noto che molti comportamenti delle generazioni più giovani, sono improntate ai "drammi esistenziali" che ascoltano per radio e vedono in televisione e poi non sanno come comportarsi se forano una gomma.

La domanda che mi pongo sempre è come mai, con tutti i reggimenti di "esperti" che abbiamo, ancora non abbiamo risolto i problemi che ci coinvolgono.

Forse perchè quelli che straparlano davanti ai microfoni non sono veri "esperti" o forse perchè la loro è mera teoria che non trova alcun riscontro nella pratica ?

O forse perchè, invece di farli straparlare, sarebbe meglio mandarli a spalare fango o costruire ferrovie ?

Così si cresce una generazione che, per la prima volta, ha meno capacità, meno laboriosità, meno inventiva, meno forza di quella precedente.

Così si pongono le premesse per la decadenza della nostra Civiltà e ne precede il crollo.