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giovedì 10 febbraio 2022
domenica 9 febbraio 2020
10 febbraio Giorno del Ricordo
Domani, 10 febbraio, si commemora il Giorno del Ricordo, in onore e memoria degli Esuli giuliano dalmati.
E chi meglio di Alfio Krancic, nato 72 anni fa a Fiume, esule lui stesso uomo di cultura e vignettista, può interpretare, con un disegno, il dolore delle vittime e degli esuli e la solidarietà per quei nostri Connazionali.
domenica 10 febbraio 2019
Il Giorno del Ricordo
Come ogni anno dal 2004, il 10 febbraio si celebra il Giorno del Ricordo, dedicato ai nostri Connazionali vittime della ferocia assassina dei comunisti slavi.
Una violenza che non finì con le Foibe, ma che è continuata con gli espropri, le persecuzioni, la costrizione all'esilio degli Italiani di Fiume, Istria e Dalmazia, Terre Italiane solo provvisoriamente sotto amministrazione slovena e croata.
In questo 2019 c'è qualcosa di nuovo nell'aria.
Incredibilmente (o forse non tanto visto il radicale cambiamento del governo nazionale) la Rai si è ricordata della ricorrenza.
Venerdì 9 è andato in onda il film Red Land (Rosso Istria) che narra la vicenda di Norma Cossetto, violentata e uccisa dai comunisti slavi.
Un simbolo delle tante violenze che gli Italiani hanno subito a Fiume, Istria e Dalmazia e che è complessivamente rappresentato dalle Foibe, cavità carsiche dove vennero barbaramente gettati,a volte ancora vivi, gli Italiani catturati dalle truppe di Tito.
E' strano vedere sulla Rai un film che non appartiene al novero di quelli certificati dalla intellighenzia globalista, anche se, a pensare male, si può rilevare come sia stato trasmesso su rai3, cioè sulla rete marginale della Rai e in concomitanza con il Festival di Sanremo che notoriamente schiaccia tutti gli altri ascolti.
In compenso oggi ci sarà una edizione speciale di Radio Anch'io su radio uno per commemorare la data del 10 febbraio.
Sono passati settanta e più anni, ma si comincia finalmente a parlare di quel che accadde a cavallo della fine della seconda guerra mondiale a Fiumi, in Istria e in Dalmazia.
Il Giorno del Ricordo diventa così una data sempre più significativa nel panorama delle celebrazioni e ricorrenze che si susseguono ogni anno.
venerdì 10 febbraio 2017
Il Giorno del Ricordo
Come ogni anno, il 10 febbraio, si commemorano le vittime delle Foibe.
Nostri Compatrioti assassinati a cavallo della fine della seconda guerra mondiale dai comunisti titini, per il solo fatto di essere Italiani.
Il Ricordo è importante, per la memoria dei Caduti, ma anche per rivendicare l'italianità secolare di Fiume, Istria e Dalmazia.
martedì 10 febbraio 2015
Io, Ricordo
Per questo il Giorno del Ricordo che celebra le vittime delle Foibe e l'italianità di Fiume, Istria e Dalmazia nonostante il genocidio perpetrato dagli slavi, merita di esistere.
E di essere ... ricordato.
lunedì 10 febbraio 2014
Fiume, Pola, Istria, Dalmazia = Italia
Sono rimasto piacevolmente sorpreso
dalla copertura che quest’anno è stata data (persino sulla radio di stato !) al Giorno del Ricordo
dei Martiri Italiani assassinati dai comunisti slavi nella vicenda
comunemente definita “Foibe” dal nome delle cavità carsiche in
cui i nostri connazionali furono gettato, molti ancora vivi.
Certo non vi è (ancora) quella
condivisione del Ricordo e vi sono ancora consistenti ostilità, come
quelle manifestatesi a Firenze il 31 gennaio allo spettacolo di
Cristicchi, a riconoscere la bestialità compiuta dai comunisti
slavi.
Ma è importante che, a dieci anni
dalla introduzione per legge di questa celebrazione, l’interesse
per una dolorosa storia patria sia aumentato ed abbia raggiunto le
coscienze di molti Italiani, prima ignari e ignavi.
Probabilmente era il compito assegnato
alla nostra generazione, alla generazione di chi non aveva vissuto la
guerra, di chi ha beneficiato del sacrificio dei nostri padri, di chi
è stato tenuto all’oscuro di tale vicenda, tramandata, però, nei
racconti dei genitori e dei parenti.
Questa coscienza che si sta diffondendo
è importante perché mantiene il legame con terre, come Fiume, Pola,
Istria e Dalmazia, storicamente Italiane e che, per me, restano
Italia e torneranno, prima o poi, in un modo o nell’altro,
all’Italia.
domenica 10 febbraio 2013
Il giorno del Ricordo
Ogni anno, dal 2005 grazie ad una legge recentissima del 2004, ogni 10 febbraio si commemora il Ricordo degli Italiani massacrati dai comunisti slavi, espropriati delle loro terre, esiliati dai territori - ieri, oggi e domani italiani - di Istria, Fiume e Dalmazia e, infine, malamente accolti, purtroppo anche a Bologna, in Patria.
Io ricordo.
venerdì 10 febbraio 2012
10 febbraio: il Giorno del Ricordo

Quando le sorti della seconda guerra mondiale ormai volgevano al peggio per l'Italia e anche dopo la fine del conflitto, nei territori culturalmente, etnicamente, storicamente italiani di Fiume, Istria e Dalmazia i comunisti titini perpetrarono atroci crimini contro l'Umanità, assassinando migliaia di Italiani (da dieci a venti mila) in una pulizia etnica che allora e per lunghi cinquanta anni non solo non fu condannata, ma i "compagni" italiani cercarono di nascondere e negare.
Migliaia di nostri compatrioti furono uccisi, molti gettati vivi nelle cavità carsiche chiamate "foibe" che oggi danno il nome a quella atrocità compiuta nel silenzio generale.
Quando quasi quattrocentomila Italiani di Fiume, Istria e Dalmazia furono costretti a lasciare le loro proprietà e le loro terre, profughi in Italia, il convoglio che li accompagnava mestamente ai campi per lor approntati, passando in Emilia e a Bologna fu accolto da fischi, sputi e ingiurie organizzati dai "compagni" locali dei massacratori titini e il sindacato di sinistra rifiutò anche di assisterli alla sosta nel capoluogo.
Solo nel 2004, con inizio nel 2005, il 10 febbraio è giornata dedicata al Ricordo dei Martiri delle Foibe.
Solo dopo cinquanta anni è stata riconsegnata alla memoria condivisa una vicenda che ha visto come vittime migliaia di nostri compatrioti.
Non dobbiamo dimenticare le vittime.
Non dobbiamo dimenticare i profughi.
Ma, soprattutto, non dobbiamo dimenticare che Fiume, Istria e Dalmazia appartengono alla Nazione Italiana e prima o poi torneranno a farvi parte a pieno titolo.
"Una d'arme, di lingua, d'altare, di memorie, di sangue e di cor".
Migliaia di nostri compatrioti furono uccisi, molti gettati vivi nelle cavità carsiche chiamate "foibe" che oggi danno il nome a quella atrocità compiuta nel silenzio generale.
Quando quasi quattrocentomila Italiani di Fiume, Istria e Dalmazia furono costretti a lasciare le loro proprietà e le loro terre, profughi in Italia, il convoglio che li accompagnava mestamente ai campi per lor approntati, passando in Emilia e a Bologna fu accolto da fischi, sputi e ingiurie organizzati dai "compagni" locali dei massacratori titini e il sindacato di sinistra rifiutò anche di assisterli alla sosta nel capoluogo.
Solo nel 2004, con inizio nel 2005, il 10 febbraio è giornata dedicata al Ricordo dei Martiri delle Foibe.
Solo dopo cinquanta anni è stata riconsegnata alla memoria condivisa una vicenda che ha visto come vittime migliaia di nostri compatrioti.
Non dobbiamo dimenticare le vittime.
Non dobbiamo dimenticare i profughi.
Ma, soprattutto, non dobbiamo dimenticare che Fiume, Istria e Dalmazia appartengono alla Nazione Italiana e prima o poi torneranno a farvi parte a pieno titolo.
"Una d'arme, di lingua, d'altare, di memorie, di sangue e di cor".
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