domenica 2 agosto 2020

ultima giornata di Campionato

Nonostante qualche uccellaccio del malaugurio che profetizzava il contrario, il Campionato di calcio è regolarmente terminato anche in Italia (solo la Francia vi ha rinunciato, sbagliando clamorosamente).
Oggi (finalmente ad un orario decente, le 20,45) anche il Bologna giocherà la sua ultima partita, già salvo da tempo, tenuto in riga solo dalla fame di vittoria del tecnico e nostro neo concittadino Sinisa Mihailovic.
Come sempre: si poteva fare di più, ma non sono completamente deluso.
Si sono visti giovani interessanti che potrebbero, se Saputo non si farà ingolosire dalle plusvalenze, costituire una valida ossatura del Bologna per molti anni a venire.
Sicuramente abbiamo subito troppi goals e, quindi, un portiere, un centrale e un jolly alla Tomyasu (che sappia cioè interpretare il ruolo di centrale e di esterno arretrato)  dovranno essere le priorità del mercato e, a ruota, un centravanti vero, sogno uno alla Nielsen o alla Boninsegna, non un tuttofare che si spolmona per rientrare e poi cicca sotto porta.
Il centrocampo mi sembra già a posto con due "vecchi" come Poli e Medel a fare da chioccia ai vari Schouten, Dominguez, Svamberg, Baldursson.
Sulle mezze punte insisterei su Skov Olsen che mi ricorda (caratterialmente) il "pulcino bagnato" come fu definito Baggio da Agnelli.
Imprescindibile la presenza di Soriano.
Da recuperare Sansone e da valorizzare Barrow.
Orsolini non mi è mai piaciuto, troppo egoista, tropo accentratore, troppo confusionario, troppe volte per terra.
Discorso analogo per Juvara che però vorrei vedere con più continuità, magari Mihailovic riesce a renderlo disciplinato.
Mi auguro che decidano di ricominciare il 12 settembre, in fondo si sono già riposati per due mesi ...

domenica 26 luglio 2020

C'è posta per te

No, non mi riferisco alla post@ elettronica, ma a quella, oggi sempre più rara, cartacea.
Sono anni che non spedisco e non ricevo cartoline, lettere o biglietti di auguri e la vecchia buchetta della posta si riempie - sempre più raramente - solo di pubblicità (per me è tale anche quella con la quale si richiedono offerte e versamenti per cause apparentemente nobilissime), neanche più di bollette da pagare, ormai tutte dirottate sulla casella di posta elettronica.
Ma con la posta eletronica, non si riesce a ricevere vino, olio, amaro, libri.
Ed è la fortuna dei corrieri.
Che, però, la fanno da padroni.
Sono dovuto rientrare per andare all'ufficio postale a ritirare (dopo 40 minuti di coda all'esterno, sotto il sole a causa delle restrizioni di accesso con la scusa del virus cinese) un libro che non avevo richiesto.
Appena ripartito sono nuovamente rientrato perchè ho ricevuto l'avviso di consegna di una fornitura (che invece avevo richiesto) e che dovrebbe essermi consegnata lunedì 27.
Ottimo, poi proseguo nella lettura della e mail e vedo che l'orario indicativo di consegna è tra le 9 e le 18.
Tra le 9 e le 18 ?!?!?
Non so chi sia il corriere (lo vedrò domani) ma è il peggior servizio (dopo quello di poste italiane che neanche preavvisa) che viene offerto, visto che di solito vengono date, al massimo, indicazioni per quattro ore al mattino e quattro al pomeriggio, così da consentirci di non occupare tutta la giornata in attesa.
Magari, qualche consegna in meno in cambio di orari più precisi, sarebbe cosa buona e giusta.

domenica 19 luglio 2020

Accumulatore seriale

La prima attività cui pensavo di dedicarmi una volta andato in pensione, era lo sgombero ed il riordino della cantina, per consentirmi di avere nuovo spazio ove portare oggetti al momento stipati negli armadi di casa e quindi poter ampliare le biblioteche (ormai ricavate in ogni stanza, tranne il bagno).
Ci ho provato, ma al dunque ho cominciato con il conservare questo e quello, come "ricordo" oppure perché "potrebbe tornare utile".
Per la cronaca: ho ancora i volantini distribuiti al Galvani.
Al di là di ogni ragionevole dubbio, sono un accumulatore seriale.
Probabilmente la cosa migliore è chiamare uno sgombero cantine che porti via tutto, ma il dubbio è che, dopo venti anni che quel partkcolare oggetto o documento non mi serviva, mi metta a cercarlo il giorno dopo lo sgombero.
Ho rimandato l'attività all'autunno ...

domenica 12 luglio 2020

La prossima volta ...

La sconfitta di mercoldì con il Sassuolo, ha riportato il Bologna con i piedi per terra dopo la vittoria contro l'Inter.
Ieri, poi, il Sassuolo ha vinto contro la Lazio, dimostrandosi una delle squadre più in forma di questa seconda e ultima parte del campionato.
Paradossalmente la Lazio, che aveva solo un punto di distacco dalla Juventus al momento della reclusione forzata e che aveva più di ogni altra società spinto per la ripresa, si trova ora in piena crisi di risultati e rischia persino di vedersi sfuggire il piazzamento in Coppa dei Campioni (che oggi si chiama "Champions", ma che preferisco continuare a chiamare con la terminologia italiana di sempre).
Il Bologna, noi tifosi, abbiamo sperato in un guizzo che ci portasse dal gruppo dei mediocri a quello del secondo livello, cioè tra coloro che aspirano ad un posto nelle coppe europee.
Rimandati.
Al prossimo anno, speriamo.
Già, ogni anno ci sentiamo dire "ma la prossima volta ...".

domenica 5 luglio 2020

E' complicato convivere paificamente e senza disturbi

Durante la reclusione che ci hanno imposto con la scusa del virus cinese, qualcosa a Bologna è cambiato nella viabilità.
Sono spuntate una miriade di corsie preferenziali per le biciclette, sistematicamente NON utilizzate dai ciclisti che preferiscono circolare nella corsia (sempre più ristretta) dedicata ad auto e moto.
E poi s arrabbiano pure se li si invita a circolare nelle apposite corsie che, invece dei ciclisti, vedono la presenza di quelli che fanno jogging.
Con uno, civile, con cui mi sono fermato a parlare (io ero a piedi, si intende) mi ha detto che corrono sull'asfalto perchè più liscio e rischiano meno storte e cadute a causa della pavimentazione sconnessa dei marciapiedi.
Posso capirli, ma, alla fine, tutto si trasforma in un danno per gli automobilisti che se anche solo sfiorano un ciclista o un pedone, si ritrovano con una sequela di disturbi.
Molto divertenti anche coloro che fulminano (per ora solo con uno sguardo severo) il passante, singolo e "distanziato" che non usa la mascherina.
Poi andiamo a guardare e costoro (quasi tutti) la indossano lasciando completamente scoperto il naso.

domenica 28 giugno 2020

William Negri

Continua, inesorabile, l'addio ai miti di una infanzia felice.
E' infatti morto, dopo una lunga malattia, William Negri, il portiere del Bologna dello scudetto.
Mi ricordo che Negri aveva l'abitudine di portare un berrettino da baseball, per ripararsi dal riflesso del sole e quel berrettino divenne per molti di noi bambini un accessorio assolutamente necessario quando ci "toccava" giocare in porta, anche se si giocava all'ombra.
Negri non ebbe una carriera lunga e fortunata come altri portieri, ma rappresentò un baluardo che dava garanzie e fiducia a tutta la difesa e fu un elemento essenziale per lo scudetto del 1964.
Con la scomparsa di Negri, restano con noi solo in due (Fogli e il capitano Pavinato) di quella squadra, tre se contiamo anche Capra che, partito titolare, fu poi relegato al ruolo di riserva per la "esplosizone" di Furlanis, ma che comunque giocò lo spareggio del 7 giugno 1964, sostituendo Pascutti c'è chi dice per un infortunio dell'ala sinistra, chi per geniale scelta tecnica di Bernardini.
Qualcuno in più con le riserve (mi sembra di aver letto di Rado, il secondo portiere, Cimpiel, terzo portiere, Lorenzini e Corradi).

mercoledì 17 giugno 2020

Noi, invece, c'eravamo

"Che a suoi figli narrandole un giorno, dovrà dir sospirando: io non c'era; che la santa vittrice bandiera salutata quel dì non avrà" (Manzoni, Marzo 1821).
Noi, invece, c'eravamo quel giorno, anzi quella notte del 17 giugno 1970 quando una partita di calcio riscattò anni di dileggio e di sudditanza psicologica.
Erano i Campionati del Mondo di calcio in un Messico che aveva già ospitato nel 1968 le Olimpiadi.
L'Italia arrivava dai mondiali inglesi del 1966 con la umiliante sconfitta contro la Corea del Nord, mentre alla Germania ancora bruciava la sconfitta contro l'Inghilterra.
Noi per il riscatto, la Germania per affermare una supremazia che solo quello che consideravano un inganno aveva loro sottratto quattro anni prima.
Ci incontrammo in semifinale.
Fu epica.
Io (noi) eravamo impegnati negli esami di terza media.
Impegnati ... poco, perchè c'era lo sciopero dei professori che li aveva bloccati e che ci consentì di guardare le partite anche se si giocavano a tarda ora (poi gli esami furono ridotti alla sola prova scritta di italiano per tutti, latino per chi voleva essere ammesso al classico e ad un orale con contorno di prova di educazione fisica).
Ricordo la televisione in bianco e nero, neanche lontanamente immaginabile per chi è abituato alla qualità delle immagini di oggi.
Ricordo le pause, il caldo, il gelato mangiato con mio padre e la felicità finale.
Italia Germania 4 a 3 e diventammo "grandi".

domenica 14 giugno 2020

Con il virus cinese abbiamo imparato a stare in coda

Il proverbio dice: non tutto il male vien per nuocere.
E' l'antesignano popolare della tanto osannata "resilienza" che da alcuni anni ci hanno propinato in ogni corso aziendale.
Beh, la saggezza popolare, ancora una volta, ha visto giusto.
Da quando c'è il virus cinese, noi Italiani, sempre poco propensi a metterci in fila, siamo ordinatamente e rispettosamente in coda quando entriamo nei supermercati, nei negozi ed ovunque ci sia richiesto di farlo con ordine e rispettando il numero di ingressi previsto per evitare contagi.
Di questo virus cinese credo sia da archiviare al più presto ogni cosa (anche l'obbligo delle "mascherine") ma non questa bella novità che ci vede rispettare, senza tentare furbizie, chi è pacificamente e serenamente in coda prima di noi, venendo a nostra volta rispettati da chi è arrivato dopo.
Ho molti dubbi, ma spero che non sia un fuoco fatuo.

domenica 7 giugno 2020

7 giugno 1964

Oggi il fascicolo sportivo del Resto del Carlino ricorda, con una intervista a Romagno Fogli, l'anniversario del mitico spareggio del 7 giugno 1964, quando il Bologna conquistò il suo ultimo scudetto, battendo senza se e senza ma l'Inter, dopo una stagione che avremmo dovuto vincere senza storie, ma che fu inquinata dalla vicenda del doping, costringendo il Bologna ad affermare la sua superiorità in uno spareggio a Roma.
La fotografia, scansionata dalla pagina del Carlino, a scanso di equivoci, è quella della squadra tipo di quella stagione, non della partita scudetto quando, con una geniale mossa tattica, Bernardini lascò fuori Ezio Pascutti, inserendo Capra.
Una giornata memorabile.
Forza Bologna, sempre !