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domenica 28 giugno 2020

William Negri

Continua, inesorabile, l'addio ai miti di una infanzia felice.
E' infatti morto, dopo una lunga malattia, William Negri, il portiere del Bologna dello scudetto.
Mi ricordo che Negri aveva l'abitudine di portare un berrettino da baseball, per ripararsi dal riflesso del sole e quel berrettino divenne per molti di noi bambini un accessorio assolutamente necessario quando ci "toccava" giocare in porta, anche se si giocava all'ombra.
Negri non ebbe una carriera lunga e fortunata come altri portieri, ma rappresentò un baluardo che dava garanzie e fiducia a tutta la difesa e fu un elemento essenziale per lo scudetto del 1964.
Con la scomparsa di Negri, restano con noi solo in due (Fogli e il capitano Pavinato) di quella squadra, tre se contiamo anche Capra che, partito titolare, fu poi relegato al ruolo di riserva per la "esplosizone" di Furlanis, ma che comunque giocò lo spareggio del 7 giugno 1964, sostituendo Pascutti c'è chi dice per un infortunio dell'ala sinistra, chi per geniale scelta tecnica di Bernardini.
Qualcuno in più con le riserve (mi sembra di aver letto di Rado, il secondo portiere, Cimpiel, terzo portiere, Lorenzini e Corradi).

sabato 7 giugno 2014

Cinquanta anni dopo

Il 7 giugno 1964 il Bologna vinse il suo settimo (ottavo) scudetto.
Avevo sette anni e mezzo e ricordo ancora quella giornata trascorsa prima nell'attesa, poi nel difficoltoso ascolto da una radiolina, assieme ai miei amici di infanzia, sdraiati sul campetto da noi utilizzato a rettangolo di calcio e che oggi è diventato, per l'assenza di bambini che lo calpestassero, un bel prato con imponenti alberi.
Fogli (alcuni sostengono autogoal di facchetti) e Nielsen.
Un due a zero "all'inglese" e il Bologna del Presidentissimo Renato Dall'ara, morto solo quattro giorni prima per un infarto durante una lite in Federazione con il presidente dell'Inter Moratti, divenne Campione d'Italia nell'unico spareggio mai effettuato (campionato a girone unico, per i puristi ...).
Quanti ricordi !
Uno di noi che si presentò con un calzettone blu ed uno rosso: l'unica volta in cui rimpiansi di non avere indumenti di colore rosso (come noto sono anticomunista dalla nascita e il rosso mi provoca l'orticaria ...).
La sofferenza e la gioia che non si può tradurre in parole, lasciando alla immaginazione di chi legge ogni interpretazione di come poteva essere il sentimento di un bambino di sette anni davanti a tale evento e di come può ricordarsene un tifoso di cinquantasette che non ha mai più visto vincere uno scudetto al Bologna.
I tifosi di Juventus, Inter, Milan, non possono sicuramente capire cosa significa per noi il 7 giugno 1964.
Per noi che c'eravamo, per noi che, allora, già seguivamo il Bologna anche allo stadio, per noi che il calcio era una impresa da affrontare con la massima serietà e impegno in quelle serate d'estate, nel prato sotto casa, adibito a campo di gioco.
Ricordare come eravamo ha sempre quel pizzico di piacevole commozione che ci porta comunque a sorridere, anche se questa celebrazione coincide con la quarta retrocessione del Bologna in serie B.
Ma quel che ci fu donato il 7 giugno 1964, nessuno potrà mai togliercelo e resterà sempre nella nostra memoria e nel nostro cuore.



Il Bologna Campione:
Negri, Furlanis, Pavinato, Tumburus, Janich, Fogli, Perani, Bulgarelli, Nielsen, Haller, Capra (formazione dello spareggio), ma non si possono dimenticare Ezio Pascutti, il grande e tutte le "riserve" a cominciare da Rado, Cimpiel, Lorenzini e l'allenatore, Fulvio "Fuffo" Bernardini.