Come spesso accade, quando si crea una grande attesa per una partita, la delusione è dietro l'angolo.
Dopo sei anni in cui la Juventus ha dominato il campionato italiano, ecco un anno dove ancora cinque squadre possono dire la loro sullo scudetto quando siamo arrivati quasi a metà campionato.
Ieri Juventus Inter, il cosiddeto derby d'Italia perché sono le due squadre con il maggior numero di tifosi sparsi in Italia e nel mondo.
Per me due squadre fortemente antipatiche (eufemismo) l'Inter per vie dei trascorsi dell'anno dello scudetto, la Juventus in quanto squadra degli Agnelli.
Parlavano di quella partita da giorni, soprattutto dopo la vittoria della Juve a Napoli.
Che delusione !
Una partita veramente noiosa e brutta.
Un solo italiano in campo con la Juve, quattro con l'Inter.
Poi magari ci domandiamo ancora perché non saremo al mondiale di Russia.
Speriamo stasera di divertirci o, almeno, di avere un risultato che ci sia di soddisfazione (stasera, per la cronaca, il Bologna giocherà a Milano contro il Milan: in palio il settimo posto in solitaria, visto che la Fiorentina perderà di sicuro a Napoli)
domenica 10 dicembre 2017
domenica 3 dicembre 2017
Agghiacciante profezia
Dopo un'attesa lunga oltre due mesi, mi è arrivato un libro che avevo prenotato in libreria a fine agosto.
Si tratta de Il Campo dei Santi, di Jean Raspail, Edizioni Ar, €. 20,00 per poco più di quattrocento pagine di una storia agghiacciante.
Cento navi, colme di immigrati, partono dalle rive del Gange e arrivano in Europa.
Nessuno li ferma e distruggono tutta la nostra Civiltà.
Un libro di oggi, scritto in base all'emotività del momento per l'invasione che stiamo subendo ?
No, un romanzo del 1973, messo subito all'indice dalla intellighenzia di allora che è poi la stessa autoreferenziale di oggi, tanto che è difficile trovarlo e per lo più bisogna ordinarlo in libreria (io l'ho ordinato da Nanni) e attendere un lungo tempo.
Descrive situazioni e posizioni che nel 1973 neanche ci passavano per l'anticamera del cervello, ma che oggi rappresentano la nostra disgraziata quotidianeità.
Ne suggerisco la lettura, comunque la si pensi, impone almeno una riflessione.
domenica 26 novembre 2017
Il bello del calcio
Tre settimane fa il Crotone ci aveva infilzato in casa.
Due settimane fa la tragedia dell'eliminazione dell'Italia dai mondiali.
Una settimana fa la stentata vittoria contro il derelitto Hellas Verona.
Oggi suonano le trombe del trionfo dopo aver sconfitto (nettamente e senza ombre) la Sampdoria che una settimana fa aveva steso la Juventus e che solo nel prepartita veniva indicata come una pretendente allo scudetto.
Naturalmente i giornalisti di Bologna (che immagino abbiano ben poca carne da mettere sotto i denti) hanno dato libero sfogo alla retorica più bolsa, parlando addirittura di "europa" per il Bologna.
Però la partita di ieri è di quelle che riconciliano con il calcio, che fanno sentire noi tifosi del Bologna meno "santi da un pezzo", anche se Torosidis ci ha messo del suo per rendere più ... avvincente la partita, almeno nel secondo tempo.
Per una notte siamo settimi e non hanno ancora proposto una legge che vieti di sognare (e se lo facessero non avrebbero comunque gli strumenti per metterla in pratica).
martedì 21 novembre 2017
Black Friday
Dopo Halloween abbiamo importato dall'America il black friday
Ormai da giorni tutti gli spot publicitari ci rompono le p**** col Black Friday.
Non ne posso più.
Adesso manca solo di importare il giorno del ringraziamento coll'immancabile tacchino e siamo a posto.
Per il giorno del ringraziamento però la vedo dura, ma possiamo provarci.
Ormai da giorni tutti gli spot publicitari ci rompono le p**** col Black Friday.
Non ne posso più.
Adesso manca solo di importare il giorno del ringraziamento coll'immancabile tacchino e siamo a posto.
Per il giorno del ringraziamento però la vedo dura, ma possiamo provarci.
domenica 19 novembre 2017
Il calcio specchio di uno stato in sfacelo
Il calcio è lo sport più diffuso, praticato e soprattutto seguito d'Italia.
E' una piccola guerra, fatta rincorrendo un pallone per metterlo nella rete avversaria.
E' anche lo specchio dell'Italia.
A differenza del ciclismo, che sapeve unire nelle imprese dei campioni e riuscì anche ad evitare la guerra civile dopo l'attentato a Togliatti con la vittoria di Bartali al tour de France, il calcio divide.
Perchè lo conosciamo tutti e tutti abbiamo una nostra idea, ovviamente la migliore.
Così la sconfitta con la Svezia e la esclusione dalla fase finale in Russia, diventa il primo argomento nei radio e telegiornali e anche trasmissioni serie, come Rdio anch'io, sentono il bisogno di parlarvi sopra.
Eppure cosa possiamo sperare da un movimento calcistico che, come ha riportato recentemente un articolo del Carlino, su 575 calciatori tesserati in serie A, ne registra ben 296 stranieri ?
E sicuramente tra i 279 non stranieri suppongo che abbiano inserito gli Eder, i Jorginho, gli El Sharawi che proprio italiani non definirei.
Le due squadre milanesi sono proprietà cinesi.
Il Bologna canadese, la Roma statunitense.
E' come la politica che deve rispondere non agli elettori, ma alla consorteria di Bruxelles che impone direttive, rigidità di bilancio, "riforme".
Allora non meravigliamoci se anche il calcio, il nostro calcio, rispecchia lo sfacelo di uno stato che non ha perso il vizio di dipendere dagli stranieri.
Franza o Spagna purchè se magna.
domenica 12 novembre 2017
Domani si parrà la loro nobilitate
Venerdì sera l'Italia si è fatta mettere sotto da una Svezia che, come ha giustamente dichiarato l'allenatore della Ternana Pochesci, è al livello della nostra serie C.
Il colpevole, a furor di commentatori della stampa, è Ventura, il commissario tecnico, che ha sì le sue colpe ma, come ha detto in un dopo partita Sergio Brio, grande difensore della Juventus, mette in campo quel che gli offre il campionato.
E il campionato offre quei giocatori lì.
Offre solo quello perchè una dissennata politica di "integrazione" europea ci ha sottratto il diritto di limitare la presenza di stranieri nelle nostre squadre.
Ogni domenica vediamo squadre che giocano con appena uno o due italiani, a volte nessuno.
Persino un ruolo italianissimo come quello del portiere viene in tante squadre affidato ad uno straniero.
Così gli stranieri crescono e i nostri giovani non riescono ad emergere.
E arriviamo all'assurdo che invocare, come salvatore della Patria calcistica tal Jorghino o tal Eder o tal El Sharawi il cui stesso nome ci dice che italiani non sono.
Spes ultima Dea.
Allora speriamo che domani sera, uno sprazzo dell'antica nobiltà calcistica dell'Italia possa illuminare gli undici che scenderanno in campo (e che siano tutti veri italiani) e portarci a Mosca.
domenica 5 novembre 2017
Soldi buttati
Leggo oggi sul Carlino che la giunta comunale ha deciso di incaricare una società di sondaggi perchè sondi i bolognesi sulla loro percezione di sicurezza, per i prossimi tre anni.
Soldi sprecati, perchè chiunque viva e giri per Bologna percepisce quella insicurezza che si traduce nella pluriennale permanenza di Bologna tra le città con più crimini, dietro solo a Roma e Milano.
Ma, forse, Merola e i suoi non vivono a Bologna, non girano per le strade o, se vivono e girano per questa città, lo fanno ben protetti da una scorta, pagata da tutti noi.
Basta girare, neanche di notte, ma nelle ore diurne di piena attività, per il centro per verificare che i cittadini sono importunati da una infinità di questuanti.
Una volta c'era il "vù cumprà" o il "vù lavà" che, almeno, offrivano un servizio (una confezione di fazzolettini di carta o la pulizia del parabrezza) sempre irritanti, ma qualcosa in cambio davano.
Adesso chiedono solo e quando riusciamo a fare lo slalom per scansarli, ecco che si presenta uno con la penna in mano che chiede una firma contro o a favore di qualcosa di assolutamente imprescindibile per una società migliore, buona, accogliente.
E quanti sistemi di sicurezza siamo costretti a montare nelle nostre case e, nonostante ciò, la cronaca è piena di notizie su furti e rapine ?
Non c'è bisogno di spendere per un sondaggio per capire che la Sicurezza è molto lontana dall'essere ad un livello da garantirci quel Benessere che, con tutte le tasse e imposte che paghiamo, dovrebbe essere la principale preoccupazione di chi ci amministra.
domenica 29 ottobre 2017
Rinascita troppo lenta
Nonostante il Bologna abbia il presidente più ricco della serie A, trecentesimo circa al mondo per patrimonio, non riesce a passare di fascia.
Le tre partite della settimana che, per noi, si è chiusa ieri sera a Roma, contro Atalanta, Lazio e Roma ci dicono che quelle squadre sono su un altro livello.
A parte il miracolo del pareggio contro l'Inter, contoinuiamo a perdere contro le "grandi" e le "medio grandi" e abbiamo perso persino contro la Fiorentina che i Della Valle (che pensavano di essere i nuovi Berlusconi e rischiano di essere i nuovi Cecchi Gori) vogliono vendere e, non riuscendoci in blocco, hanno smantellato la squadra dello scorso anno.
La "punta di diamante", profumatamente pagata, doveva essere Destro che, però, rischia di essere una copia di Acquafresca (e non sappiamo se a Terni vogliano un altro nostro "regalino").
Gli altri sono onesti pedalatori (Palacio è fuori quota in tutti i sensi) che corrono, ma non fanno la differenza.
Insomma, per avere la soddisfazione di una vittoria, dobbiamo aspettare le partite con il Benevento, la Spal, il Sassuolo e speriamo che il Crotone non mi smentisca.
Il tifoso bolognese ?
Santo subito.
domenica 22 ottobre 2017
E adesso giocano quasi tutti in Paradiso
A distanza di pochi giorni l'uno dall'altro, sono morti altri due giocatori del Bologna Campione d'Italia del 1963-1964.
Uno, Bruno Franzini, onesta riserva di Fogli e Bulgarelli, rimane solo nella memoria di chi, quell'anno, si appassionò talmente al Bologna da ricordarsi anche le riserve (stesso destino riservato ai due portieri Rado e Cimpiel tuttora in vita).
L'altro, Marino Perani, fu una stella di quel Bologna che, in seguito, allenò con alterne fortune.
Perani un folletto sulla destra, col suo numero sette, che lanciava preziosissimi palloni per Nielsen e Pascutti.
Perani cui, automaticamente, facciamo seguire Bulgarelli, Nielsen, Haller, Pascutti (Capra per chi vuole ricorda la formazione dello spareggio) e precedere da Negri, Furlanis, Pavinato, Tumburus, Janich, Fogli, con un automatismo che sa di invocazione ai santi del pallone in un periodo in cui il Bologna sembra sollevarsi, pallido ed emaciato, dagli stracci in cui era finito.
La morte di un personaggio pubblico colpisce tanto più quanto quella persona ha rappresentato un'epoca della nostra vita.
Indubbiamente per chi era bambino, quei nomi rappresentano il ricordo di un'età dell'oro, delle scoperte, delle speranze, dei sogni.
Ormai, di quei Campioni, sono rimasti in pochi.
William Negri, il portierone, che è ricoverato per problemi fisici e di memoria, il Capitano Mirko Pavinato (che a me sembrava vecchio già allora !) , il "libero" Franco Janich ("armadio" era soprannominato) e Romano Fogli, secondo solo a Bulgarelli nelle geometrie e nella visione di gioco.
Poi qualche riserva come Capra (il colpo a sorpresa di Bernardini nello spareggio quando dovette sostituire Pascutti troppo acciaccato per giocare e al sostituto naturale Renna, preferì un terziono) Rado e Cimpiel (il secondo e terzo portiere).
Ma se chiudo gli occhi e ripenso a quegli anni, li rivedo con gli occhi da bambino, correre in quel grande rettangolo verde che è lo stadio (Littoriale, Comunale, Dall'Ara) di Bologna.
domenica 15 ottobre 2017
Sempre a caccia dei nostri soldi
Il comune di Bologna (e non è il solo) è a caccia di soldi.
L'ultima trovata che hanno ipotizzato è far pagare il parcheggio per le seconde auto dei residenti.
Non bastava il bollo, il bollini blu, i divieti, le Rita e i Sirio (o Star ?) e tutti gli altri ambaradan ragionieristici e adesso vorrebbero penalizzare chi è così "ricco" da possedere una seconda auto.
E' una mentalità distorta che, invece di lasciare alla libertà individuale, limitando i divieti e concedendo gli spazi per parcheggiare, pensa di "educare" i cittadini, trasformandoci però in obbedienti sudditi.
Qualche giorno fa, in via d'Azeglio, ho visto due vigilesse che, inflessibili, multavano senza appello un trasportatore che, dovendo consegnare delle casse ad un esercizio commerciale e si era permesso di portare il furgoncino fino davanti il locale (adiacente il Gran Bar).
La particolarità che fa indignare è che erano le 7,20 del mattino !!!
Chi danneggia un furgoncino che sosta qualche minuto per scaricare alle 7,20 del mattino ?
E nessuno dice niente per i tavolini che praticamente ostruiscono via Pescherie.
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