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domenica 15 gennaio 2017

Autisti

Inverno.
Se al mattino è sempre piacevole farsi una camminata fino in ufficio (a parte la scelta del comune di spegnere le luci alle 7,10 quando è ancora buio !) alla sera preferisco prendere il mezzo pubblico.
Ho notato una varietà di autisti (ormai nessuno più è bolognese) che, a volte, fanno paura, altre irritano.
Ci sono i bradipi che,a alla terza fermata dopo la partenza hanno già accumulato un paio di minuti di ritaro, in piazza Maggiore (a metà strada) cinque minuti e a volte vengono raggiunti dal mezzo successivo (e ci dovrebbero essere 11 minuti di distanza ...).
C'è Nicki Lauda o, per essere aggiornati, il Nicki Rosberg, che accelera e frena di botto (tanto l'autobus finisce la corsa al Rizzoli ...).
C'è l'autista manager, sempre al telefono (almeno con gli auricolari) che sbraita sempre e rende edotti i passeggeri dei suoi interessi.
Insomma un piccolo mondo moderno che fa comunque rimpiangere l'austero autotista cui era "severamente vietato parlare" del passato.
E mai che si veda un controllore ...

domenica 21 febbraio 2016

E' così difficile rispettare gli orari ?

Leggo che con un provvedimento "epocale", strombazzato come tale, oltre all'aumento delle multe per i "portoghesi" viene previsto il rimborso del biglietto per i ritardi degli autobus superiori a 30 minuti.
Se poi, oltre al titolo, andiamo a leggere il contenuto del provvedimento si capisce che la penalità è prevista per quegli autobus che svolgono un servizio extraurbano e arrivassero con oltre trenta minuti di ritardo in città.
Naturalmente farebbero come con i treni: appena superano il cartello che indica la stazione, considerano il treno "arrivato", anche se poi impiega dieci o quindici minuti prima di fermarsi e aprire le porte.
Altrettanto ovvio che ci sono una serie di eccezioni che vanificherebbero l'utilità per i cittadini (scioperi, calamità naturali etc.).
Nulla ho letto per il servizio urbano, del resto non credo che nel servizio urbano vi siano corse con intervalli di oltre trenta minuti, per cui il ritardo dovrebbe essere parametrato ad altri elementi di valutazione.
Ad esempio proprio il ritardo rispetto all'intervallo delle corse.
Ad esempio, se una linea ha un intervallo di dodici minuti tra una corsa e l'altra, il rimborso dovrebbe scattare quando il ritardo supera i sei minuti, che rappresenterebbero un ritardo del 50%.
Ugualmente l'autista dovrebbe essere multato se, come capita talvolta - spesso ! - arriva prima dell'orario previsto alla fermata e riparte in anticipo.
Se io, infatti, so che davanti alla Banca d'Italia il mio autobus arriva alle 17,12 mi organizzo per essere alla fermata alle 17,11.
Ma se l'autobus arriva alle 17,09 e riparte immediatamente, poi mi tocca attendere fino alle 17,24 (o più se quella corsa è in ritardo).
Alla fine ad essere penalizzati sono sempre e soltanto i cittadini e se si protesta con l'autista quello reagisce a male parole ...

giovedì 20 giugno 2013

E' severamente vietato parlare all'autista

Una volta gli autisti degli autobus bolognesi (e i controllori sempre presenti) vestivano rigorosamente in divisa.
Un adesivo avvisava i passeggeri che "è severamente vietato parlare all'autista" che doveva concentrarsi sulla guida, sulle strade, sulle fermate, nel rispetto di orari, del traffico, della incolumità dei passeggeri.
Solo timidamente qualcuno azzardava chiedere una informazione che l'autista forniva con competenza alla prima sosta.
Oggi tutto è cambiato.
Ogni autista si veste come gli pare e parla allegramente con i passeggeri che conosceo e quando manca un interlocutore è attaccato costantemente a quello strumento del demonio che è il telefono cellulare.
Litigando con mogli, mariti, fidanzate/i, amici, broker e organizzando partite di calcetto e cene.
Tutto rigorosamente coram populo.
Così capita che ci si dimentica una fermata e quando si realizza che ci si doveva fermare, ecco l'inchiodata dalla quale si salvano solo coloro che stanno attenti al percorso oppure quando si è stipati come sardine.
E che dire della scarsa conoscenza persino della vicinanza delle fermate della linea che si sta guidando a luoghi noti ?
Per forza, quasi non si sente più un autista con la parlata bolognese !
E dove sono finiti i controllori ?
Eppure dicono che i dipendenti pubblici (e quelli comunali in particolare) siano legioni.
Perchè in almeno tre anni di frequentazione di autobus ho visto solo tre o quattro volte salire i controllori ?
Perchè il più delle volte sono l'unico a timbrare il biglietto ?
Forse sono l'unico bolognese privo di abbonamento ?
Scommettiamo che se privatizzassimo i trasporti, ci sarebbe maggiore controllo e il servizio oltre a migliorare la qualità, sarebbe anche in attivo ?

sabato 14 gennaio 2012

Elogio del tempo perso

Da quasi un anno, complice anche la collocazione dell'ufficio relativamente vicino a casa, ho progressivamente lasciato in garage la moto per girare a piedi o in autobus.
Sono circa due chilometri e mezzo tra casa e ufficio che al mattino percorro sistematicamente a piedi, mentre per il ritorno, con il freddo o nel pieno della canicola agostana, uso l'autobus.
Era dalla terza media che non usavo sistematicamente dell'autobus, 40 anni in cui tra automobile e moticicletta ho dimenticato il mezzo pubblico, sacrificandolo nel nome del “guadagno” di tempo.
Ma tutto quello che rincorriamo, che vogliamo, che “dobbiamo” assolutamente fare in giornata è realmente necessario ?
Le prime volte in cui ho dovuto attendere un autobus in ritardo sbuffavo, poi ho apprezzato anche quei momenti di tranquillità per guardarmi intorno e vedevo gli “altri me stesso” indaffarati, camminare di passo svelto senza neppure godersi, ad esempio, l'illuminazione con la quale i commercianti di Bologna hanno onorato il periodo natalizio.
Abbiamo “tante cose da fare”, così spesso chiudiamo una conversazione o un incontro casuale con un amico.
Quali ?
E sono tutte indifferibili ?
Non sarebbe bello mettere a frutto una generale situazione che induce al ritorno verso l'individualismo, per rallentare il nostro ritmo di vita ?
Per quanto ragionevolmente possibile visto che con i moderni strumenti di comunicazione il ritmo è incalzante e mentre una volta per ottenere una risposta ad una tua lettera aspettavi anche un mese, oggi, a volte, non passa neppure un'ora.
Ma siamo proprio obbligati a rispondere immediatamente ?
Aspettare l'autobus, a volte, consente di divagare su questioni ad impatto pratico nullo, ma che ci permettono ancora di sentirci esseri umani e non robot.
… poi ci sono quelli che vedi salire senza timbrare il biglietto e la nuvoletta di beatitudine scompare, perchè non è possibile che tutti, tranne te, abbiano l'abbonamento ... ma questa è un 'altra storia ...