domenica 25 gennaio 2026

Sottotitoli per capire il napoletano

Guardando una registrazione, salto la pubblicità.

A volte però mi capita di vedere, durante l'avanzamento veloce, qualcosa che mi suscita un interesse.

Così, qualche giorno fa, sono tornato indietro ed ho passato a velocità normale quello che era un trailer di uno sceneggiato che non avrei mai guardato, l'inizio di Gomorra.

E sono rimasto sconcertato dal vedere che quegli spezzoni erano parlati in napoletano con i sottotitoli in Italiano !!!

Non sono interessato al tema dello sceneggiato, per cui non mi ci metto a guardarlo per scoprire se è interamente parlato in napoletano con i sottotitoli.

Spero che sia solo un tentativo inserito nei trailer per suscitare interesse. 

domenica 18 gennaio 2026

Ognuno sia esperto a casa sua

Non sopporto gli "esperti", quelli che ricevono un gettone di presenza (mi infastidisce quando appaiono o parlano in Rai, perchè quel gettone lo pago anch'io) per dirci come e cosa dobbiamo mangiare, dormire, parlare ... pensare.

Per lo più sono banalità, pronte ad essere ribaltate nel giro di pochi minuti.

Come ieri sera, guardando su Sky la partita Cagliari-Juventus quando su un episodio di atterramento nell'area del Cagliari di un giocatore della Juventus, l'arbitro, poi chiamato al var, ha indicato il dischetto del rigore.

I due telecronisti hanno subito sposato la teoria del fallo da rigore, concionando in tal senso per cinque minuti buoni e poi, dopo la revisione var e la revoca della decisione, qualche secondo di imbarazzo e giù a spiegarci perchè il var avesse ragione nel negare il rigore alla Juventus.

Gli occhi per vedere li avevamo tutti noi che stavamo guardando la partita.

Informazione, per me, non è ascoltare l'opinione di un soggetto con il quale non posso interagire, subendo a senso unico le sue teorie, ma consentirmi di conoscere i fatti.

Come nella citata partita, quando Sky ha ripetutamente mandato in onda le riprese dell'azione "incriminata", da più angolazioni, a velocità normale e al rallentatore, dandomi ogni opportunità per formarmi una idea e una mia, esclusivamente mia, convinzione. 

domenica 11 gennaio 2026

Pedoni, ultima ruota del carro

Il comune di Bologna si appunta, autoreferenzialmente, la medaglia di città a misura d'uomo, anche per le zone pedonali che infestano ormai larga parte del centro.

Vengono però trascurati quei marciapiedi sui quali i pedoni passano, soprattutto quelli di periferia.

Sconnessi, parzialmente occupati dalle biciclette del comune abbandonate dall'ultimo utente (che andrebbe sanzionato se non le lascia negli appositi spazi) e ghiacciati quando nevica e la temperatura, come in questi giorni, resta intorno allo zero.

Ghiacciati dopo le nevicate anche perchè nessuno provvede a spalare la neve caduta.

Quando ero bambino, ricordo schiere di spalatori, pagati dal comune, che provvedevano a tenere liberi i marciapiedi (e le strade).

Mia madre mi diceva che erano contadini, quindi stagionali, che in inverno avevano meno da fare in campagna e che quindi per incrementare il loro reddito venivano utilizzati dal comune per incombenze come quella di spalare.

Il servizio era ruspante, ma aveva effetti positivi, anche dopo le nevicate, quando i marciapiedi venivano mantenuti con la distribuzione di sale che scioglie il ghiaccio.

Il comune oggi ha i soldi per iniziative di dubbia utilità per i cittadini, ma non per assumere stagionali, ad esempio le decine di immigrati che bighellonano per il centro, magari eliminando la concessione di sedi in comodato gratuito alle varie associazioni che ne fruiscono e che ben dovrebbero pagare un canone di mercato.

E non si dica che è responabilità dei proprietari e condomini frontalieri pulire il tratto di marciapiede antistante la loro proprietà.

Perchè quello è suolo pubblico e il comune, che vorrebbe imporre l'obbligo di pulizia, sanzionerebbe il proprietario che mettesse un tavolino o una sedia per guardare il passeggio. 

Delle due l'una: o sono responsabile della pulizia, quindi lo uso come estensione della mia proprietà, oppure, se la proprietà resta al comune, deve essere il comune a provvedere alla sua agibilità. 

domenica 4 gennaio 2026

Il diavolo fa le pentole ...

Venti anni fa aprivo questo blog con l'idea di "celebrare" i 50 anni della mia generazione, quella del 1956 che definii "felice", definizione che confermo e nella quale mi ritrovo anche oggi. 

L'idea era quella di esprimere qualche ricordo, citare eventi, circostanze, programmi, persone che in quei 50 anni mi avevano coinvolto, per poi chiudere il blog al 31 dicembre 2006, al compimento, cioè alla conclusione, dei miei 50 anni.

Poi il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi e così, per una ragione o per un'altra, sono passati venti anni ed è iniziato il giro di "lancette" che porta al compimento, cioè a concludere, i 70 anni.

Anche se altri strumenti social si sono nel frattempo imposti, questo rimane però quello a me più congeniale perchè non impone tempi, non scarta immediatamente quello che si scrive, ci si può ritornare facilmente sopra, rileggendosi, confermando o revisionando.

Un "come eravamo" nel "come eravamo" e il naufragar m'è dolce in questo mare.