domenica 4 settembre 2022

Il giallo leggero

Alcuni parlano di "giallo rosa", perchè c'è sempre un tratto sentimentale, io preferisco considerarlo un giallo leggero, contrapposto al noir degli anni cinquanta, ma anche al giallo poliziesco scandinavo con tutte le sue sordide storie.

Sempre sono stati prodotti telefilm seriali con una simile matrice (mi ricordo negli anni settanta Cuore e Batticuore, ma anche Matt Helm e Attenti a quei due e altri ancora che vengono in mente riflettendoci un po' di più) e sono sempre verdi.

Lo stesso Ispettore Barnaby che ormai credo raggiunga i 25 anni di produzione, è su quella linea.

Nell'ultimo anno, mi sembra su Sky Investigation, ma potrebbe anche essere su Giallo, sono uscite tre serie piacevolmente simili anche se con interpreti differenti.

Tutte e tre sono tratte da romanzi gialli leggeri e consistono in episodi "chiusi", della durata di due telefilm.

Il primo fu I misteri di Auora Teagarden, che narra le avventure poliziesche di una bibliotecaria che si ritrova sempre in mezzo ai delitti.

Il secondo è I misteri di Emma Fielding, archeologa che ugualmente attira i delitti e li risolve.

Il terzo, appena trasmesso anche se risale al 2017, è intitolato Case e misteri e qui a risolvere i delitti è un architetto donna.

In comune hanno varie caratteristiche, la prima delle quali è l'ambientazione in una cittadina di provincia (americana o inglese) dove, per dirla ironicamente (non è mia, l'ho sentita o letta, non ricordo da chi o dove, ma mi sembra azzeccatissima), vivono otto anime e ogni anno avvengono dieci delitti.

Anche Barnaby è ambientato in una fantomatica contea di Midsommer, composta da villaggi in cui tutti si conoscono.

La seconda caratteristica è la protagonista donna (bibliotecaria, architetto, archeologa) che inizia in costanza di serie una relazione con un aitante, spesso ricco, uomo che, annoiato dalle metropoli, si rifugia in una cittadina di provincia ed è colui che, nel corso delle inchieste, si prende tutte le botte da parte dei delinquenti.

La terza caratteristica è la polizia composta sempre da un amico di infanzia della detective dilettante e da un capo che non sopporta le intromissioni nelle indagini, facendo sistematicamente la figura del babbeo.

La quarta e ultima dell'elenco di questo commento è che sono telefilm seriali, gradevoli, leggeri, che non pretendono di mandare messaggi, di farci riflettere, ma solo di farci trascorrere un'ora e mezza piacevolmente seduti in poltrona, sorseggiando un calice di vino e guardando una vicenda poliziesca che abbiamo la certezza non riserverà sgradevoli finali.

E ci riescono benissimo.

 


domenica 28 agosto 2022

Crollo di un vecchio mito

A me piacciono i gialli e i polizieschi.

Praticamente mi piacciono tutti, a prescindere dalla loro forma, sia in letteratura che nella trasposizione cinetelevisiva.

Preferisco i classici, da Rex Stout ad Agatha Christie fino al nostro Augusto De Angelis, ma non disdegno i moderni telefilm inglesi, più ancora di quelli americani o scandinavi.

Romanzi e telecineproduzioni ci raccontano anche spaccati di vita locale.

Ad esempio l'ultima stagione di Ncis New Orleans (meritatamente soppressa) era imbottita di politicamente corretto e di mascherine per il covid.

La società americana appare per quello che abbiamo imparato a conoscere, infantile, guascona, coraggiosa.

Quella inglese meditativa, organizzata, snob.

Quella scandinava mi appare triste, sordida, decadente o, meglio decaduta.

E decaduta da lungo tempo, se la letteratura e la filmografia ne rappresentano, con un po' di ritardo la realtà.

Da quel che si legge e si vede tanti aspetti sembrano assodati, dalla miseria di vivere in appartamenti piccoli e sempre alle prese con problemi finanziari, fino alla accettazione dei più sordidi vizi come se fossero un accompagnamento naturale della vita quotidiana.

I gialli scandinavi hanno una trama fondata su una idea valida, ma poi sviluppano pagine su pagine nella descrizione dei vizi della loro società, rappresentati dai protagonisti, sia queli che dovrebbero essere i "buoni", che i "cattivi", perdendo spesso la nettezza della linea di demarcazione tra gli uni e gli altri.

E non è solo Svezia o Norvegia.

In ultimo l'ho ritrovato in una autrice danese, Katrine Engberg e in un telefim finlandese, Maria Kallio detective.

Un approccio triste e disfattista ad una vita grama che non incute certo all'ottimismo, a reagire alle avversità, ma anche alla crimminalità.

Da adolescente avevo (penso: avevamo) il mito della Scandinavia.

Un mito decisamente sopravvalutato, forse mai stato corrispondente alla realtà, ormai, comunque, sgretolato, come i templi degli Antichi Dei.

domenica 21 agosto 2022

Stasera comincia il vero Campionato del Bologna

Alle 20,45 il Verona sarà ospite del Bologna in quello che, per entrambe, è il vero inizio del Campionato, non potendo essere considerata la prima giornata quando il Verona ha dovuto affrontare il Napoli e il Bologna la Lazio, squadre fuori target.

Bologna e Verona sono invece allo stesso livello, anche se si dice che Saputo sia uno degli uomini più ricchi del mondo, ma abbiamo visto, con l'Inter di Moratti e con il PSG degli arabi, che i soldi non bastano per vincere.

Il Verona arriva dalla batosta casalinga contro il Napoli, mentre il Bologna apparentemente, pur sconfitto, sembrerebbe essere uscito meglio dall'Olimpico, in una partita resa bruttissima da un arbitro inadeguato che, proprio perchè tale, ha fischiato a raglio a favore e contro ambedue le squadre, non influendo alla fine sul risultato, ma solo sullo spettacolo.

Il Verona arriva da tre anni superiori al Bologna, ma non sembra poter continuare nella sua striscia vincente, come non sono in grado di farlo le squadre provinciali e con le spalle poco robuste economicamente, costrette a vendere i migliori ed a reinventarsi ogni anno.

Il Bologna arriva da annate insoddisfacenti, con grandi premesse e finendo sistematicamente nel lato destro della classifica, senza infamia e senza lodi, il che per una società da sette scudetti e che rappresenta una delle principali città italiane, è bilancio decisamente fallimentare.

Del resto non ci si può aspettare molto da chi non riesce a regolare la difesa, vendendo due giovani capaci come Theate e Binks, per tenersi dei giocatori scarsi o a fine carriera come Medel, Soumaro e Bonifazi.

Tante speranze si erano riversate sull'arrivo di Sartori che aveva fatto grande l'Atalanta, così si diceva, ma forse i meriti non sono suoi.

Unica nota positiva che rende onore a Saputo ed alla società rosso blu, la conferma di Mihailovic, nonostante sia evidente che il nostro allenatore ha la testa occupata da ben altri problemi.

Ma lo spessore umano della scelta di Saputo, del Bologna e di Bologna tutta, è tale che meriterebbe anche quei risultati che l'organico, secondo logica, negherebbe.


domenica 14 agosto 2022

Il Bologna ricomincia dalla Lazio

Sempre prima.

Il 14 agosto inizia il Campionato del Bologna, quasi una beffa se si pensa che un "via" così anticipato è legato ai mondiali arabi che interromperanno il Campionato tra novembre e dicembre.

Mondiali ai quali, come noto, per la seconda volta consecutiva (terza in totale) l'Italia non sarà presente.

Ma oggi vedremo un primo assetto del Bologna 20222-2023.

Un Bologna che, in questo momento, mi sembra più debole di quello dell'anno scorso avendo venduto Hickey, Svanberg e Theate, cioè i tre migliori giovani che si erano messi in luce lo scorso campionato.

Non so che fine abbia fatto Djicks ma credo sia in partenza o già partito anche lui.

Al loro posto per ora ci sono due panchinari di squadre retrocesse (Lycojannis dal Cagliari e Cambiaso dal Genoa) una promessa scozzese (Ferguson) e tante figurine sul tacquino di un Sartori che, al momento, sembra decisamente sopravvalutato e spero non abbia dato tutto quello che aveva nei suoi anni all'Atalanta.

Ma quello che mi preoccupa di più è l'allenatore, Mihailovic, che ho visto decisamente male, spento e stanco, mentre dirigeva il Bologna nella partita di Coppa Italia.

Temo che la squadra non possa che subire la tristezza e l'angoscia della situazione in cui si trova l'allenatore e non so se riuscirà questa volta a reagire sentendosene motivata.

Comunque, alle 18,30, si inizia, a Roma, contro la Lazio e speriamo che mi sia sbagliato nel giudicare l'organico rosso blu.

domenica 7 agosto 2022

Invecchiare

A tavola non si invecchia e, poi, l'importante è sentirsi giovani e continuare a "fare cose".

Poi, mentre guidi, ti commuovi perchè, a tradimento, in mezzo alle tanto insulse canzonette di oggi, tra voci tutte uguali e testi infantili, il conduttore di Radio Italia inserisce la tua canzone preferita di Lucio Battisti.

 

domenica 31 luglio 2022

Più contenti con i contanti

Tornato in montagna, nel paesino appenninico dove ho un punto di appoggio, mi sono recato venerdì in un mini market per acquistare quelle due o tre cose che mi mancavano o erano in esaurimento.

Alla cassa ho aspettato quindici minuti perchè una signora davanti a me si era ostinata a pagare con la carta di credito o debito la stratosferica somma di 6,67 euro.

Al secondo tentativo, mentre teneva le mani giunte in preghiera in trepida attesa del salvifico "beep", ha cercato di giustificarsi dicendo che aveva quattro carte e confondeva i codici.

Ma per 6,67 euro, non sarebbe più pratico pagare in contanti ? 

Anche per rispetto di chi è dietro di te in una coda che cominciava ad allungarsi e in un locale sicuramente piccolo ...

domenica 24 luglio 2022

Letture estive

Se qualcuno stesse cercando qualche fresco romanzo poliziesco da portarsi dietro per le vacanze, eviti di lasciarsi incantare da Kate Atkinson con i suoi "Casi dimenticati di Jackson Brodie".

Io ci sono cascato e adesso sto faticando non poco ad arrivare alla fine.

Il romanzo ha 323 pagine e, se prendesse il lettore, l'avrei finito in tre giorni.

Sono a pagina 262, avendo iniziato martedì e sto ancora aspettando l'inizio delle indagini, finora solo una ridicola sequela di parole con il non riuscito tentativo di tratteggiare la psicologia dei personaggi.

Ormai quando mi metto a leggerlo, dopo qualche pagina "mi calano le palpebre" come diceva una vecchia pubblicità.

Ben diverso il romanzo che ho letto in precedenza "Quaranta modi per dire dolore" della serie Cardinal di Giles Blunt (autore canadese) da cui è stata tratta anche una serie televisiva.

In questo caso la lettura si fa spedita, perchè l'autore arriva subito al punto, alle indagini e quindi un crescendo di colpi di scena prima di arrivare alla conclusione.

Purtroppo, ormai, il mercato è saturo di romanzi di poche pretese, i cui autori (ed editori) si accontentano di vendere qualche centinaio di copie (e per molti sono già tante).

domenica 17 luglio 2022

Sembra ieri

Parlando con una giovane collega, ho citato una trattoria che si trovava in via Volturno (credo) comunque in una laterale di via Indipendenza: Le Birichine.

All'epoca era abbastanza famosa e l'ho citata dando per scontato che la conoscesse essendo una ragazza (forse dovrei scrivere "una signora" ... ) molto portata alla socialità conviviale.

Mi ha guardato come se parlassi degli alieni e mi sono reso conto che lei, nata nel 1983, non poteva mai averla frequentata, visto che credo abbia chiuso (ricordo vagamente in merito, una storia molto romanzata) a fine anni ottanta o, al più tardi, primi novanta.

Eppure a me sembrava di esserci stato "ieri", tanto il tempo passa velocemente.

E' buffo come venga distorta la sensazione del tempo, facendo sembrare tutto molto ravvicinato.

E quando si parla di "inizio secolo" o "anni venti", io mi riferisco al XX secolo, non a questo che, pure, ha superato un quinto del suo cammino.

E questa consapevolezza ha, per me, un sapore molto dolce e mi ritrovo a sorridere mentre penso al passato così remoto, ma ancora così vivo.


domenica 10 luglio 2022

Lo zainetto

Una delle ragioni aggiuntive che mi inducono ad indossare sempre la giacca, è la possibilità di usufruire di tasche in abbondanza dove sistemare tutte le cose che ormai bisogna portarsi dietro, perchè "non si sa mai".

Capisco peraltro che altri optino per scelte altrettanto legittime come borse, borselli e zainetti oggi tanto di moda.

Però bisogna anche avere l'educazione per non trasformare lo zainetto in un  prolungamento fuori controllo delle proprie dimensioni , che finisce con il creare ostacoli al prossimo.

Ad esempio tra le corsie di una libreria.

Se uno si ferma tenendo lo zainetto sulle spalle, impedisce ad un altro cliente di percorrere quella corsia e lo si costringe ad aggirare, a volte, una intera colonna di libri.

Oppure al mercato del centro, strade strette (ad esempio in via Pescherie Vecchie) e se uno con lo zainetto si ferma per ordinare, blocca il passaggio.

Ecco perchè parlo di educazione.

Da bambini, per portare i libri a scuola usavamo la classica cartella a mano e anche la cartella a spalle.

Personalmente la abbandonai quasi subito, preferendo la cartella a mano e poi le cinghie elastiche, ma ricordo perfettamente le tassative indicazioni di genitori e maestri che ci imponevano di toglierci la cartella dalle spalle e metterla tra le gambe quando ci si fermava da qualche parte o si doveva passare in strade strette con altri pedoni o si andava in autobus.

Educazione, la cartella tra le gambe per evitare di prendere inavvertitamente contro qualcun altro, ma anche per evitare di creare ostacoli al passaggio altrui.

Una educazione che oggi non riscontro, neppure negli adulti che usano lo zainetto anche in città.

domenica 3 luglio 2022

Il sogno di Roma

Dopo svariate ricerche e richieste, ho finalmente trovato "Il sogno di Roma", di Boris Johnson.

Anzi, è lui che ha trovato me perchè avevo ormai rinunciato quando me lo sono trovato in bella mostra sullo scaffale dedicato alla storia di Roma e, in effetti, è una edizione del maggio 2022.

Boris Johnson, oltre ad essere pro tempore il Primo Ministro di Sua Maestà, è anche un noto latinista e grecista e avevo trovato citazioni del suo saggio (che risale al 2006) ma non avevo mai avuto la fortuna di recuperarlo in libreria.

L'attesa non è andata delusa.

La lettura del saggio di Johnson è non solo facile e piacevole per le numerose ironie che vi sono inserite e il linguaggio discorsivo (di questo credo che si debba riconoscere il merito alla traduttrice, Elisabetta Zoni, che probabilmente è riuscita a mantenere inalterato il testo rispetto all'inglese) ma anche per le idee e gli spunti che possiamo avere, anche in chiave contemporanea come la spiegazione del perchè, quello che riuscì ai Romani di uniformare un territorio vastissimo non riesce all'unione europea.

Idee e spunti che toccano anche la religione e la laicità dello stato con un parallelismo interessante tra Ottaviano Augusto e Gesù Cristo, presentato nel modo dissacrante di un inglese, probabilmente più agnostico che praticante, che conosce e cita Virgilio, Properzio e Orazio alla pari di Sant'Isaia e Giovanni Evangelista.

Ed ho avuto anche occasione di leggere come non sia capitato solo a me di rimanere deluso nel visitare un luogo storico e non trovarvi nulla o quasi che richiamasse l'evento,fondamentale, ivi accaduto.

Johnson racconta infatti di essere capitato ad Azio, dove si combattè la battaglia finale tra le truppe di Ottaviano non ancora Augusto e di Marco Antonio e Cleopatra.

Un evento fondamentale per la Storia dell'Umanità di cui, scrive, non è rimasta alcuna testimonianza che lui sia riuscito a trovare.

A me capitò la prima volta che andai in Grecia, nel 1985, per visitare non un'isola (Rodi e Creta vennero dopo) ma Atene e i luoghi storici.

Non parliamo di Salamina sulla cui isola volli mettere piede giusto per attraversare quel braccio di mare, ma pensavo che a Maratona, Platea, alle Termopili ci potesse essere qualche rilevante ricordo delle tre, fondamentali battaglie combattute per la libertà delle città greche ma, nella nostra ottica, per preservare l'Identità di tutte le terre occidentali minacciate dai persiani.

In effetti qualcosa c'era, ma a mio avviso per nulla degno dell'importanza storica di quelle battaglie.

Solo grazie all'indicazione di un pope ortodosso arrivammo ad una stele abbandonata che ricordava gli opliti ateniesi caduti a Maratona.

A Platea trovai solo l'iscrizione che citava la battaglia, su una fontanella di paese.

Qualcosa in più alle Termopili, dove c'è una statua di Leonida che quasi non si riesce (o riusciva) a fotografere a causa dei fili elettrici che rovinavano l'inquadratura.

Forse, dopo quasi quarant'anni, anche i Greci avranno cercato di valorizzare quei luoghi storici.

O forse siamo rimasti in pochi  a sentire vibrare cuore e mente nel ricordo degli eventi che hanno consentito si sviluppasse la nostra Civiltà.