http://www.youtube.com/watch?v=EvL136YjXvc
Genitori di oggi:
Oggi piove: come farà il mio povero figlioletto a fare i 200 metri che ci sono fra casa e scuola ? Si bagnerà tutto !! Lo devo assolutamente accompagnare io col mio SUV 4x4
Genitori di ieri:
Il filmato di cui sopra: anno 1959; valle del Panaro poco oltre Marano; probabilmente il ponte che sarà costruito è quello della Casona.
venerdì 1 novembre 2013
giovedì 31 ottobre 2013
Facebook e dintorni
Il commento di Claudio al post precedente mi offre il destro per esprimere la mia opinione sui cosiddetti social media.
Così, mentre ho approfittato della giornata di sciopero per anticipare la partenza per il fine settimana lungo, appagato dal risultato del Bologna a Cagliari (Claudio, mentre tu scrivevi, io mi godevo i tre goals ) , davanti al caminetto acceso (anche se poi tanto freddo non è, anzi ...) finchè mi funziona il vecchio portatile che ormai tengo in permanenza in montagna, scrivo questa breve nota.
Claudio conferma quel che sostengo: Facebook (e gli altri strumenti analoghi) è un fortissimo "occupatore di tempo".
Quando scrive che ogni tanto guarda il blog perchè adesso è impegnato in Facebook, infatti, non significa altro che occupa il suo tempo in Facebook, piuttosto che in altre attività.
Legittimo e naturale che quando c'è qualcosa che attira divenga un appuntamento fisso della propria giornata e abbia uno spazio nella propria organizzazione di vita.
Io iniziai a frequentare la Rete nel 1996, comprando un computer che cominciai ad utilizzare con la connessione ad internet durante il periodo natalizio di tale anno.
Inesperto fui inizialmente sommerso da messaggi che non capivo da dove venissero.
Era una chat (si chiamava C6 di tin.it) connessa all'abbonamento, si attivava automaticamente ogni volta che entravo in internet e tutti potevano vedere che ero collegato.
Dopo qualche giorno compresi come potevo fare per scollegarmi e da allora non attivai più alcuno strumento di chat o similia perchè mi impediva di fare le ricerche o di scrivere in santa pace.
Quando uscì Facebook, quindi, mi guardai bene dall'iscrivermi, memore di quella esperienza e non volendo perdere tempo rispetto all'uso del pc che intendo come supporto alla mia attività.
Del resto sono alla scrivania tutto il giorno e non sono particolarmente propenso a prolungare tale attività anche a casa, dove preferisco leggere o, dopo cena, guardare qualche film o telefilm.
Ma questo non è che un motivo del fatto che continuo a declinare ogni invito ad iscrivermi a quei social media.
Non ho interesse nelle discussioni inutili, eterne ed inconcludenti e anche i gruppi che possono seguire un interesse personale (Claudio ha scritto di fotografia) nella mia esperienza si riducono a cerchie ridotte (e spesso ridicole) che si parlano addosso.
Io ero e sono iscritto ad alcune mailing list di Yahoo e Google Groups.
Una, in particolare, aveva tutte le premesse per essere interessante essendo stata costituita dal presidente della sezione italiana della World SciFi e con l'iscrizione di quelli che sarebbero "tutti i più bei nomi della fantascienza italiana".
E' vero che il fondatore, anima dell'iniziativa è deceduto, ma da subito si era costituito un gruppo autoreferenziale, costantemente collegato con reciproca melassa: ma come sei sempre presente, e tu così colto, e tu così arguto, non abbiamo nulla a che spartire con quella brutta massa di bifolchi che invece di comprare noi compra i soliti nomi ...
Una costante della mia conoscenza della Rete è stata proprio la costituzione di piccoli gruppi monotematici che elevano a totem la loro singola, personale, solipsistica idea o passione.
Non c'è spazio per il ragionamento, è così e basta.
Facebook e Twitter più di altri sono ormai diffusi a livello planetario tanto che tutti ne abbiamo una conoscenza da quel che riportano i giornali.
Uno si vuole suicidare e lo scrive in 140 caratteri.
Un ministro è in consiglio per decidere sulle nostre tasse ed ecco che arriva il cinguettio.
Si partecipa ad un funerale ed in tempo reale arriva la lacrima in mondovisione.
E poi gli amici, le condivisioni, i followers (lo scrivo in inglese perchè non mi viene altro termine in Italiano che "seguaci" che mi sembrerebbe meglio definisca una setta di pervertiti e non vorrei dare l'impressione sbagliata :-).
Un po' di riservatezza, di discrezione, di intimità, no ?
E da qui l'ossessione di avere tanti "amici", quando ne basterebbero due o tre, ma veri, reali, concreti.
Avevo un collega che, preso dal vortice, oltre a perdere tempo per guardare cosa c'era di nuovo, ad ognuno che telefonava chiedeva: sei su Facebook ? Se il malcapitato rispondeva affermativamente la richiesta successiva era: posso mandarti (o chiederti) l'amicizia ?
Poi dove lo si trova il tempo per stare su quei social media ?
Dieci ore al giorno sono occupate dal lavoro (includendovi pausa pranzo, itinerario di andata e ritorno) .
Quasi altrettante dalle attività di cura della persona ( dormire, mangiare, lavarsi ...).
Non rimane molto per leggere, rilassarsi, guardare un po' di televisione.
E credo che la partecipazione a quei social media sia alquanto totalizzante.
Naturalmente c'è chi, con una prospettiva differente, dice: mi rilasso scrivendo e partecipando in quei gruppi, mentre non mi interessa leggere o appisolarmi davanti alla televisione.
E può anche essere che quando mi avranno costretto ad andare in pensione, avendo così tanto tempo a disposizione, io divenga un assiduo frequentatore del cicaleggio telematico.
Per ora il massimo della modernità tecnologica, per me, è scrivere sui blog.
Mi occupa di meno ed ho la possibilità di rapportare tutto ai miei tempi di vita.
mercoledì 23 ottobre 2013
Compleanni
Sia pur in ritardo nella giornata (ma per lui è appena iniziata ...) ricordo il 23 ottobre, compleanno del nostro Claudio.
domenica 20 ottobre 2013
Paradossi
Se il Bologna riuscirà a salvarsi, sarà merito di Diamanti e del suo individualismo.
Se il Bologna finirà in serie B, sarà colpa di Diamanti e del suo individualismo.
Il calcio, però, è un gioco di squadra ...
domenica 13 ottobre 2013
Bologna la brutta
In una domenica in cui il Bologna non perde :-) , parliamo di Bologna, la città che sta anticipando la sua squadra di calcio in una rovinosa caduta verso il basso, la serie B e anche molto peggio.
Tutti circoliamo (o cerchiamo di farlo) in città.
Tutti sappiamo che strade come Via Marconi, Via Ugo Bassi, via Rizzoli, furono appositamente realizzate a fine ottocento per dare respiro, aria e spazio alla città ed alla sua vivibilità essendo ormai venute meno le ragioni di mantenere strade piccole e strette per la difesa dalle invasioni esterne.
Sono strade che attraversando il centro, consentirebbero a tutti di arrivare nel cuore della città.
Venne poi la mania delle zone pedonali, portata al massimo del parossismo con l'invenzione perversa della T al sabato e domenica.
Venne l'idea di un super autobus, il Civis, fallito e costoso.
Per "agevolare" il Civis furono rovinate strade con l'installazione di pensilline, fermate e corsie preferenziali che, purtroppo, sono sopravvissute al Civis.
Mi piacerebbe sapere chi è il responsabile di quell'obbrobrio che è diventata via Marconi ristretta da una serie di pensilline e corsie preferenziali che gli autobus, peraltro, neanche rispettano se non devono fermarsi, andando così ad occupare la corsia rimasta per i privati.
Ieri mi è capitato di percorrere (con la vespa, mica con la macchina !) via Lame.
Un paio di autobus fermi alle rispettive fermate ed altrettanti che si fermavano IN DOPPIA FILA ! bloccando completamente la circolazione, salvo percorrere contro mano la corsia preferenziale che porta verso il centro.
Invece di comportarsi da talebani dei divieti al traffico, gli amministratori, se fossero degni di tale qualifica, dovrebbero riorganizzare la viabilità, sfruttando quelle grandi arterie centrali che darebbero respiro ai viali e ridurrebbero l'inquinamento.
E costruite parcheggi sotterranei, sfruttando la Bologna romana che abbiamo sotto i nostri piedi e che non è utile a nessuno, coperta come è dall'asfalto e dalle costruzioni, almeno potrebbe diventare un parcheggio di rara bellezza e unico al mondo !
domenica 6 ottobre 2013
Il trionfo della stupidità
Quando è caldo si accende il condizionatore.
Quando è freddo si accende il riscaldamento.
Solo durante il servizio militare mi è capitato di dover bovinamente indossare la divisa estiva il 1° di giugno e quella invernale il 1° di ottobre a prescindere dalle temperature esterne.
Le previsioni meteo, poi, diventano sempre più precise e se dicono che nel fine settimana ci sarebbe stata una forte perturbazione con calo delle temperature anche di dieci gradi, probabilmente vedono giusto.
Invece chi ha la sventura di trovarsi ad abitare in un condominio con il riscaldamento centralizzato (anche con le tanto decantate caldaie a condensazione) vede la temperatura interna scendere perchè una delle tante leggi stupide che abbiamo in Italia e che risale alla fine degli anni ottanta (Forlani presidente del consiglio) impone l'accensione nella zona di Bologna solo il 15 ottobre.
Il sindaco potrebbe autorizzare le accensioni in anticipo, ma evidentemente Merola non conosce le previsioni e invece di prevenire, si limiterà ad autorizzare le accensioni con qualche giorno di ritardo sull'arrivo del freddo.
La legge vorrebbe risparmiare, ma a parte il fato che i fortunati dotati del riscaldamento autonomo accendono (e consumano) ugualmente, gli sventurati centralizzati accendono stufette elettriche o montano i condizionatori a doppia funzione (freddo d'estate e caldo di inverno) moltiplicando il consumo che si avrebbe con l'uso della caldaia centralizzata.
Senza contare che chi più subisce questa situazione sono le persone anziane che stanno in casa e avrebbero maggior bisogno di trovarvi un ambiente confortevole.
Domani o martedì avremo l'autorizzazione ad accendere, anche se da mercoledì è previsto un assestamento di alta pressione ...
P.S.: ci sarebbe da scrivere anche sul Bologna, ma è meglio stendere un velo pietoso.
domenica 22 settembre 2013
Villa Arzilla
E' finita (con la delusione rossoblu in una partita stregata: siamo ampiamente in credito con la Fortuna) una settimana dedicata al risparmio ... futuro.
Un modo singolare per risparmiare, visto che ho speso (ora) per una ristrutturazione in casa che rientra nel risparmio energetico e mi consentirà di recuperare il 65% di quanto speso.
Un 65% che essendo spalmato nei prossimi dieci anni rappresenterà una piccola rendita che andrà ad integrare la pensione.
Sì, perchè, Massimo, Roberto e scusino gli altri ma parlo del settore che conosco, ho sempre più l'impressione che se non il 2014 ma il 2015 potrebbe essere l'ultimo anno da lavoratori attivi.
In parlamento giace una proposta, che chiamano "bipartisan", per modificare la legge Fornero, consentendo la pensione anticipata senza penalizzazioni con 41 anni di contributi, in pratica abolendo la progressione dei famosi tre mesi legati all'aspettativa di vita.
E se quello riguarda tutti e potrebbe avverarsi se Letta arrivasse a mangiare il panettone, per noi nel Credito la disdetta del contratto ha un unico, solito, obiettivo: far uscire dal lavoro i dipendenti più costosi che, in sostanza, sono tutti quelli entrati prima del contratto del dicembre 1994.
Dobbiamo anche ricordare che abbiamo un Fondo che consentirebbe di "accompagnare" le uscite per cinque anni con una possibile estensione di altri due anni con una forma speciale di cassa integrazione.
Purtroppo non si parla più di quello che io chiamo il "part time dei nonni" cioè quella forma di part time che vedrebbe per gli ultracinquantacinquenni il pagamento per intero dei contributi.
Non so come andrà a finire, troppe sono le incognite e le variabili, ma sui giornali la campagna che consegna gli ultracinquantacinquenni alla panchina (dei giardinetti) è in pieno svolgimento.
Estote parati !
domenica 15 settembre 2013
Bolobene e Bolofeccia
Devo dire che quando ho letto sul Carlino della rissa ai Giardini Margherita e della contrapposizione tra "Bolobene" e "Bolofeccia", dopo un primo momento di sconcerto, mi è venuto da sorridere: in fondo, nonostante il quotidiano bombardamento che tende a renderci tutti eunuchi, i ragazzi restano sempre ragazzi ed è per questo che rappresentano l'ottimismo per il futuro della nostra società.
Naturalmente gli articoli che ho letto grondano retorica, ma una sana (sembra che non ci fossero armi ) scazzottata non ha mai fatto male a nessuno (salvo qualche livido) e contribuisce non solo a formare il carattere, ma anche ad insegnare ai ragazzi che non si deve subire passivamente la violenza altrui.
Diverso l'approccio al discorso "bene" e "feccia".
Anche qui non c'è nulla di nuovo sotto il sole, da sempre la divisione tra ricchi e poveri ha contraddistinto le frequentazioni e le stesse rivoluzioni hanno rappresentato la reazione di chi è arrivato ad avere troppo poco, contro chi ha troppo.
Ricordate ?
"La Storia ci ha insegnato, che un popolo affamato, fa la rivoluzion ...".
Ma anche qui una contrapposizione è educativa, contribuisce a formare gli uomini del domani.
Senza scomodare Cuore o I ragazzi della via Pal, mi è venuto in mente Emilio De Martino con la sua "La squadra di stoppa" da cui fu tratto un indimenticabile sceneggiato della tv dei ragazzi nei primi anni sessanta, con Carlo Hinterman e Roberto Chevalier.
Se ve lo ricordate, la squadra di stoppa era stata così soprannominata dal capitano, figlio di ricchi, che aveva costruito per chi lo seguiva una squadra organizzatissima e, come si direbbe oggi, sponsorizzatissima, con esclusioni di quelli che non si adattavano ad ossequiare il "principe".
Questi formarono una loro squadra (con maglia rossoblu ...) e vinsero il campionato della scuola (elementare).
Il figlio di ricchi si ravvede e quando si fa male il centravanti della squadra di stoppa si presta a giocare in rossoblu, contribuendo alla vittoria finale.
Naturalmente in mezzo tante piccole vicende umane e, anche, con risvolti "gialli".
Non credo che la rissa dell'altro giorno debba creare preoccupazione o debba vedere un intervento repressivo da parte di noi adulti.
Il nostro compito deve essere quello di sorvegliare che non degenri con l'uso di armi e che non distruggano beni pubblici e privati.
Per il resto, lasciamo che facciano le loro esperienze senza voler a tutti i costi farli comportare anzitempo da ... quasi sessantenni .
Nell'immagine il libro di Emilio De Martino nella edizione in mio possesso e con l'immagine di Carlo Hinterman con i due "capitani".
lunedì 9 settembre 2013
.... e alla fine il tornado è arrivato anche a casa mia
la sera del 27 agosto.
Un disastro.
Ero al mare: mi telefona mio fratello: un tornado mi ha sradicato due alberi del giardino; telefono dal mare ad una impresa di mia conoscenza, che provvede a togliere gli alberi (che avevano anche invaso la sede stradale)
Quando torno, amarissima sorpresa: fosse stato solo per gli alberi...
La vigna è stata letteralmente abbattuta.
Uno spettacolo deprimente, una terribile desolazione
Sul Carlino Bologna del 29/8 due pagine sull'evento che ha colpito vari comuni della provincia e distrutto altre vigne, oltre che abbattuto alberi e scoperchiato capannoni agricoli.
I meteorologi, a giudicare dagli echi radar di quell'ora sono incerti se si sia trattato di un vero a proprio tornado (o tromba d'aria, che dir si voglia) o di un downburst temporalesco.
Inutile che mi dilunghi sulle differenze fra i due fenomeni (cmq il tornado è quello con la tipica forma ad imbuto, che è assente nel downburst), il risultato, purtroppo, non cambia.
Un disastro.
Ero al mare: mi telefona mio fratello: un tornado mi ha sradicato due alberi del giardino; telefono dal mare ad una impresa di mia conoscenza, che provvede a togliere gli alberi (che avevano anche invaso la sede stradale)
Quando torno, amarissima sorpresa: fosse stato solo per gli alberi...
La vigna è stata letteralmente abbattuta.
Uno spettacolo deprimente, una terribile desolazione
Sul Carlino Bologna del 29/8 due pagine sull'evento che ha colpito vari comuni della provincia e distrutto altre vigne, oltre che abbattuto alberi e scoperchiato capannoni agricoli.
I meteorologi, a giudicare dagli echi radar di quell'ora sono incerti se si sia trattato di un vero a proprio tornado (o tromba d'aria, che dir si voglia) o di un downburst temporalesco.
Inutile che mi dilunghi sulle differenze fra i due fenomeni (cmq il tornado è quello con la tipica forma ad imbuto, che è assente nel downburst), il risultato, purtroppo, non cambia.
domenica 8 settembre 2013
8 settembre
Leggo con stupore che vi sarebbe una corrente storica, che può ben essere definita "revisionista" ... :-), che cercherebbe di riabilitare l'8 settembre e il suo principale artefice Pietro Badoglio.
Ho, peraltro, con piacere ascoltato due interviste radiofoniche ad un altro storico, Gianni Oliva, che non si è ancora messo a cantare nel coro e che ha descritto quell'atto come in realtà fu: uno spregevole tradimento.
Prima di Badoglio (dal quale si dice che gli Inglesi crearono un neologismo "to badogliate" quale sinonimo di tradire) una nazione sconfitta sul campo chiedeva la tregua e se non riprendeva la guerra, metteva nel conto la perdita di porzioni del proprio territorio o il cambio del re o dell'intera casa regnante.
Accadde così dopo la Prima Guerra di Indipendenza quando i Piemontesi chiesero l'armistizio dopo la sconfitta di Custoza, ripresero la guerra per la resa definitiva dopo Novara, nel 1849, con l'abdicazione di Carlo Alberto e l'ascesa al trono di Vittorio Emanuele II.
La Francia sconfitta a Sedan diventò repubblica dopo l'impero di Napoleone III e perse Alsazia e Lorena che si riprese nel 1918 dopo la vittoria sulla Germania che costò il trono agli Hoenzollern.
Badoglio e Vittorio Emanuele III invece firmarono l'armistizio con il nemico Anglo Americano, fuggirono da Roma e, senza fornire adeguati ordini alle Forze Armate, si schierarono con il vecchio nemico, pronti a sparare contro l'alleato di un minuto prima.
Un comportamento inqualificabile e, comunque la si pensi, spregevole, che non riuscì a salvare nè una larga parte del nostro territorio (Istria, Fiume e le legittime pretese sulla Dalmazia) , nè il trono dei Savoia (anche se è ancora aperta la discussione sulla effettiva regolarità del voto referendario del 1946).
Per quanto, come noto, sia favorevole al revisionismo storico (soprattutto quando va a toccare capisaldi della vulgata "politicamente corretta";-) non posso condividere chi vede nell'8 settembre e in Pietro Badoglio la data di nascita e il padre dell'Italia contemporanea.
Per formazione, tradizione, valori, non poso accettare una versione riveduta e corretta (ma anche corrotta) di un evento storico che lungi dall'essere positivo, ridicolizza e offende la nostra Italia e il nostro Popolo.
Iscriviti a:
Post (Atom)
