Visualizzazione post con etichetta neve 11 febbraio 2012. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta neve 11 febbraio 2012. Mostra tutti i post

sabato 11 febbraio 2012

E il naufragar m'è dolce in questa neve

Uno spettacolo come quello che da alcuni giorni ci si presenta alla vista, non credo di ricordarlo neppure nei giorni della nostra infanzia, quando le automobili erano poche e non deturpavano il paesaggio nella strada privata in cui abito.
Dalla finestra dello studio vedo gli alberi, i nostri abeti del primo Natale trascorso qui nel 1960 e poi piantati in giardino dal nonno dei bambini dell'appartamento di fronte, ondeggiare ricoperti di neve.
La visione dalla finestra della camera da letto è divisa da due grandi e bellissime “stalattiti” che fotografo ogni giorno per vedere e documentare la loro progressione.
Ma lo spettacolo che preferisco è quello sul fronte principale, quello direttamente sulla strada, tutta imbiancata, dove le “forze” mobilitate dai vari condomini che insistono su questa nostra porzione di mondo, sono ormai state sconfitte dal persistere delle precipitazioni nevose.
Sconfitto anche il vicino del condominio di fronte che, ogni sera, da dieci giorni, ripuliva la sua automobile parcheggiata nel piazzale e che ora è nuovamente ricoperta da una soffice ma voluminosa panna bianca.
Gli alberi spogli hanno qualche ramo spezzato e questo mi consente, dopo anni, di tornare ad individuare, nel bosco di fronte che ci vide da bambini coraggiosi esploratori, la “tomba etrusca”, ancora lì dopo oltre cinquanta anni (e sicuramente c'era anche da molto prima), nostro luogo preferito di ritrovo nelle calde giornate delle vacanze estive, quando dovevamo darci un appuntamento preciso in un luogo preciso, essendo il telefono (nero, fisso, a muro) un totem da utilizzare solo ed esclusivamente per occasioni eccezionali (ed eravamo sempre puntuali, allora !).
E se anche il “blizzard” annunciato sembra essersi rivelato l'ennesima bufala, bianchi, soffici, fiocchi di neve continuano a cadere consentendoci di riscoprire il bello dello stare in casa, a non far nulla, a guardare la neve cadere che pare un monito a chi sempre corre, ricordando che, come un buon piatto, la vita va assaporata nei tempi giusti, non divorata in volocità.

E il naufragar m'è dolce in questa neve ...