Visualizzazione post con etichetta Star Wars. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Star Wars. Mostra tutti i post

domenica 5 marzo 2023

Il troppo che stroppia

Nel 1977, quando uscì nelle sale italiane StarWars, la fantascienza era relegata nei cinema d'essai e anche in televisione, quando non era negli spazi dei programmi per ragazzi, veniva dietro allo sport e persino ai pettegolezzi su attori e cantanti.

Star Wars cambiò le cose, la percezione della fantascienza e contribuì a far arrivare in Italia anche una serie di grande successo negli Stati Uniti, con tre stagioni sul finire degli anni sessanta: Star Trek.

Il successo di entrambi è stato tale che ha arricchito i rispettivi ideatori che ne hanno venduto i diritti alle maggiori compagnie cinematografiche in cambio di decine di milioni che renderanno la vita facile a loro , ai loro figli, ai figli dei loro figli ed oltre.

Entrambi i programmi hanno avuto, ognuno nel suo ambito, continuazioni di successo, dando anche vita a quelli che si chiamano "spin off", cioè programmi derivati da quello iniziale che prendono in esame la vita e le azioni di personaggi marginali o appena abbozzati nella sceneggiatura principale.

Così è stato per Star Wars e, sotto un certo profilo, è stato per Star Trek che ha cercato inizialmente di dare un orientamento temporale alla storia.

Però adesso la voglia, direi l'avidità, di sfruttare il filone ha ecceduto, dando luogo a continue intersezioni di nuove serie, destinate a chiudersi presto e a non lasciare traccia ma, anzi, a compromettere la bellezza del ricordo di quella iniziale.

In ultimo è uscito o, meglio, è in corso di trasmissione, "Star Trek Picard" che narra la vicenda di un Picard fortemente invecchiato e con la patetica riesumazione di altri personaggi di "Star Trek Nex Generation", ugualmente (e spesso malamente) invecchiati come Numero Uno (Jonathan Frakes nella parte di William Rykard) o la dottoressa di bordo Beverly Cruscher che ricordavo come una bella donna dai capelli rossi e che appare come probabilmente è oggi l'attrice che la interpreta, come una anziana signora più adatta a sfornare torte di mele che a viaggiare per lo spazio.

Paradossalmente il personaggio che sembre conservato meglio è Wolfe, il klingoniano capo della sicurezza, che può giovarsi di un abbondante trucco che maschera l'invecchiamento dell'attore che lo interpreta.

Star Trek Picard mi sembra rappresenti il simbolo dei tempi moderni, con una generazione che non vuole lasciare, e ripete, stancamente, sempre se stessa, in un crepuscolo senza gloria, sottolineato dalla mancanza di colori vivaci e dalla prevalenze di ombre e oscurità nella pellicola giunta venerdì al suo terzo episodio.

domenica 10 gennaio 2016

Star Wars

Mi ricordo l'uscita del primo Star Wars nel 1978 (o forse era il 1977 , comunque fine anni settanta).
Il cinema pieno.
Per trovare i posti ci si è dovuti lanciare letteralmente sulle poltrone passando sui piedi di chi già era seduto.
Mi dicono (sono più di quindici anni che non vado al cinema, era il giorno in cui la Juventus affondò nel fango di Perugia ed io avevo accompagnato un'amica a vedere un film talmente noioso - per i miei criteri - che appoggiando la testa alla poltrona mi addormentai ... russando, così almeno mi fu detto dopo che venni svegliato da una gomitata ...) che oggi i posti siano assegnati.
Viene meno anche quel momento, tutto sommato eccitante, della ricerca del posto, magari al buio ed a film già iniziato o mentre sta per finire lo spettacolo precedente.
Ma volevo annotare, guardando le code ai botteghini proposte dai telegiornali, quanto sembra cambiato il pubblico.
Allora, mi ricordo, c'erano sì dei giovani (noi a venti-ventidue anni tali eravamo) ma soprattutto io ho l'immagine di quelli che allora chiamavo "signori maturi" e probabilmente erano quaranta-cinquantenni appassionati di fantascienza.
Poche donne alle quali la fantascienza non era mai stata congeniale, poi vi si sono avvicinate con il fantasy (che a me non piace), ma è altro.
Dalle immagini trasmesse dai telegiornali, adesso sono molti i giovani e giovanissimi e molte ragazze.
Vedo anche le pubblicazioni in edicola e trovo però poca fantascienza spaziale o di avventura, molta fantasy e troppo horror (in tutti i sensi).
Ma quella non è fantascienza.
Mi auguro che il settimo episodio non sia troppo spinto sul fantasy, anche se da quel che si legge sembra più una rielaborazione dei primi due episodi, tanto da aver subito le critiche di Lucas, che ha tacciato la Disney di aver fatto solo una operazione commerciale.
Beh, aspetterò questi sei mesi e poi me lo guarderò dalla poltrona di casa  ...