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domenica 24 marzo 2013

Papa Francesco

Dieci giorni di un papato sono pochi per valutarne la linea e l'approccio, ma sufficienti per confermare o meno una sensazione "a pelle" .
A parte la stucchevole melassa da cui il nuovo pontefice è stato ricoperto dalla stampa, la mia impressione istintiva non è positiva.
Non sapevo chi fosse questo cardinale Bergoglio e di lui so solo quel che hanno scritto i giornali, presumibilmente mettendo in evidenza quel che tornava più utile alla loro linea editoriale.
Non ha ancora detto nulla (o quasi ...) di rilievo, agendo solo da consumato uomo pubblico con gesti più di immagine che di sostanza (la croce, l'anello d'argento).
La mia prima sensazione è stata di disagio.
Perchè ?
Per il nome scelto.
Ma come, mi domando, viviamo un periodo triste, in cui una estesa povertà di ritorno rischia di cancellare gli anni del benessere e il papa invece di aiutarci a guardare al futuro con ottimismo sceglie il nome del Povero più famoso della Storia ?
Come presagio per il nostro futuro non mi è sembrato molto favorevole.
Se poi, qualche giorno dopo, si esprime (forse involontariamente ... ma mi pare che conosca bene la nostra lingua) con un eloquente "ah, come vorrei una chiesa povera e per i poveri" allora la sensazione di disagio in me cresce.
Non è che ci sia un ben orchestrato crescendo per martellarci l'idea che "povero è bello" ?
No, perchè se al papa aggiungiamo la "decrescita felice" di un movimento che ha ottenuto un significativo risultato elettorale e la allegra tassazione che provvede a sottrarci redditi e risparmi, allora sembra quasi un ... complotto.
Io vorrei una chiesa ricca, per nazioni e popoli ricchi.
Per me la povertà non è bella, anzi dovrebbe essere estirpata cercando di aumentare la produttività e la diffusione di beni e proprietà private.
Certamente nella necessaria differenziazione che deriva dai meriti e dalle capacità di ciascuno.
Non credo che sia chi sta bene a doversi privare delle sue proprietà per livellarsi a chi sta peggio, ma, al contrario, è necessario che chi sta peggio possa avere le opportunità per innalzarsi al livello di chi sta meglio, senza bloccare la crescita di questi ultimi.
San Francesco fu Uno e Irripetibile.
Noi non siamo santi, ma Uomini alla ricerca della Felicità che passa necessariamente anche dalla guerra alla povertà, non dalla sua idealizzazione.

O no ... ? :-)