Ad ogni passaggio di stagione vediamo i più disparati abbigliamenti a dimostrazione che ognuno sente caldo o freddo in base alle propriee esclusive esigenze che non sono omologabili e massificate.
In questi giorni, vedo ancora per strada giovani donne in canottiera, sbracciatissime e scollatissime (temo per loro che fra qualche anno conosceranno cosa vuol dire "ho un attacco di cervicale") e altri che se non indossano ancora il fantozziano spigato siberiano, si sono prudentemente coperti, soprattutto se escono di primo mattino (quando abbiamo tra i 14 e i 16 gradi) o circolano con lo scooter.
Il caldo e il freddo ognuno lo sente a modo suo, come molti che hanno lavorato in uffici con pluralità di persone possono testimoniare sull'uso dei condizionatori, del riscaldamento e le relative temperature da applicare.
Quindi ognuno ha diritto ad accendere o spegnere riscaldamento e condizionatore, non in base a leggi uniformi che tendono ad omologare e appiattire, ma in base alle proprie necessità, con la stessa libertà con la quale ognuno si veste come meglio crede.
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