domenica 27 settembre 2026

La "mia" Fantascienza non è così cervellotica (a margine di Disclosure Day)

Sky, agli abbonati a cinema, offre la possibilità di vedere un film al mese tra quelli di "Prima fila", senza pagarne il noleggio.

Così io, che dal 14 maggio 2000 non sono più andato al cinema, invece di aspettare la programmazione (credo dopo sei mesi) ho potuto guardare quasi subito il tanto celebrato film di Steven Spielberg, definito di "fantascienza", "Disclosure Day", cioè il giorno della rivelazione, uscito nelle sale se non sbaglio a luglio.

La trama è semplice e inconsistente: un paio di persone, ovviamente un uomo e una donna, "rapiti" da bambini dagli alieni, ricevono una "chiamata" per rivelare al mondo che dal 1947 si sapeva che esistevano esseri non umani.

Ovviamente ci sono i cattivi "che poi così cattivi non sono mai", visto che non portano alle estreme conseguenze la decisione di impedire la "rivelazione", i buoni  che vogliono aiutare i due ad informare il mondo e, tra i buoni, tutti i giornalisti che danno copertura all'evento e tante altre piccole banalità a mezzo tra il woke, il politicamente corretto e il buonismo più stucchevole.

E anche l'ispirazione di Spielberg lascia molto a desiderare con il richiamo, pressochè costante, a Incontri Ravvicinati del Terzo tipo, nella "chiamata" dei protagonisti e nella immagine degli alieni.

Ovviamente sono volutamente generico nelle indicazioni e situazioni per evitare di rivelare scene che qualcuno potrebbe ancora dover guardare.

Poi 2 ore e 13 minuti !

Troppi.

Troppi silenzi, troppe lungaggini.

Un film che a casa si guarda meglio, visto che ci si può alzare, andare in cucina, in bagno, rispondere al telefono e, nel frattempo, non si perde proprio nulla.

Da guardare solo per poter esprimere una valutazione a ragion veduta e non pregiudiziale.

La tesi, ovviamente, non è dimostrabile.

Come per le religioni non è possibile provare se gli alieni ci sono o non ci sono.

Se sono venuti sulla Terra, se sono tra noi o se non sono mai arrivati. 

Come per le religioni è questione di fede: uno ce l'ha o non ce l'ha.

E come per le religioni le posizioni sono tre: 

- credo che esistano, 

- non credo che esistano, 

- non lo so.

Come per le religioni io sono per la terza opzione: non lo so.

Mi piacerebbe, ma non ho alcuna prova, alcuna dimostrazione.

Tutto molto speculativo, molto accattivamente per una serata salottiera con gli amici.

Ma non chiamiamola Fantascienza. 

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