sabato 29 agosto 2009

Omaggio a Virgilio Savona e al Quartetto Cetra



Se anche ne avevamo già scritto proponendo lo stesso filmato, non posso esimermi da un omaggio a Virgilio Savona, "mente" del Quartetto Cetra, deceduto la notte scorsa.
Quando ho letto la notizia della sua morte, mi sono ritornati in mente tanti “siparietti” della televisione degli anni sessanta e settanta.
Una televisione con due soli “canali” in cui si alternavano, con un rassicurante ritmo sempre uguale, il film del lunedì, il telefilm del martedì, il teatro al mercoledì, Mike Buongiorno al giovedì, una scelta random di tutto ciò al venerdì, lo show del sabato sera e lo sceneggiato della domenica.
Il Quartetto Cetra era, di diritto, al sabato sera.
Studio Uno, ma anche le varie edizioni speciali di spettacoli che solo nominalmente erano “one man show”, vedevano questo brillanto gruppo vocale tenere con sicurezza la scena.
Epiche le loro rivisitazioni in chiave ironica di sceneggiati, film e opere.
Brillanti e profonde le loro canzoni, interpretate sena una sbavatura, con classe e ironia, senza mai scendere nel turpiloquio e nella volgarità.
Così come nelle loro interpretazioni.
Altra classe, altri tempi, se si pensa al guittaggio “ideologicamente corretto” di tanti che per un passaggio televisivo si prestano a qualsiasi volgarità (come il ben noto comico di sinistra che ogni volta cerca di tastare i genitali del malcapitato presentatore di turno).
Tata Giacobetti, marito della splendida Valeria Fabrizi, e riconosciuto “bello” del gruppo, fu il primo ad andarsene nel 1988.
Si concluse allora la carriera del Quartetto Cetra che, mancando uno dei componenti, decise di non poter proseguire.
Nel 1990 venne a mancare Felice Chiusano, il “pelato”, che era da tutti ricordato come un buontempone, pronto allo scherzo.
Ieri è deceduto Virgilio Savona, la “mente” del gruppo, marito di Lucia Mannucci quarto e unico componente del gruppo ancora in vita.
Mi piace ricordarlo (e ricordarli) con il brano tratto da you tube e relativo ad una commedia musicale, una parodia dei tanti western dell’epoca, che allora non ebbe successo e di cui abbiamo già parlato.
A me “Non cantare, spara”, piacque e, probabilmente, potrebbe ancora oggi essere trasmesso.
Se non altro per i nostalgici dell’Italia pulita che fu, anche in televisione, quella degli anni sessanta e settanta.

giovedì 13 agosto 2009

Ferragosto

E così siamo arrivati a Ferragosto, una delle tre grandi festività reglioso-mondane che caratterizzano l’anno. Già, perché ormai sono diversi anni che ho l’abitudine di suddividere l’anno solare in tre grandi quadrimestri delimitati dalle tre grandi festività cardine.
Fateci caso: Pasqua, Natale e Ferragosto hanno tanti punti in comune e sono nettamente più importanti di tutte le altre festività religiose e civili.
La loro superiorità deriva da un imbattibile mix di aspetti religiosi e mondani
Vediamoli uno per uno (tenendo presente che per Natale intendo le intere festività natalizie, compresi Capodanno ed Epifania):
1) l’importanza religiosa di Natale e Pasqua è indiscutibile, ma altrettanto evidente mi pare la superiorità di Ferragosto (la festa della Vergine Maria, dell’Assunta) su tutte le altre: vi sfido a trovarne un’altra più importante
2) aspetto mondano: Natale, con la sua corsa agli acquisti concomitante al grande aspetto religioso della festività (le domeniche dell’Avvento) e poi gli esodi massicci verso le località di villeggiatura (montane, ma anche estere); Pasqua, festa in cui l’attesa è soprattutto di natura religiosa (la Quaresima) ma c’è anche un aspetto mondano relativo ai regali (anche se per Pasqua hanno un valore più che altro simbolico: le uova, la colomba,ecc.). E poi, come per Natale, gli esodi verso la località di villeggiatura, ancora più massicci che per Natale, anche se per un periodo più breve. Infine Ferragosto in cui l’aspetto mondano dell’attesa è enorme: il grande rito delle ferie, coi suoi grandi esodi, che iniziano in luglio e terminano solo dopo la celebrazione della festa.
3) Queste tre feste solo le uniche per le quali ci si saluta con un Buon… (Buona Natale e Buon Anno, Buona Pasqua, Buon Ferragosto)
4) Sono le uniche tre feste in cui è tutto chiuso, nessuno lavora e in TV trasmettono regolarmente le interviste alle poche persone costrette, per il loro tipo d’attività, a lavorare
5) Sono le uniche occasioni in cui i giornali non escono (unica eccezione il primo maggio)
6) Per i bancari sono le uniche feste la cui vigilia è mezza festività (anche in questo caso con l’unica eccezione della festa patronale). Si potrà obiettare che la vigilia di Pasqua viene sempre di sabato, ma il contratto prevede che le filiali aperte in quella giornata (ad es. a Pavullo) facciano mezza giornata
7) Ed ora passiamo all’aspetto gastronomico, con l’importanza del momento conviviale di queste tre feste, che non si ritrova in nessun’altra ricorrenza: cenone della vigilia di Natale, pranzo di Natale, cenone di S.Silvestro, pranzo di Pasqua, pranzo di Ferragosto (sì, anche il pranzo di Ferragosto è importantissimo: nella mia famiglia lo è alla pari di Natale e Pasqua; per Ferragosto mio padre ci tiene ad avere tutti i suoi figli a pranzo, come per Natale e Pasqua ed i ristoranti hanno il pienone più totale).

Insomma, è arrivato anche Ferragosto: godiamoci questa festa e ricordiamoci che subito dopo bisognerà pensare al Natale.

Buon Ferragosto

domenica 9 agosto 2009

Ancora a proposito dell'Apollo 11


Ho trovato sul web quest'immagine dei 3 astronauti dell'apollo 11 ricevuti da Obama.
Sono, iniziando da sinistra, Collins, Aldrin e Armstrong.
La prima cosa che mi viene da dire è:
santo cielo, come sono (come siamo !) invecchiati !!!
E' veramente passato tanto tempo, una vita intera.
Un secondo pensiero, meno angoscioso (ma non di molto) è che per fortuna sono ancora tutti vivi ed in buona salute (in fondo trattasi signori ormai molto vicini agli 80 anni).
Bisogna infatti considerare che purtroppo molti degli astronauti protagonisti di quegli anni fantastici sono morti (per l'età, ovviamente, per malattie, per incidenti).

Per tornare all'immagine qui sopra, essa è stata tratta dal sito "forumastronautico.it", fatto molto bene e che consulto quasi quotidianamente.

E allora, faccio mie le parole del redattore del sito: "Thanks, guys" (grazie, ragazzi !, grazie per quelle indimenticabili giornate di tanti anni fa !)

lunedì 3 agosto 2009

5 agosto. la Madonna della neve

Il 5 agosto ricorre la festività della Madonna delle Neve, festività a me piuttosto cara per i legami che ha con la meteorologia e la storia del clima.
La leggenda è probabilmente già nota a molti:
Siamo a Roma, nel IV secolo d.c., durante il pontificato di papa Liberio (352-366): un patrizio di nome Giovanni e sua moglie, non avendo figli, decisero di edificare una chiesa alla Vergine Maria. Nella notte fra il 4 e il 5 agosto comparve loro in sogno la Madonna che disse di edificare la chiesa nel luogo che sarebbe stato indicato da un evento miracoloso.
Lo stesso sogno lo fece papa Liberio.
I tre, svegliatisi la mattina dopo, videro che il colle Esquilino era coperto di neve per una incredibile nevicata fuori stagione: era quello l’attesa miracolo. Su quel colle il papa in persona tracciò nella neve il perimetro della nuova chiesa, che sarebbe diventata l’attuale Basilica di Santa Maria Maggiore.
Questa è ovviamente una leggenda, ma se consideriamo che ogni leggenda di solito ha sempre un sottofondo di verità, non è azzardato pensare che in quegli anni, in cui tra l’altro si registrò un forte raffreddamento climatico, sia successo un evento straordinario quale può esserlo una nevicata (a Roma !!) in pieno agosto.
Ha formulato questa ipotesi l’insigne storico Emmanuel LeRoy Ladurie, nel classico lavoro “Tempo di festa, tempo di carestia. Storia del clima dall’anno mille”
In questi anni surriscaldati, in queste estati roventi quando è un miracolo anche soltanto una massima sotto i 30, fa piacere pensare che in un agosto lontano da noi ormai quasi 1.700 anni, la neve abbia potuto imbiancare le ns.regioni.

lunedì 20 luglio 2009

21 luglio 1969:il primo Uomo sulla Luna

Quaranta anni fa l’Uomo compì una impresa che resterà impressa per sempre in chi, quel giorno, c’era: un piede umano calpestò, per la prima volta, il suolo lunare.
Io non avevo ancora compiuto 13 anni ed ero, come tanti, appassionato della vicenda astronautica che si confondeva obbligatoriamente con i racconti di fantascienza che già da alcuni anni avevo cominciato ad apprezzare per il tramite di Urania.
La copertura, oggi si direbbe “mediatica”, fu completa e ricorderò sempre il duetto di Tito Stagno in studio con Ruggero Orlando da “Nuova” (sì, diceva proprio così) York.
Nomi divenuti oggi mitici e che si vanno ad aggiungere a tanti altri pionieri della nostra televisione.
Ero in montagna, per la precisione a Santa Caterina Valfurva.
Naturalmente con i miei genitori.
I moti studenteschi erano arrivati ancora attutiti in una Italia ancora del benessere, mentre i moti operai, con i devastanti scioperi generali organizzati dalla triplice e che avrebbero distrutto la nostra economia, erano ancora allo stato di minaccia.
Ma quel luglio 1969 eravamo tutti con la testa sulla … Luna.
Le vacanze scorrevano abitualmente in montagna e poi al mare, ma la parte migliore io l’ho sempre considerata quella a casa, a Bologna, con le interminabili partite con gli amici, nei giochi di società da tavolo, all’ombra di qualche albero o direttamente all’interno del vicino bosco durante le calde ore del giorno e a calcio, più sul tardi, quando cominciava a scendere il sole.
Quel 21 luglio eravamo in montagna.
In molti testi leggerete che l’Uomo è sceso per la prima volta sulla Luna il 20 luglio e non il 21 luglio 1969.
Questioni di fuso orario, per l’Italia era il 21 luglio.
Quel 20 luglio era trascorso nell’attesa.
Qualche giorno prima era partito l’Apollo 11, la missione che aveva come obiettivo il raggiungere la Luna, scendere, risalire e tornare a casa.
Tre astronauti a bordo del Columbia: Neil Armstrong, “Buzz” Aldrin e Michael Collins.
Due soli avrebbero avuto il privilegio di scendere con il modulo di esplorazione lunare, il LEM, denominato “Eagle”.
Così avvenne.
Già nel tardo pomeriggio del 20 luglio era programmata la discesa sulla Luna e mio padre ed io eravamo assieme a molti altri ospiti dell’albergo in sala televisione aspettando il momento sognato, temuto, immaginato.
Si susseguirono però i rinvii, a dimostrazione della delicatezza e della rischiosità di una impresa nella quale il Presidente Richard Nixon aveva giocato molto anche dell’autorevolezza degli Stati Uniti nel mondo, perché la discesa sulla Luna era l’epilogo di una “gara” lunga 12 anni con l’Unione Sovietica.
Che la missione Apollo 11 avesse un sapore decisamente fantascientifico lo dimostra anche come, per ingannare l’attesa, la televisione mettesse in onda alcuni film del genere, tra i quali mi ricordo “Il risveglio del dinosauro”.
Poco alla volta la sala si svuota.
Mia madre era già andata a dormire da tempo.
Ad un certo punto, mi ero addormentato, sento scuotermi.
Era mio padre che mi diceva: stanno atterrando (o forse usò il termine “allunando” …).
Era già, in Italia, la mattina del 21 luglio, ancora il 20 luglio per gli Stati Uniti.
Il Lem allunò nel Mare della Tranquillità.
Armstrong e Aldrin fecero la prima passeggiata lunare dell’Umanità.
Celebre la frase di Armstrong, il primo uomo in assoluto sulla Luna, che posando il piede disse: “Questo è un piccolo passo per uomo ma è un grande passo per l'Umanità”.
Ripartirono e ritornarono sani e salvi.
Mi ricordo di aver letto tanti articoli e libri celebrativi e critici.
In particolare alcuni critici sostenevano che, con la discesa dell’Uomo sulla Luna e la conoscenza scientifica del nostro satellite, si sarebbe persa tanta poesia che, nei millenni, era stata motivo di leggenda, di arte, di letteratura o anche, più semplicemente, di tante belle serate romantiche trascorse, tra un uomo e una donna, guardando la Luna e le stelle.
Credo che quei critici fossero completamente fuori strada.
La Luna ha conservato intatto il suo fascino misterioso, nonostante le successive missioni (tra le quali mi piace ricordare la “incompiuta” dell’Apollo 13 con la vicenda dell’equipaggio che rientrava a Terra, senza aver potuto toccare la Luna, per un guasto alla navicella e grazie alla riserva di aria del Lem) o forse perché, ad un certo punto, i costi erano talmente alti che la Nasa fu costretta e terminare l’invio di uomini sulla Luna per dedicarsi al progetto dello Shuttle.
Un progetto dal quale l’Uomo torna a partire per la Luna, per mettervi radici.
La Nasa, infatti, ha già inviato sonde intorno all’antica Selene per determinare la miglior località ove costruire la prima Base Lunare permanente dell’Uomo, prevista per il 2020 (ma non sarebbe più evocativo il 21 luglio 2019, nel cinquantesimo del primo passo ?).
Base Alfa , come in Spazio 1999 oppure semplicemente “Base Luna” come in Ufo ?
Comunque sia, come in Star Trek lo spazio resta la nostra “ultima frontiera”, che ci fa sognare e ci fa paura.
Ma ci fa anche pensare al grande cammino dell’Umanità e a quanto ancora, i nostri nipoti e pronipoti potranno fare e realizzare, perché tale è il destino dell’Uomo.
E mi piace chiudere questo breve ricordo dello sbarco sulla Luna, con il messaggio che Armstrong e Aldrin hanno lasciato, con una targa fissata nella parte inferiore del Lem rimasto sul nostro satellite e che sicuramente resiste al tempo: “Qui uomini del pianeta Terra per la prima volta scesero sul suolo lunare - luglio 1969 A.D. – Siamo venuti in pace in nome di tutta l'Umanità”.

lunedì 13 luglio 2009

Buona Estate

Cari amici e così si va in vacanza.
Per me una settimana in maremma.
Sta arrivando anche un caldo torrido. Ma a me non dispiace.
Beppe grillo si candida nel pd alle primarie : non credo che gli faranno mettere piede nel partito. Ennesimo rovescio per i sinistrati dopo l'uscita folle di Marino sullo stupratore di Roma.
Berlusca incassa indubbio successo col g8 ma le "forze del male" non mollano la presa sulle vicende scabrose private che, possiamo giurarci, terranno banco per tutta l'estate.
Cara Vale io alle Europee ho votato udc. Si torna sempre sul luogo del delitto.
Recentemente ho letto "Il Deserto dei Tartari" e sto affrontando "il Pasticciaccio" di Gadda : stilisticamente complesso ma un capolavoro del '900.
In questo periodo dell'anno mi abbandono sempre al romanzo e diserto il saggio.
Carine le tue notazioni , Vale sulla cultura dei ragazzi di oggi , non mi sorprendono: questo paese è culturalmente in panne: è un valore che non esiste più. Pensate alle vittorie di Napoleone a Waterloo ( con due oo?) di quel megadirigente telecom o alle perle di latino di Berlusca (che voleva incontrare Papà Cervi). O ancora, per par condicio, all'architetto Fuksas che scambiò una citazione di Cesare con un improbabile Cicerone. Mah...
Se tanto mi da tanto...
A tutti una buona estate

sabato 11 luglio 2009

Estate: arrivi, partenze, case, ricordi

Io, invece, parto.

Beh, naturalmente con voi sono in ritardissimo, ma solo oggi apro il blog e vedo il post di Massimo...

La mia maturità è finita ieri e quindi adesso parto io.

Non so se lo sapevate anche voi, ma Leopardi era un estetista e io spero, in inglese, si dice non I hope, bensì "I spere". Il Governo, poi, è formato dai Magistrati……..

Queste le “perle” dei giovani d' oggi…

Per quelle di ieri confido nella memoria di Cesco!

Non so se starò via molto, perchè ho la mia centenaria e amatissima nonna che non sta benissimo, ma ci provo.

A proposito, Claudio, come fare a evidenziare sul Carlino un evento così speciale come il 105esimo compleanno di una nonna ancora lucidissima e in grado di camminare sulle sue gambe?

Vado nelle Marche, in una piccola casa che frequento da sempre...Piccola, sì, ma sul mare (potrei tuffarmici) e con vista Conero...

Se tutto andrà come vorrei, mi rilasserò un po', sperando in qualche giornata di bel tempo...Mi si perdonerà almeno a luglio un po' di incoerenza e, immaginando Massimo in pieno nubifragio, non sono poi così sicura che anche lui non abbia desiderato il sole!

Sole che auguro a Robi & co. nella bella Maremma!

Dicevo che vado nelle Marche, in una casa con un terrazzo più grande di lei.

Piccolo neo: nell’ unico fine settimana trascorso là un mesetto fa, mi si è rotta la veranda; nel tentativo di chiuderla, infatti, sono riuscita a mettere fuori uso, definitivamente e con grande maestria, l' ingranaggio di apertura, ma ho finalmente reso improcrastinabile l' intervento riparatore che, altrimenti, avrebbe atteso un ulteriore annetto.
Poiché la veranda vecchia non si apre e prima di settembre quella nuova non verrà montata, mi chiedo se resisterò alla temperatura torrida di una veranda semisigillata su cui batte il sole cocente per molte ore al giorno.

Non credo, ma c’è sempre uno splendido mare in cui tuffarmi! E poi ci sono tanti meravigliosi ricordi….

A proposito di case e di ricordi, vi regalo due belle poesie, che mi sono appena capitate tra le mani.

Sono certa che piaceranno anche a voi.


BUONA ESTATE, AMICI!

la compravendita

Io vendo la casa con tutto quello che per casa

si intende

Tu compri solo un tetto sopra la testa

Io vendo la soffitta piena di piccioni e fasci di luce

che a strisce gialle si insinuano tra le tegole

tu compri uno spazio adatto per gli oggetti superflui

Io vendo tutte le cene con gli amici le loro voci sonore

Tu compri abbastanza metri quadri dove poter sistemare

una cucina italiana dal design moderno

Io vendo la vista sulle colline viola

e trent’anni di raggi di sole moltiplicati per 365 giorni all’anno

senza contare quelli bisestili

tu compri una finestra rivolta a est

Io vendo latte di luna il suo argento fuso

versato sui tetti dei vicini

Tu compri soltanto una veranda adatta per asciugare i panni

Della camera da letto non voglio parlare

per educazione

Ma posso facilmente supporre quello che tu compreresti

Vendo anche il suono nervoso dei miei tacchi che andavano

avanti e indietro avanti e indietro

su e giù

giù e su

mentre aspettavo i suoi passi per le scale

nel soggiorno

Tu compri il parquet di quercia ben conservato

e mi chiedi

quanto costano i ricordi

a metro quadro?

il trasloco

Da me ci si aspetta una decisione tremenda

fare ordine

buttar via le cose superflue

al momento del trasloco

Essere quella che le chiamerà per nome

una dopo l’altra

(Non riesco a sottrarmi all’impressione

che in questo modo si compia un tradimento)

Devo puntare il dito

afferrare con la mano

e mettere da parte

Quella gonna fortunata con la quale andavo

dal dentista e dal ginecologo

quelle scarpe che da sole conoscevano la strada fino a casa

la tenda dietro la quale eravamo

protetti così bene dai lampioni curiosi

Quel tuo consumato maglione Pierre Cardin

che da profugo hai ricevuto in dono dalla Croce rossa

insieme alla lettera piena di buoni auguri

da parte di una famiglia francese

che non ha voluto (che delicatezza) firmarsi

per non obbligarti alla gratitudine

Com’è tremendo essere colui che indica col dito

Poi guardare come gli operai della nettezza urbana

portano via tutti i ricordi

li macinano insieme a quelli degli altri e li portano all’inceneritore

sopra il quale qualche attimo più tardi

si alzerà una colonna grigia di fumo

(cosa mi ricorda tutto questo?)

Le anime dei nostri oggetti ricadranno su di noi

sotto forma di smog urbano

Emetto condanne a morte

Mi sento come un boia

Non so se sarebbe d’aiuto

mettermi in testa un cappuccio nero

come gli altri assassini

affinché gli oggetti non mi riconoscano.

(Jozefina Dautbegovic da Il tempo degli spaventapasseri

TRADUZIONI DI NEVAL BERBER)

domenica 5 luglio 2009

sono tornato

visto che dalla mia partenza per le ferie (o vacanze, come vuole Valeria: sa più d'antico...) praticamente più nessuno ha scritto, apro un post "di servizio" per annunciare il mio ritorno.
Vacanze in Salento, vicino a Leuca, dove vado ormai da 10 anni, mai come quest'anno bagnate (un temporale al giorno, come nei climi equatoriali), ma belle lo stesso e molto rilassanti.
Peccato ritornare nel solito casino quotidiano, problemi di lavoro compresi.
Qualche piccolo aneddoto: siamo partiti alle 5 di mattina del 20 giugno mentre si scatenava un immenso nubifragio: caricati i bagagli in macchina siamo risaliti in casa a cambiarci perchè eravamo bagnati da cima a fondo. Dopo 2-3 minuti dalla partenza stavamo per bloccarci in un sottopasso completamente allagato: l'abbiamo scampata per un soffio, ma dopo è andato tutto benissimo.
Saluti e a presto.

sabato 13 giugno 2009

La ricreazione è finita

Beh, il blog è stato in vacanza anche troppo :-)
E’ vero che abbiamo dovuto smaltire i postumi della salvezza del Bologna, ma adesso si è già proiettati verso il prossimo campionato … di serie A :-)
A proposito, Di Vaio.
Qui, per ora, siamo tutti lavoratori dipendenti, con uno stipendio fondato su un contratto.
Di Vaio ha o no un contratto già firmato ?
Perché se ce l’ha la querelle sul suo “adeguamento” è un non senso.
Se io firmo un contratto per tre anni, per tre anni quello è il mio stipendio e sono tenuto a dare il massimo della mia prestazione.
Non è che per particolari risultati brillanti ottenuti in un anno possa pretendere un “ritocco” verso l’alto, perché l’anno dopo se non raggiungo gli stessi risultati il datore di lavoro sarebbe legittimato ad un “ritocco” verso il basso.
Così Di Vaio.
Ha realizzato 24 reti salvando il Bologna: benèssum !
Non credo che l’anno prossimo ne realizzerà altrettante, ma anche se fosse, farebbe solo il suo dovere.
E non credo che, qualora gli concedessero un “ritocco”, gradirebbe, se il prossimo comapionato segnasse metà reti rispetto a quello testè chiuso, una sua riduzione.
E poi il sindaco.
Avevamo pronosticato Guazza al ballottaggio, ma c’è arrivato Cazzola.
Il Guazza ha, secondo me, fatto due colossali errori: presentarsi nei quartieri facendone perdere almeno 3 (Saragozza, Porto, Savena) al Centro Destra che ha salvato giusto il “mio” Santo Stefano e non dichiararsi da subito (lo ha fatto con mille punture di spillo, solo oggi) disponibile ad appoggiare Cazzola se fosse arrivato lui, come è arrivato, al ballottaggio.
E qui mi fermo, sennò lunedì, quando mi “attovaglierò” da Ercole, subirò la reprimenda di Roberto per aver fatto propaganda elettorale :-).
Tanto sapete per chi voterò al ballottaggio e senza ritirare le schede referendarie ... ;-)
Buona domenica.

domenica 24 maggio 2009

Uomini che odiano le donne

Giorni impegnativi.
Poco tempo per scrivere, primi caldi e quindi prendo spunto da alcuni episodi e soprattutto dall’imminente (29 maggio) uscita nei cinema della trasposizione cinematografica del primo dei romanzi di Stieg Larsson che ci ha ottimamente consigliato Claudio, “Uomini che odiano le donne”, per allargare (lo ammetto: molto provocatoriamente ... :-) il discorso.
Non credo che andrò al cinema a vedere il film: da circa sette anni non metto piede in una sala cinematografica e aspetterò anche questa volta che “esca” in televisione, anche se l’impatto è sicuramente meno rilevante, ma almeno posso alzarmi, sbuffare, commentare a voce alta, interrompere e registrare e, se del caso, spegnere.
Ritengo peraltro che, come spesso – quasi sempre – l’aver letto il romanzo prima di vedere il film, mi porterà ad essere molto critico verso l’interpretazione del regista e le sue scelte omissive.
Il primo romanzo della trilogia Millennium mi piacque.
Lo lessi “tutto di un fiato” in pochi giorni e mi affrettai ad acquistare gli altri due che formano la trilogia e che sono nettamente inferiori per qualità ed idee.
Ma il primo merita tutto il successo che ha avuto.
Con una prosa fresca e mai ripetitiva ci porta per mano nel mondo dorato di una delle tanto decantate società del benessere scandinave.
E vediamo che il benessere è condizionato sempre da scelte, anche “dure”.
Il Bene vince, ma ci impiega un bel po’ e deve subire cocenti sconfitte.
Una allegoria per dire che la lotta tra il Bene e il Male è eterna e non finirà mai ?
Il primo romanzo è piacevole anche perché le morbosità sessuali (di perversione sessuale) presenti in modo massiccio nel secondo (e in parte eliminate nel terzo) sono appena accennate e formano solo una vaga cornice di sfondo, ai margini della storia.
Il secondo romanzo, con tutte le perversioni elevate a “normale” sistema di vita ci mostra quanto la “società del benessere” del nord europa sia corrotta e destinata a fallire.
Perché senza valori morali, senza la coscienza di ciò che è Bene e ciò che è Male, anche nelle scelte individuali di vita, il benessere materiale non ha futuro poggiando sulla corruzione dell’animo che, come sappiamo, è il primo tarlo che ha sempre contaminato e indebolito qualsiasi civiltà.
Potremo parlarne più a fondo quando tutti avrete letto la trilogia (se lo vorrete) e non si rischia di svelare trame e colpi di scena.
Vengo quindi alla provocazione.
Anche se il protagonista della trilogia è un giornalista (uomo), il romanzo mi sembra un”canto” alle donne che ne escono complessivamente meglio degli uomini.
Non sono però riuscito a capire se la descrizione che l’Autore fa delle donne dei suoi romanzi sia volutamente o inconsapevolmente una demolizione del concetto di Donna, “tanto gentile e tanto onesta pare”, dove rimane solo l’ultima parola: “pare” e non nel senso di “appare”, ma solo in quello di “sembra (ma non lo è)”.
Sono donne androgine, molte delle quali, francamente, non mi piacerebbe frequentare.
La trilogia rappresenta la “nuova” donna del terzo millennio ?
Spero proprio di no.
Quotidianamente uso lo scooter per andare in ufficio.
Vedo donne al volante che:
non rispettano la precedenza
non utilizzano l’indicatore di direzione
si fermano in doppia fila, bloccando il traffico, solo per accompagnare il pargoletto sin davanti al portone della scuola
fanno inversione a “u” in strade strette dove tale manovra è rigorosamente vietata
parlano al cellulare (senza auricolare o viva voce).
L’altro giorno ne ho vista una che parlava al cellulare e fumava contemporaneamente, mentre guidava.
Qualche mese fa per radio, una trasmissione ha affrontato il tema del rapporto tra donne: complicità o competizione ?
E ne sono uscite delle belle.
Soprattutto nel mondo del lavoro, dove spesso la donna diventa homo homini lupus delle altre donne … appoggiandosi però, sistematicamente, ad un uomo.
Non parliamo quando c’è una donna come “capo”.
La Donna ha, forse, conquistato la “parità”, ma a quale prezzo ?
La provocazione è: al prezzo di non essere più Donna, ma un clone dell’Uomo.
Vedo in televisione donne stravolte che perdono ogni femminilità per gareggiare in attività sportive prettamente maschili.
Sì, “prettamente maschili”, perché vorrei spezzare una lancia a favore delle diversità, che ci sono, tra Uomini e Donne e non consentono di parlare di “parità” nel senso di “fare tutti le stesse cose”.
Parità è altro, sta nei diritti di partecipazione e nella consapevolezza che il futuro dell’Umanità è responsabilità di entrambi.
Non credo che parità siano due donne che praticano il pugilato, anzi !
E qui mi fermo, lasciando in sospeso tanti temi, auspicando che lo spunto consenta una ampia e accesa discussione.

In ogni caso, comunque vada oggi: FORZA BOLOGNA ! ;-)