sabato 14 novembre 2009

Attovagliamento da Ercole

E’ da un po’ ragazzi che volevo dirvelo, ma quest’ attovagliamento da Ercole mi da un po’ su ai nervi, e vi spiego il perché.

Tutte le volte che parlo con Roberto del blog, redarguendolo perché non scrive mai niente, lui mi dice che ha già sviscerato l’ argomento con Cesco quindi non reputa opportuno riscrivere le stesse cose…Naturalmente, il tutto sarebbe avvenuto durante un attovagliamento da Ercole.

Oggi leggo l’ undicesimo commento al mio precedente post e inorridisco: Roberto aveva indovinato durante un attovagliamento da Ercoleeeeeeeeeeeeeeeeeee?

Claudio, grande assente di cui credo tutti sentiamo la mancanza ( Claude, riscendi in pista, please!), non vede l’ ora di attovagliarsi da Ercole…

Insomma, Ercole diventa il rivale numero 1 del blog!!! A me sta veramente antipatico!

Massimo Parmeggia, vieni in mio soccorso, arrabbiati ( o fingi di arrabbiarti) anche tu….

mercoledì 11 novembre 2009

Ferrara e Palazzo dei Diamanti




Non so se siete frequentatori delle mostre di Ferrara. Io sì, le trovo belle e anche comode.

Il lunedì è il mio giorno libero. L’ho scelto proprio perché mi sembra che in tal modo di domenica si prolunghi la festa…Capita che di lunedì, talvolta, io mi ritrovi con degli amici (“pensionati” già da due anni, loro beati!) per qualche escursione culturale…Ferrara è una meta ambita, anche perché di lunedì c’è il mercato e noi donne, si sa, per i mercatini andiamo in solluchero…Il realtà, il gruppetto è tendenzialmente formato da tre persone e l’ unico maschio presente sopporta pazientemente anche la parentesi, più o meno lunga, dedicata agli acquisti…

Ieri l’ altro abbiamo visto i quadri di Boldini, ferrarese d’ origine, vissuto a Parigi nell’ epoca degli impressionisti, grande amico di Degas… E’ lui l’ autore del famosissimo ritratto di Verdi che imperversa in ogni testo di pittura e no e devo dire che, dal vero, le sue opere, e soprattutto i suoi ritratti, sono veramente dei capolavori…

Le mostre a Palazzo dei Diamanti seguono generalmente un percorso tematico, legato agli anni di produzione del pittore o ai tipi, come ad es. i paesaggi, i ritratti, gli interni…in ogni stanza un “tema” … Così, per rendere meno noioso il percorso, al termine della visione delle opere di ogni stanza io decido quale opera mi è piaciuta di più nella stanza e, quel che è peggio, rompo i miei compagni di…disavventura (che la sera tornano alle loro abitazioni riassaporando le gioie del focolare domestico e di quella moglie e di quel marito talvolta bistrattati proprio perché moglie e marito…) esternando loro il mio pensiero, pensiero di cui, dalle espressioni, penso che farebbero volentieri a meno…

A voi, in ricordo della mia bella giornata, voglio regalare il soggetto che mi è piaciuto di più dell’ intero percorso: il bellissimo Donna in nero che guarda il "Pastello della signora Emiliana Concha de Ossa"…

Poiché però andrebbe visto dal vero, vi consiglio di recarvi là…

lunedì 9 novembre 2009

Uno su mille

Lo spunto per un post me lo da uno spettacolo, quello di Gianni Morandi su Rai Uno andato in onda stasera.

Lo spot pubblicitario ha imperversato nell’ ultimo mese per giorni e giorni, lo avete visto? Gianni col suo bel sorriso aperto ringrazia la gente, ovvero tutti quelli che lo hanno amato per così tanti anni e che hanno contribuito al suo successo, cantando una bella nuova canzone: “Grazie a tutti”, anche a quelli che gli hanno chiuso la porta in faccia e gli hanno detto no. Ricorderò sempre che, nel periodo di massima estasi per lui (durato, per me, almeno una quarantina d’ anni), chiesi a mia Mamma quale canzone di Gianni le piacesse di più. Lei ci pensò un po’ e rispose: “Uno su mille”. Ricordo ancora la mia domanda incredula: “Davvero?” Lei insistette: “Sì”. Ancora oggi ho davanti agli occhi la sua espressione dolce e triste e mi commuovo . Uno su mille è del 1985 e la mia mamma nel 1986 morì…E’ proprio vero: solo uno su mille ce la fa e Gianni rappresenta anche questo: una tenacia non comune, non solo perché è da più di cinquant’ anni che calca le scene ma anche perché dall’ oggi al domani il pubblico gli voltò le spalle ( io no) e lui cadde dalle stelle alle stalle. Non si perse d’ animo e dopo anni in cui bussò a tante porte chiuse qualcosa cambiò e lui ricominciò a sfornare tantissime altre belle canzoni. Nel frattempo, con grande umiltà, frequentò il Conservatorio….

Grande, grande Gianni. Grande perché non ha mai dimenticato le sue origini umili, i suoi amici d’ infanzia, la solidarietà. Mi piace pensare che sia stato fedele alla sua ideologia di sinistra attraverso le sue iniziative di solidarietà, prima tra tutti “La partita del cuore”… Sua mamma abitava vicino al Galvani, lui all’ epoca aveva casa a Tor Lupara ma veniva sempre a trovarla, la sua mamma…io speravo di incontrarlo, magari all’ uscita da scuola, ma niente da fare. Con una mia amica, a cui avevo attaccato la “Giannimania”, andammo a vedere la prima del film “La cosa buffa” in cui si vede una sua scena osè. Lo proiettavano al cinema Ambasciatori, che all’ epoca si trovava in via Orefici. Gianni era lì e quando ci vide, due ragazzette ingenue e ammiratrici, ci consigliò di non entrare perché era sicuro che ci avrebbe deluso… In effetti entrammo lo stesso, un po’ il suo nudo ci deluse ma durò poco e tornammo in breve tempo ad essere sue accanite sostenitrici… Se colloco quell’ episodio al tempo odierno, so che oggi non potrebbe verificarsi mai il rispetto per l’ ingenuità e la freschezza di due teenager da parte di un personaggio di spettacolo all’ apice del successo! Gianni era un personaggio “positivo”, con dei valori che trasmetteva anche con questo tipo di atteggiamenti.

Rappresenta un’ epoca, l’ epoca della nostra giovinezza. L’ epoca della vita più vita. Rappresenta l’ entusiasmo di chi ce la può fare, di chi ce la vuole fare. Quante volte ho ascoltato e cantato le sue canzoni! Un mondo d’amore, Non son degno di te, Se non avessi più te, La fisarmonica, Banane lamponi, Canzoni stonate, C’era un ragazzo che come me…E quanta semplicità nel suo atteggiamento… Non è un caso che nello spettacolo iniziato stasera lui in ogni puntata vada a casa di un ascoltatore, sorteggiato tra chi lo ha chiamato in diretta per telefono, a cantare: l’ idea è molto carina e “democratica” e fa parte di lui… Il timbro della sua voce, poi, è per me impareggiabile. Mi fa vibrare corde interne che non so nemmeno io descrivere…

Eppure, ve l’ ho già detto: a un certo punto, dall’ oggi al domani, mi è passata.L’ alchimia si è interrotta. Ascoltarlo mi piace sempre, ma mi mette malinconia…Stasera ho faticato a non voltare canale.

Malinconia: che sia perché, come dice lui, “il passato non potrà tornare uguale mai…”?

giovedì 5 novembre 2009

anniversario del blog

E' passato circa un anno o poco più da quando questo blog, che già esisteva. è stato completamente trasformato e rivitalizzato grazie all'encomiabile sforzo di Massimo F. e Roberto P.
Per un po' di tempo il blog è cresciuto per l'ingresso di alcuni entusiastici "adepti", poi, arrivati a quota 5, la crescita si è fermata.
Ma non si è fermata la vitalità del blog, ricco sempre di spunti e di discussioni.
E siamo arrivato così fino all'estate 2009, qiando c'è stato un calo di partecipazione del tutto "fisiologico" (per gli ovvi motivi legati alla stagione estiva, che tutti conosciamo e che quindi è inutile stare a riepilogare).
Ma poi è arrivato l'autunno, sono arrivati i primi freddi, le giornate corte e biue, è ripresa l'attività normale dopo la pausa estiva, ma il blog langue, anzi sembra ormai ad un passo dall'estinzione.
Nulla di male, per carità; con gl'impegni che ciascuno di noi ha (lavoro, casa, famiglia, salute) è sempre più difficile trovare un po' di tempo da dedicare alle proprie attività preferite.
Ma probabilmente conta anche il fatto che ognuno di noi ha interessi diversi ed è difficile impostare un argomento di discussione interessante per tutti.
Del resto, è quanto succede nei forum, ognuno dei quali è dedicato a specifici argomenti.
Ad. es. , se io voglio parlare di meteorologia, frequento i forum meteorologici dove so che i post che pubblico troveranno interesse e partecipazione, ma se voglio parlare di astronautica non posterò l'argomento in un forum meteo, ma frequenterò un forum astronautico, e così via (ho volutamente fatto un esempio personale).
Insomma, impegni personali con relativa mancanza di tempo, difficoltà nel trovare argomenti interessanti per tutti, mancata crescita partecipativa al blog ed infine una certa stanchezza, una certa disaffezione, anch'essa del tutto normale e fisiologica dopo un certo periodo di tempo (ormai conosco bene i meccanismi di partecipazione ai vari forum e blog, con utenti che scrivono come matti per mesi e poi non si fanno più sentire).
Alla fine, però è stata una bella esperienza ed è stato bello risentirci........

sabato 24 ottobre 2009

Influenza

O forse solo un forte raffreddore.
Sta di fatto che dopo una settimana altalenante, ieri ero quasi afono e oggi ho il classico “naso che cola”.
Spero passi presto, perché la prossima settimana si annuncia piena di scadenze personali.
Così, mentre aspetto le 18 per guardarmi il Bologna a Genova contro la Sampdoria (sperando che il risultato non mi faccia schizzare in alto il mercurio del termometro) e poiché gli occhi si rifiutano di leggere, scrivo, tanto per ravvivare il blog.
Claudio, tempo fa, ci suggerì un autore svedese che, prima di morire, ha scritto una trilogia (Millennium) piacevole (anche se ribadisco che il secondo e terzo libro sono notevolmente inferiori rispetto al primo) giudizio evidentemente diffuso se ancora oggi alla libreria Mondadori (sì, io vado lì, certo non regalo i miei soldi a Feltrinelli o alla Coop per finanziare “il nemico” :-) tutti e tre i romanzi sono tra i più venduti.
Non conoscevo la letteratura gialla scandinava, così ho pensato bene di approfondire e sono giunto, quasi subito, a Henning Mankell, autore di numerosi romanzi gialli e, soprattutto, “papà” del Commissario Wallander.
I gialli sono fatti bene, la trama esiste ed è ben congegnata, le due ore o più che si impiegano a leggerli sono ben spese, ma …
Ma anche Mankell ed anche un’altra autrice, questa volta norvegese, di cui non ricordo il nome, mi danno una strana sensazione.
La mia impressione è che, con tutti i condizionamenti, con tutti i tabù di cui la società scandinava sembra essere pervasa, stiamo leggendo letteratura decadente.
Letteratura, sia pur gialla, di nazioni ormai svuotate da ogni linfa vitale.
Tutti i personaggi sono complessi, introspettivi, hanno una sequela di problematiche, anche personali, che difficilmente li immagino ridere, divertirsi e poi andare a dormire soddisfatti.
Da appassionato di fantascienza non faccio fatica a paragonare queste ambientazioni e quelle di alcuni film in cui i “nostri” arrivano su un pianeta con menti “superiori” che però hanno perso ogni interesse alla vita, perché tutto è regolato, tutto è perfetto, tutto funziona, ma manca un dato fondamentale: la vita.
Beh … per fortuna che nei gialli, anche in quelli scandinavi, ci sono gli assassini che, almeno, un po’ di sentimento lo provocano.
Ma anche gli assassini sono complicati, sembra quasi che non sia interamente colpa loro ma di una infanzia sfigata, di una violenza subita, di qualche incidente che li ha portati ad odiare l’umanità.
In parole povere.
Trame avvincenti, ma se rappresentano lo specchio della società scandinava e, in prospettiva, quella della nostra società occidentale, aspettiamoci di estinguerci presto e di essere sottomessi da popoli più energici e con maggiore vitalità.
E se così fosse, se non arriviamo a reagire per tornare alle grandi passioni, ce lo meriteremmo.

sabato 10 ottobre 2009

Il Regno del Nord, di Arrigo Petacco

Nonostante questo mese sia per me pieno di impegni, sono riuscito a leggere il libro di cui propongo la copertina.
Arrigo Petacco, con la consueta maestria di scrittore di storia più che di storico, ha raccontato una parte del nostro Risorgimento che abbiamo tutti studiato, ma che poco abbiamo approfondito.
Il Regno del Nord, dalla Valle d’Aosta all’Istria e Dalmazia.
E, poi, un Regno del Centro e un Regno del Sud, con Roma e poche terre intorno lasciate al Papa che, però, sarebbe diventato il “Presidente Onorario” di tale Confederazione Italica.
Lo chiama il sogno di Cavour, che non si realizzò per colpa di Garibaldi (e degli Inglesi, of course …).
E se fosse più attuale di tante “riforme” pensate in oscure aule universitarie e che non vedranno mai la luce ?

giovedì 8 ottobre 2009

Considerazioni a caldo sul noto lodo



La Corte Costituzionale ha annullato il lodo Alfano.

In attesa di leggere la motivazione, e anche a volere tacere della violazione del principio di uguaglianza (art. 3 Cost)(troppo rilevanti le disquisizioni da fare sulla separazione dei poteri!), sono peraltro assolutamente convinta che la sospensione del processo penale per le più alte cariche dovesse essere disposta con legge costituzionale (art. 138 Cost.) e non con legge ordinaria. Infatti la materia è costituzionale e in base al principio di gerarchia delle fonti del nostro ordinamento non poteva essere modificata con legge di grado inferiore alla Costituzione.

E’ vero che la sentenza di annullamento è stata emessa solo a maggioranza mentre avrei pensato, data l’ evidenza dell’ illegittimità del lodo, ad una unanimità, in senso contrario, peraltro, a quanto voluto dai promotori dello stesso; comunque la questione poteva quantomeno essere controversa… Cosicchè, in tempi non sospetti, non mi sarebbe mai venuto in mente di ritenerla una sentenza politicizzata;
qualunque esito avesse avuto il giudizio della Corte, questo sarebbe stato invece "politico": ma inevitabilmente...Su un quotidiano di oggi si legge che" la rabbia del Premier sia esplosa incontrollabile"(era effettivamente percepibile...) contro il responso della Consulta, fino a coinvolgere anche l' apparentemente incolpevole P.d.R....

Io questa volta sono perplessa: e voi?


mercoledì 30 settembre 2009

29 settembre (dall'almanacco di Frate Indovino)

Non avrei voluto più scrivere delle varie ricorrenze del calendario per non fare arrabbiare troppo Roberto, ma il 29 settembre è una data speciale.
Dal punto di vista delle tradizioni, il 29 settembre, festa sei S.S. Arcangeli Michele,Grabriele,Raffaele è il giorno dei traslochi: nel dialetto (anzi, nella lingua, perchè si tratta di lingua, non di dialetto) bolognese traslocare si dice "fer san michel" (fare san michele) in quanto i traslochi avvenivano proprio in questa ricorrenza (questo perchè tradizionalmente i contratti d'affitto scadevano il 29 settembre).
Ma il 29 settembre è importante anche per un'altra cosa: ieri sera a Modena si è celebrata un festa in piazza molto nostalgica, con l'intervento di musicisti e cantanti degli anni '60 e '70, per celebrare la canzone dell'Equipe '84 (29 settembre, appunto) ed ovviamente con la presenza anche di Maurizio Vandelli, modenese "doc".
Si tratta di una delle canzoni più famose degli anni '60, diventata un autentico "cult", capace, da sola, con quel suo titolo particolare e così accattivante, di rappresentare un'epoca purtroppo sempre più lontata, remota, arcaica e così diversa dall'epoca schifosa che stiamo vivendo.
Mi ricordo che la prima volta che la sentii ero dal barbiere (uno dei vecchi barbieri di paese, ad Anzola, di quelli che oggi non esistono più).
La canzone mi piacque subito, ma non il titolo: accidenti perchè fra tante date scegliere proprio il 29 settembre (due giorni dopo cominciavano le scuole) ?

Scusate quest'ultimo thread; probabilmente dico sempre le stesse cose, ma ormai guardo sempre più indietro piuttosto che avanti.

martedì 22 settembre 2009

Equinozio d'autunno

Eccomi di ritorno dal mio ultimo periodo di ferie.
Sono piuttosto acciaccato per un infortunio capitatomi durante la partenza per la Sardegna (frattura ad un dito del piede sinistro).
Questo evento, unitamente ad altri problemi di salute di minore entità, hanno reso queste ultime ferie un po' tribolate.
Comunque, eccoci arrivati ad un altro grande appuntamento stagionale: oggi, con l'equinozio, inizia l'autunno, la stagione che più preferisco (a dire il vero, dal punto di vista meteorologico, l'autunno era già iniziato il primo di settembre).
Stupendo è soprattutto il mese di settembre quando la grande, feroce estate si fa finalmente da parte, cedendo il posto a giornate dal clima più mite, dolce, rilassante.
La campagna finalmente si ristora dopo lo spaventoso calore estivo e, grata della ritrovata frescura, ci fornisce i suoi ultimi dolcissimi doni: fichi, mele, pere, ma anche le ultime prugne e poi granoturco e barbabietole.
Ma soprattutto uva, la dolcissima uva.
E' la stagione della vendemmia, la grande festa autunnale che chiude la stagione agricola.
Erano due la grandi feste del raccolto delle antiche società contadine:
la mietitura, all'inizio dell'estate e la vendemmia alla fine.
I due momenti più importanti dell'anno, quelli che danno da mangiare e da bere, che forniscono gli alimenti base per il nutrimento dell'uomo nelle antiche socità agricole dell'Europa e del Mediterraneo: il pane e il vino.
Ben tornato, dolcissimo autunno !

martedì 8 settembre 2009

Mike Bongiorno: la nostra televisione

Pochi giorni dopo la morte di Virgilio Savona, la “mente” del Quartetto Cetra, dobbiamo tristemente registrare anche la inaspettata scomparsa di Mike Bongiorno.
Inaspettata perché era con curiosità che aspettavamo di vedere la riedizione del Rischiatutto, il telequiz che fu una costante nella nostra adolescenza, forse il simbolo più conosciuto, citato e rimpianto della televisione in bianco e nero di quella Italia che, nonostante tutto, cresceva.
Di Mike Bongiorno, morto oggi a 85 anni, pare per infarto, potrete leggere biografie e “coccodrilli” preparati da tempo.
Io lo voglio ricordare come uno di quei “grandi vecchi” della televisione di cui, oggi, rimane ormai il solo Raimondo Vianello.
Il primo ricordo di Mike Bongiorno in televisione mi affiora nella mente, rigorosamente in bianco e nero, con uno schermo in cui “l’effetto nebbia” la faceva da padrone.
Non abito in una zona favorita per l’analogico (e anche il digitale terrestre ancora non “mi ha raggiunto”) per cui potrei sbagliarmi, ma era il secondo canale che si vedeva peggio ed era lì, credo, che trasmettevano “La fiera dei sogni”.
Ma il vero trionfo, mai più eguagliato nonostante i ripetuti successi delle sue trasmissioni, lo ottenne con il “Rischiatutto”.
Tre concorrenti “l’un contro l’altro armati” di conoscenza e di riflessi.
Ognuno con una materia a propria scelta per le domande iniziali e quella finale (quale busta ? la uno, la due o la treeeee ?) e in mezzo il tabellone, con il rischio e il jolly, ma anche con una varietà di argomenti che richiedevano una cultura generale di base.
E parte di quelle nozioni ci sono rimaste impresse, a imperitura memoria.
Come la perfetta conoscenza de “I tre moschettieri” da parte del signor Ernesto Marcello Latini, cui, mi ricordo ancora, fu domandato persino : quale personaggio apre una porta e dice “eh?”.
Appassionato dei romanzi di Dumas (e in genere dei “romanzi d’appendice”) sarei caduto su quella domanda strana e particolare.
Ma il campione seppe rispondere con certezza: Richelieu (alla fine del romanzo, il Cardinale volle rappacificare i suoi moschettieri con quelli del Re, ma appena uscito questi ripresero a litigare ed è allora che rientra e si esprime semplicemente con un “eh?”).
E che dire del campionissimo, il più grande anche se a vincere la supersfida fu il toscano Andrea Fabbricatore, Massimo Inardi che cadde sull’Agrippa (Marco) del Pantheon per un lapsus con l’Agrippa dell’apologo (Menenio).
Conobbi, nei primi anni ottanta, una delle campionesse di Mike.
Una bella donna, anche se frenetica nelle sue mille attività, che mi raccontò che Mike era persona di grande cultura e molte delle domande erano da lui preparate.
A suo parere anche le celeberrime gaffes erano studiate a tavolino per dare copertura (oggi si direbbe: mediatica) alla trasmissione ed al personaggio Mike.
E Mike si circondò sempre di belle donne, come "vallette", termine scevro da ogni "politicamente corretto", di cui due, su tutte, emergono dal lungo elenco: Sabina Ciuffini, la valletta del Rischiatutto, con le prime minigonne televisive "spinte" e Paola Barale, che in tempi più recenti seppe trovare una propria strada verso il successo televisivo (ma anche lei con notevoli minigonne ai tempi in cui era la valletta di Mike).
E fu un’altra campionessa, Giuliana Longari, la prima vera campionessa del Rischiatutto, divenuta famosa per una gaffe mai provata.
La famosa frase: signora Longari mi è caduta sull’uccello (intendendo: ha sbagliato una domanda di ornitologia).
Mi ricordo che Mike ha più volta sfidato a trasmettere lo spezzone di quella gaffe, ma nessuno ci è mai riuscito.
E come dimenticare il “tifo” mai nascosto per la Juventus e le pubblicità, in cui Mike fu maestro ?
Dalla Grappa Bocchino (“sempre più in altoooo”) a Dash, alle varie televendite all’interno delle sue trasmissioni.
Così moderno che neppure la seconda generazione della televisione (ad esempio Baudo) è riuscito ad eguagliarlo.
Così anche Mike Bongiorno raggiunge Corrado e Alberto Sordi, Alberto Lupo e Virgilio Savona e ascende al pantheon dei miti televisivi di un’Italia che non c’è più, un’Italia migliore, più ruspante anche se più povera, con la sua liretta così oscillante eppure così solida.
Quelli della mia generazione ricorderanno per sempre quel Rischiatutto e, forse, il Fato non ha voluto che a quelle splendide e nostalgiche immagini in bianco e nero se ne sovrapponessero altre, colorate, troppo moderne.