giovedì 27 novembre 2008
Amarcord : maggio 1975
lunedì 24 novembre 2008
neve o non neve?


In attesa della neve vera, data come probabile al 50% dal "nostro" esperto meteo (le cui previsioni sono alquanto attendibili, dato che oggi più volte qualcosa di molto similare alla neve ha tentato di scendere dal cielo...), guardiamocela in questo bel dipinto, che personalmente trovo molto suggestivo...Lo avrete riconosciuto, è "Jager im Schnee" di Pieter Bruegel (1525/1569), che si trova a Vienna al Kunsthistorisches Museum...
CIAO! :-)
domenica 23 novembre 2008
Dedicato ad un Amico

Insomma, se mi volto indietro, Roberto “c’era”.
C’era sui banchi di liceo, ma non so se nacque lì la nostra amicizia, credo dopo. Ricordo però che la prof. d’ italiano del ginnasio, durante un’ interrogazione, mi accomunò a lui dicendo che se fossimo stati su una nave e questa nave fosse naufragata, noi due saremmo stati gli ultimi ad affondare … Chissà, magari quella frase ci è entrata dentro, cosicchè Robi “c’era” e c’è ancora.
C’era nelle uscite con le varie compagnie, c’era con le sue donne e con i miei corteggiatori, nelle lunghe telefonate notturne quando avevamo voglia di parlare con qualcuno che ci “ascoltasse” davvero (…ndr: Robi è molto sensibile), c’era nelle miriadi di citazioni erudite che solo lui sa fare e che io non ho mai “appreso” (…ndr: Robi è molto colto), c’era nelle lunghe disquisizioni (….ndr: Robi è molto polemico), c’era nei momenti più o meno belli delle nostre vite….
C’era in un’ estate al mare nella casa vicino alla mia ( e alla ferrovia) e in un’ altra estate in montagna con la moglie maliarda che non abbandonava mai i tacchi a spillo (nemmeno nelle scalate, e noi ci guardavamo sconsolati), c’era nelle sue sagaci battute (... ndr. Robi ha un forte “sense of humor”), c’ era nelle uscite musicali, da Paolo Conte al piano bar, e quando ci vedevamo dopo tanto tempo ma era come se ci fossimo visti il giorno prima, c’ era nelle città di volta in volta abitate dall’ amato fratello e dalla simpatica cognata (miei cari amici) che andavamo a trovare…
C’è ancora, quando in quattro andiamo a mangiare la pizza vicino a casa mia, quando mi parla del suo preziosissimo gioiello, quando discutiamo di politica e dice di ritrovarsi in un’ ideologia e poi legge e vota la parte avversa, facendomi letteralmente imbestialire….( ndr: Robi è molto incoerente).
Insomma, Roberto c’era e c’ è e, non solo per la complicità di questo blog, presumo proprio che ci sarà!
D’ altra parte, penso che uno dei motivi più evidenti per cui la vita valga la pena di essere vissuta sono i legami affettivi che si creano e credo che Roberto concordi con me: infatti,una delle migliori frasi che, a suo dire, io abbia mai pronunciato, è quella per la quale in genere vengo citata alle donne su cui, nonostante l’ avanzare dell’ età e della sua proverbiale pigrizia, vuole ancora far colpo …
La frase? Semplicissima: “ Le cose migliori della vita non sono cose”
E campeggia attaccata al mio frigo.
Perché Robi non lo ricorda, ma gliela lessi a Roma da una calamita per turisti, che poi acquistai, e anche in quell’ occasione Roberto…”C’ERA”!
P.s.
Adesso che ci penso, Robi,
la "rimpatriata" del 13 dicembre 1984
Avevo diligentemente annotato i nomi dei partecipanti, usando parole di disappunto per alcune assenze, da me giudicate "ingiustificate". I presenti erano i seguenti (ovviamente, solo il nome, con l'iniziale del cognome in caso d'omonimina):
Massimo F. - Marcella - Valeria M. - Marco O. - Andrea - Claudio - Stefano R. - Marco F. - Giovanna - Lucia - Pietro e i compianti Claudia e Gianni.
In aggiunta, tre professori (non ricordo i nomi di battesimo, quindi scrivo la meteria d'insegnamento): Italiano - Greco/Latino - Matematica
Quelli che io giudicavo assenti ingiustificati (chissà perchè solo questi e non tutti gli altri) erano: Rossella - Gabriele - Maria Grazia - Roberto P. - Claudio S. - Katia - Anna.
Mi ricordo veramente poco (ahimè !!) di quella cena: mi fa piacere avere casualmente ritrovato quel mio vecchio appunto che ho letto anche con sorpresa per le parole che avevo usato.
Buona domenica a tutti, in attesa della neve (probabilità per ora sul 50%) di domani lunedì 24
giovedì 20 novembre 2008
Il freddofilo
Il freddofilo appartiene ad una specie rara, pregiata: vive nascosto in mezzo alla gente, cercando il più possibile di sembrare “normale” e stando bene attento a non farsi scoprire.
Fa finta di amare il bel tempo, il sole, il caldo, come tutti, ma in realtà adora il freddo, la pioggia, la neve, la nebbia, i grandi temporali estivi: una giornata di sole lo deprime, una giornata uggiosa di pioggia o di nebbia lo mette di buonumore.
E non parliamo poi della neve: per avere una nevicata sarebbe capace di tutto; quando nevica non dorme mai: sta sempre attaccato alla finestra, anche di notte, per vedere la bianca dama, sempre con l’apprensione che un aumento della temperatura possa far virare la precipitazione in pioggia (l’amore per la pioggia si trasforma in odio quando quest’ultima sostituisce la neve).
Il freddofilo, quindi, ama l’inverno, ama l’autunno ed odia le stagioni calde. Il peggior periodo dell’anno è quello della primavera, quando l’inverno è ormai finito, le temperature aumentano inesorabilmente e la nuova stagione fredda è ancora molto lontana.
La figura del freddofilo s’identifica perfettamente con quella del “meteofilo” (=appassionato di meterorologia, ovvero “meteorologo dilettante”). Ogni meteofilo che si rispetti è pervicacemente freddofilo.
Prima dell’avvento di internet ogni freddofilo viveva isolato, non sapeva dell’esistenza di altre persone come lui, credeva di essere una rarità, uno scherzo della natura, una persona non normale. Ma da quando esiste internet, i freddofili (e di conseguenza anche i meteofili) hanno scoperto di non essere più soli, si sono ritrovati tutti insieme nei siti meteo amatoriali: siti in cui ognuno ha profuso le sue conoscenze, le sue passioni, le sue esperienze. Questi siti sono cresciuti negli anni ed ora fanno concorrenza, per qualità, completezza d’informazione e per competenza degli iscritti, ai servizi meteo “istituzionali”
Il sottoscritto, nel suo piccolo, ha collaborato con qualche articoletto, alla crescita di Meteogiornale (www.meteogiornale.it), ormai diventato uno dei più importanti (se non il più importante) siti meteo amatoriali italiani, pubblica i suoi dati meteorologici su www.meteonetwork.it e su www.meteorite.it. ed infine cura una rubrichetta, in cui ha pubblicato alcuni suoi articoli, nel sito www.emiliaromagnameteo.com (in home page, vds. nella colonna di sinistra “l’angolo della neve”).
Nell'attesa del ritorno della neve, porgo tanti cari saluti a tutti.
lunedì 17 novembre 2008
Questione di feeling (...e di primati)

Devo dedicare questo piccolo spazio alla mia amica "Scap", perchè solo in questo momento ho letto il suo commento di qualche giorno fa! Anche se con un solo colpo di spugna cancellerai il mio duplice primato di unica donna del blog e pure di unica Valeria...non vedo l' ora di leggere tue notizie. BENVENUTA, Scap!
domenica 16 novembre 2008
halloween: una tradizione europea
Voglio ricollegarmi ad un accenno, fatto da Massimo F. in un precedente post, che ovviamente non riesco più a trovare, in cui si stigmatizzava la mania, tipicamente nostrana, di scimmiottare le abitudini degli Americani, introducendo una festa (Halloween, appunto) deisamente estranea alle nostre tradizioni. Ovviamente la pensavo coì anch'io (e lo penso ancora), ma, da buon appassionato di tutto quello che è Medioevo (storia, cultura, tradizioni, letteratura, ecc.), vorrei far notare che, in fondo, halloween è una tradizione tipicamente europea ed anche italiana, portata in America dagli emigranti europei nei secoli passati e lì rielaborata nelle forme attuali (soprattutto dagli anni '20 e '30 del Novecento), per poi ritornare fra di noi del tutto cambiata, irriconoscibile, aliena.
Il nome Halloween deriva dall'inglese "All Hallowe Eve", che significa "vigilia, o sera, di Ognissanti". Ognissanti è una delle tante feste precistiane, legate al ciclo delle stagioni e dei raccolti, (ad. as. era la celtica Samhain e la romana Pomona) che la Chiesa ha cristianizzato.
In molte culture precristiane, l'anno finiva il 31 ottobre, data in cui terminavano i raccolti (terminava, quindi, l'annata agricola) ed iniziava il lungo riposo invernale. Come ogni Capodanno, la notte fra il 31 ottobre e il 1° novembre è un tempo di rinnovamento, un momento di passaggio, in cui i morti (l'inverno è la loro stagione) , tornano sulla terra, perchè le porte degli inferi sono momentaneamente spalancate. Da qui le molteplici usanze, in ogni parte d'Italia da Nord a Sud, di lasciare, la notte del 31, la tavola apparecchiata, con del cibo per i defunti che sarebbero ritornati, oppure l'usanza di lasciare acceso il fuoco del camino perchè i morti potessero riscaldarsi, almeno una volta all'anno (la stessa usanza del ceppo di Natale pare essere iniziata da qui): trattasi di usanze già testimoniate da S.Agostino e da Rabano Mauro (784-856), abate e vescovo, grande nome della letteratura e del pensiero medievali (del resto nella mentalità' medievale, soprattutto dell'Alto Medioevo, le barriere fra l'aldiqua e l'aldilà erano molto più labili, più sottili che nelle età successive e si pensava che i defunti interagissero molto di frequente con i viventi).
Per non farla troppo lunga, concludo ricordando che la festa di Ognissanti fu istituita da Bonifacio IV nel 610, ma era celebrata in maggio; solo con Gregorio III (731-741) fu spostata al primo di novembre (come ricorda anche Jacopo da Varagine nella sua Legenda Aurea).
La festa fu poi completata con l'istituzione della commemorazione dei defunti il 2 novembre da parte di Odilone, abate di Cluny, nel 998.
Accade a Bologna
mercoledì 12 novembre 2008
Noi che il Galvani ...
martedì 11 novembre 2008
QUELLI CHE IL GALVANI
qui bisogna riprendere il controllo della situazione: sta nascendo nonostante i miei vigorosi interventi di moral suasion un feeling pericoloso tra due dei miei colleghi blogger . questo oltre che rendermi geloso, va ben oltre : insidia la mia bramata leadership culturale sul blog. i fatti:
dopo che giorni fa rispondendo a un commento della vale ho rispolverato, a caso, un calvino e le sue lezioni americane ( un risicato punticino) si e' scatenata la battaglia furibonda . vale parte con pianto antico e pareggia abbondantemente, ma cesco caccia un carico da tre punti e si porta nettamente in testa con una garbata citazione sull'esegesi carducciana e i 12 figli del poeta.
allora sempre la vale indomabile e alla vigliacca, come direbbe villaggio paolo, domenica sera organizza a sorpresa una difficoltosa ma proficua serata teatrale : checov (platonov) nientepopodimeno.... e con tanto di commento pertinente.
classifica alla terza giornata
vale punti 5
cesco punti 3
roberto punti 1
massimo punti 0 (ma deve recuperare un turno).
E il campionato prosegue..............
ciao un saluto a tutti e perdonatemi e' stata una giornata faticosa!!