domenica 22 febbraio 2026

Piste ciclabili

Recentemente ho letto di una vicenda tra un tassista e un ciclista sulla pista ciclabile di via Saragozza.

Non entro nella vicenda perchè non c'ero e le versioni, ovviamente, sono ognuna pro domo sua.

Il problema è la pista ciclabile, introdotta in molte strade (penso a Via Montefiorino, via Massarenti che percorro spesso) riducendo lo spazio per le automobili, al punto che ci sono tratti in cui una automobile non può transitare se non occupando, almeno parzialmente, o la pista ciclabile o la carreggiata opposta.

Bologna è una città antica, le strade sono, più o meno, quelle dove passavano le carrozze e i cavalli nei "bei tempi antichi". 

Avevamo alcune direttrici che erano un polmone per il traffico, larghe e percorribili con facilità: Via Marconi, Via Indipendenza, Via Ugo Bassi, Via Rizzoli.

Tutte riviste con restringimenti di ogni natura. 

Se ci aggiungiamo anche il tram, che è di superficie, mentre avremmo bisogno di liberare il traffico di superficie non di creare un nuovo tappo, mi vien da dire che " i tempi antichi" fossero veramente meglio di quelli contemporanei con tutti i limiti, le sanzioni, le paturnie che vengono elevate a imprescindibili "conquiste". 

domenica 15 febbraio 2026

Regole e strumenti

Ieri sera, eccezionalmente, ho guardato quasi tutta la partita tra Inter e Juventus.

Sono due squadre che, per usare un eufemismo, non ho mai amato, l'Inter, dico sempre, "dalla nascita" e la Juventus "dalla maggiore età" (poi, da quando vi ha giocato Maradona, si è aggiunto a quelle due il Napoli).

La Juventus ha perso immeritatamente, lanciando alti (e giustificati) lai per l'espulsione di Kalulu che, come ampiamente dimostrato nelle riprese televisive, al punto che tutti i tele e radio cronisti non hanno potuto fare altro che dire le cose come tutti le abbiamo viste, non ha commesso il fatto, non andava espulso per doppia ammonizione e, al contrario, andava ammonito per una simulazione platealmente antisposrtiva Bastoni dell'Inter che, essendo già stato ammonito in precedenza, sarebbe stato lui espulso, non Kalulu, lasciando l'Inter e non la Juventus a giocare oltre un tempo più recupero in dieci e, probabilmente, cambiando l'esito finale dell'incontro e forse anche del Campionato.

Ora, ho letto (ed emotivamente condivido) chi ha commentato che la Juventus sconta sulla sua pelle, adesso che la sua proprietà non è più così potente come una volta, quel che ha fatto subire in passato agli altri.

Però questo varrebbe se di fronte ci fosse stato il Verona, il Cagliari, il Bologna, non certo l'Inter che, come la Juventus, ha sempre avuto proprietà influenti nel mondo calcistico.

Ma, facendomi forza, devo anche dire che l'arbitro non poteva fare niente di diverso, perchè le regole, non prevedendo il var per le ammonizioni e per le espulsioni derivanti da somma di ammonizione, non poteva essere richiamato alla revisione delle immagini e Bastoni, non nascondiamocelo, ha fatto una interpretazione da oscar.

Ecco, non restituirà alla Juventus i punti perduti, ma la prova video, spesso utilizzata per punire errori anche non visti sul campo, dovrebbe inchiodare Bastoni (che intelligentemente l'allenatore ha sostituito nell'intervallo) al suo comportamento antisportivo e quello che si può fare è sanzionarlo, sia escludendolo dalla Nazionale, che con qualche giornata di squalifica.  

domenica 8 febbraio 2026

Riletture

Esaurito ogni ordine di spazio in casa, anche se qualche decina di volumi li ho spostati in montagna, ho iniziato, nel settembre 2022, ad acquistare libri digitali.

Recentemente, però, ho ripreso in mano vecchi volumi da tempo nella biblioteca, alcuni dei quali erano stati acquistati da mio padre ancora prima che avessi imparato non tanto a leggere, quanto ad apprezzare quel che viene scritto.

Nella categoria romanzi ho riletto un libro scritto negli anni Cinquanta e che ho in edizione 1965, con il suo seguito.

Si tratta de "I peccati di Peyton Place" di Grace Metalious (e il seguito "Ritorno a Peyton Place").

Da quei romanzi, che fecero scandalo ... all'epoca, furono tratti film (credo due) e una serie televisiva.

Il romanzo narra di una cittadina del New England con tutte le sue vicende sotterranee, quindi sesso, denaro, amori.

Un po' mi ricorda il film "Il commissario Pepe", con Ugo Tognazzi che indaga e scopre gli "altarini" di una tranquilla città del Veneto.

Ma non voglio fare una recensione ad un romanzo che mi piacque da adolescente e mi è piaciuto ancora oggi, bensì rendere merito all'Intelligenza Artificiale che mi ha dato una risposta ad una domanda che per oltre 50 anni riaffiorava ogni volta che riprendevo in mano quel romanzo.

Perchè nel primo romanzo un personaggio si chiama "Thomas - Tom - Makris" e nel seguito "Michael - Mike - Rossi" ?

Finalmente, all'alba del 2026, mi è venuto in mente di chiedere all'IA e ne ho avuto una risposta più che esauriente.

Una persona, di nome Thomas - Tom - Makris, esisteva realmente in una cittadina del New England ed esercitava la stessa professione di quello del romanzo.

Se in un primo momento ne era rimasto entusista, con il film si sentì in qualche modo offeso promuovendo una causa contro la produzione e la stessa Autrice che, chiusa la vertenza con una transazione, nel seguito cambiò il nome del personaggio.

Un punto per l'Intelligenza Artificiale. 

domenica 1 febbraio 2026

C'era una volta una pasticceria

La domenica era giorno di "pastarelle", sulle quali sono state numerose le scenette comiche della televisione negli anni Sessanta e Settanta.

Ricordo che Ric e Gian imbastirono pure una canzoncina sulle pastarelle domenicali.

Mio padre non sfuggiva a questa tradizione e alternava l'acquisto delle tradizionali pastarelle in varie pasticcerie.

Ma un dolce, in particolare, mi ha colpito e conquistato sin da bambino: la punta alla crema e la pasticceria, per me, per il mio gusto, regina su quello, era la Pasticceria San Mamolo, in angolo tra Viale Aldini e Via San Mamlo.

Ho continuato ad acquistare la punta alla crema, ogni tanto, in quella pasticceria fino alla scorsa estate quando, dopo averla vista chiusa per lungo tempo, ho notato dei lavori interni e, informatomi, ho saputo che gli antichi titolari avevano venduto e sarebbe arrivata una nuova gestione.

La pasticceria, con altro nome, è stata riaperta nei giorni scorsi.

Nei prossimi tempi, quando capiterà l'occasione, la testerò e, come prima cosa, chiederò la punta alla crema.

Temo di subire una delusione, ma spero anche che, come è accaduto nei vari cambi in altre pasticcerie, come ad esempio da Atti, dove cambiano gli addetti, ma la ricetta della torta e del budino di riso e sempre quella che li rende, su quei prodotti, i migliori a Bologna (sempre secondo il mio personale gusto) la nuova gestione abbia acquisito anche il ricettario della vecchia.

Come sempre, sperare nel meglio, ma prepararsi al peggio.